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ITALIA

Migranti

Sea Watch 3 ancora alla fonda davanti al porto di Lampedusa. Polemica tra il governo e l'Onu

Allarme dell'Alto commissariato sul decreto sicurezza bis: "Viola i diritti dei migranti". Il Viminale replica: pensino al Venezuela. Salvini: è da "Scherzi a parte". Di Maio: siamo alla critica preventiva. Le Chiese evangeliche: pronti ad accogliere i 47 migranti a bordo

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Ancorata in rada a Lampedusa, la Sea Watch 3 con ancora 47 migranti a bordo fa da sfondo a una domenica di confronto tra il governo italiano e le Nazioni Unite sul decreto sicurezza bis. La ong tedesca ha segnalato ieri uno "stato di emergenza" a bordo, e attende "istruzioni" dal governo di Roma. All'interno dell'esecutivo le posizioni tra Matteo Salvini e Luigi di Maio si ricompattano nel respingere la lettera dell'Onu per il rispetto dei diritti dei migranti. Due motovedette della Guardia di Finanza e della Capitaneria sorvegliano la nave. In corso a bordo controlli della polizia giudiziaria.

L'allarme dell'Onu sui diritti umani
L' Alto commissariato Onu per i diritti umani ha scritto una lettera al governo italiano in cui critica le direttive emanate dal ministero dell'Interno per vietare l'accesso delle navi di ong ai porti italiani e chiede di interrompere l'iter del decreto sicurezza bis perché "viola i diritti dei migranti". Secondo la missiva indirizzata al ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi - e trasmessa anche al ministero dell'Interno "la direttiva può incidere in maniera grave sui diritti dei migranti, compresi i richiedenti asilo e le vittime - o potenziali - di detenzione arbitraria, tortura, traffico di esseri umani e altre gravi violazioni dei diritti umani".  

La replica del Viminale: pensino al Venezuela 
"Il Viminale non ha sottovalutato la lettera dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'Onu, soprattutto alla luce della competenza e dell'autorevolezza delle Nazioni Unite in materia. Autorevolezza testimoniata da alcuni Paesi membri dell'Onu come Turchia e Corea del Nord". È quanto affermano fonti del Viminale in merito alla lettera dell'Onu sul decreto sicurezza bis ribadendo che "l'auspicio" è che il provvedimento sia "approvato nel Consiglio dei ministri di lunedì". Poi: "L'autorevole Onu dedichi le energie all'emergenza umanitaria in Venezuela, anziché fare campagna elettorale in Italia": il Dl Sicurezza bis è "necessario, urgente e tecnicamente ineccepibile".

Salvini: Onu fa ridere, è da 'Scherzi a parte' 
L'Onu è "un organismo internazionale che costa miliardi di euro ai contribuenti, che ha come membri la Corea del Nord e la Turchia, regimi totalitari, e viene a fare la morale sui diritti umani all'Italia, a Salvini, per il decreto sicurezza. Fa ridere, è da 'scherzi a parte", dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini.  

Di Maio: siamo alla critica preventiva 
"Stanno parlando di un provvedimento che non solo non è stato approvato, ma nemmeno discusso. Io ancora devo leggerlo. Siamo alla critica preventiva". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a margine dell'incontro organizzato dall'associazione Drappo Bianco a Curago, commentando la critica giunta dall'Onu in merito alle politiche sull'immigrazione del governo italiano e sul cosiddetto decreto sicurezza bis.

"Prima di ok a sbarco vogliamo garanzie dall'Europa" 
Di Maio spiega di essere "in contatto con il presidente del Consiglio: prima di farli sbarcare e avviare il meccanismo del regolamento di Dublino, noi dobbiamo avere la garanzia che l'Europa prenda in carico quei migranti, altrimenti resteranno solo in carico all'Italia. Quindi io credo che da questo punto di vista la politica migratoria che abbiamo portato avanti fino ad ora sia una politica efficace perché prima di qualsiasi sbarco vogliamo avere la certezza che la maggioranza delle persone che sono su una nave e che si avvicinano alle coste italiane vadano in altri paesi europei". 

Chiese evangeliche: pronti ad accogliere i migranti sulla Sea Watch 3
"Mettiamo a disposizione le nostre strutture di accoglienza in Italia e le relazioni con le chiese sorelle d'Europa per approntare un piano di ricollocazione in Europa di una quota dei migranti soccorsi dalla Sea Watch". Lo dice il pastore Luca M. Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. "Accogliere i migranti in fuga dalle persecuzioni è dovere civile di ogni democrazia; ma per noi evangelici è anche un servizio al prossimo radicato nella tradizione biblica e un imperativo della nostra fede. Tutte le chiese che compongono la Fcei hanno solide relazioni con le loro sorelle in Europa, molte delle quali sono attivamente impegnate in programmi d'accoglienza dei migranti. Siamo convinti che la collaborazione tra governi nazionali, istituzioni europee e società civile sia essenziale per la costruzione di una politica di accoglienza efficace e rispettosa dei diritti umani".

Il soccorso e lo sbarco delle famiglie con bimbi
Mercoledì la nave della ong tedesca aveva soccorso 65 migranti (tra cui 8 minori non accompagnati, 5 bambini e 2 neonati) su un gommone a 30 miglia dalle coste libiche: ieri 18 profughi (le famiglie e una donna ferita) sono stati sbarcati. Nelle ultime ore la nave era rimasta posizionata in acque internazionali, ai margini di quelle italiane.

Bartolo: no ragioni mantenere persone su Sea Watch 3
"Le 47 persone a bordo della Sea Watch 3 devono scendere a terra. L'ambulatorio di Lampedusa, come sempre, è pronto ad accoglierli e a prestare le prime cure e
non c'è una sola ragione per mantenerli ancora a bordo. Papa Francesco ha detto creiamo ponti, apriamo porte. Voglio ricordare al ministro con il rosario che Maria Immacolata era migrante". Lo dichiara Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e candidato al Parlamento Europeo nelle liste Pd-SE (collegi Italia centrale e insulare).

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