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ITALIA

Lo scontro

Sea Watch, ok del Pm a sequestro. Salvini: avevo ragione io. Polemica con Anm

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La procura di Agrigento ha convalidato il sequestro della Sea Watch 3 ed ha iscritto il comandante Arturo Centore nel registro degli indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nulla di diverso di quanto avvenuto - per due volte nelle passate settimane - alla Mare Jonio. La prima volta la nave di Mediterranea saving humans è però stata dissequestrata ed ha potuto riprendere la propria attività.

Per la Sea Watch il ministro dell'Interno Matteo Salvini è convinto che andrà diversamente. Ci sono, ha detto al forum Ansa, "evidenze di connivenze tra terra e mare, tra trafficanti di esseri umani e aiutanti di esseri umani. Conto che questo sia stato l'ultimo viaggio illegale di questa nave fuorilegge, senza togliere il lavoro agli altri". Intanto, sul titolare del Viminale piovono le critiche del vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero ("non può dirsi cristiano") e dell'Anm ("delegittima la magistratura").

Le indagini, coordinate dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, puntano ad individuare eventuali trafficanti di esseri umani coinvolti ed anche a valutare la condotta della ong. Domani sarà interrogato il comandante. La convalida del sequestro è bastata al ministro dell'Interno per cantare vittoria. "Dimostra - ha sottolineato - che non è Matteo Salvini il cattivo con le ong e conferma quello che sostengo da mesi, e cioè che favoriscono l'immigrazione clandestina e aiutano gli scafisti". Il porto alla Sea Watch, ha poi ricordato, "è stato aperto per iniziativa della procura, il prefetto ha ribadito fino all'ultimo l'ordine di non farli sbarcare. Poi se la magistratura impone la sua legge ne prendiamo atto". Ma, ha aggiunto, "se dovessi ritenere che qualcuno si vuole sostituire al Governo non starò zitto".

L'Anm è insorta. Sono dichiarazioni, ha evidenziato la Giunta dell'Associazione, che "delegittimano la magistratura, alludendo a decisioni assunte in base ad orientamenti politici e sembrano approvarne o meno l'operato a seconda del contenuto. Hanno inoltre innegabile carattere intimidatorio rischiando di suscitare un clima di avversione nei confronti dei singoli magistrati e della Istituzione tutta". Dopo lo sfogo della notte, quando su facebook si era rivolto direttamente al procuratore agrigentino per chiedergli "spiegazioni" ("è lei ad aver autorizzato" lo sbarco? "Da lei, Patronaggio, sono stato accusato di sequestro di persona. Non sono simpatico a questo signore"), Salvini ha parzialmente frenato: "Nessuno - ha premesso - mette in discussione" il lavoro dei magistrati: " Pieno rispetto delle indagini", ma "questi sono aiutanti degli scafisti e spero che la procura vada fino in fondo". Il ministro ha quindi parlato di "evidenze di connivenze" tra trafficanti di esseri umani e ong. Potrebbe trattarsi di materiale messo a disposizione dei magistrati dalle forze di polizia che indicherebbe l'esistenza di contatti tra i gestori della nave e qualcuno in Libia che ha indicato la partenza del gommone e l'area dove fare l'intervento di soccorso.

Nuovo capitolo, poi, della polemica con la Chiesa. "Non possiamo più stare zitti - ha fatto sapere mons. Mogavero - di fronte alle sparate di un ministro sempre più arrogante. Non possiamo più permettere che ci si appropri dei segni sacri della nostra fede per smerciare le proprie vedute disumane, antistoriche e diametralmente opposte al messaggio evangelico. Chi è con lui non può dirsi cristiano perché ha rinnegato il comandamento dell'amore". Salvini si è detto "stupito" dall'attacco. "Ma come fai - ha osservato - a dire una cosa del genere? Un pastore di anime semmai dovrebbe perdonare, al massimo mi dovrebbe dire che sbaglio". Il ministro ha quindi fatto diffondere dal Viminale i numeri che "danno ragione al 'Salvini buon cristiano'". I dati aggiornati a maggio indicano 2 cadaveri recuperati e 402 (fonti Unhcr) morti e dispersi nel Mediterraneo centrale nel 2019, contro i 23 corpi recuperati e i 2.277 scomparsi stimati nell'intero 2018 in tutto il Mediterraneo. "Io testimonio la mia fede salvando vite umane", ha commentato il vicepremier.

Guterres a Italia: rispettare leggi internazionali
"Le leggi e le convenzioni internazionali sui rifugiati vanno rispettate". Lo ha detto, rispondendo a una domanda sull'approccio italiano al tema, Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres. "Rifugiati e migranti - ha continuato nel corso di un briefing (reperibile su webtv.un.org) - vanno trattati con dignita' e rispetto dei diritti umani".

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