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POLITICA

Tav

Senato, respinte mozioni di sfiducia a Toninelli

Le due mozioni, una a prima firma Marcucci (Pd) e l'altra a prima firma Bernini (Fi) si soffermano in particolare sulle presunte mancanze di Toninelli nella gestione della vicenda dell'Alta Velocità. Marcucci: governo non ha più i numeri, Conte venga in Aula

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Non passano al Senato le mozioni di sfiducia nei confronti del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli. Nella mozione presentata dal Pd, il ministro è stato 'salvato' da 159 voti contrari di M5s e Lega. I voti a favore sono stati 102 (Pd e Forza Italia). I senatori di Fratelli d'Italia si sono astenuti (19) mentre Ignazio La Russa ha dichiarato di non partecipare al voto.

La maggioranza al Senato è comunque poco sotto la soglia psicologica di quota 161, il numero magico che a palazzo Madama significa blindatura politica per qualsiasi governo.

Marcucci: governo non ha più i numeri, Conte venga in Aula
"Il governo non ha più la maggioranza in Senato. Il voto su Toninelli conferma questa nuova realtà. Salvini e 5 senatori leghisti non difendono il ministro 5 stelle, così come ieri 6 senatori (più tre contrari) 5 stelle non hanno partecipato al voto su Salvini. A questo punto chiediamo al presidente Conte di venire a verificare i numeri a disposizione del Governo". Lo ha affermato dopo il voto il presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci

Non è passata nemmeno quella di Forza Italia. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha quindi la fiducia della maggioranza del Senato. Nella seconda votazione, hanno detto Sì al documento degli azzurri in 110 (Forza Italia e Pd), mentre i No sono stati 157 (Lega e M5S). Cinque gli astenuti. I senatori presenti per la seconda votazione sono stati 275, i votanti 272.

La mozione del Pd è stata illustrata da Salvatore Margiotta e quella di FI da Alessandra Gallone. Subito dopo, la seduta è stata sospesa per qualche minuto a seguito dell'esposizione di alcuni cartelli ed è poi ripresa con l'intervento di Vasco Errani. 

"Toninelli lo facciamo per te". È la scritta sui cartelli esposti dai senatori di Forza Italia.I senatori azzurri hanno sollevato i cartelli al termine dell'intervento della senatrice Maria Alessandra Gallone, che ha chiesto le dimissioni del titolare del MIT. La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha sospeso la seduta per qualche minuto.



Le due mozioni, una a prima firma Marcucci (Pd) e l'altra a prima firma Bernini (Fi) si soffermano in particolare sulle presunte mancanze di Toninelli nella gestione della vicenda dell'Alta Velocità Torino-Lione.

Entrambi i documenti, citando l'Alta Velocità Torino-Lione, si concludono con la medesima richiesta di sfiducia al titolare del dicastero, con le sue immediate dimissioni. Nella mozione preparata dai dem si legge che "il ministro avrebbe mentito al Parlamento e al Paese nonché al Governo francese e all'Unione europea, sottoponendo all'attenzione di tutti un'analisi del rapporto tra costi e benefici palesemente infondata e ora oggetto di 'aggiustamenti' da parte del presidente del Consiglio dei ministri". Simile la mozione di Forza Italia, in cui si sostiene che "i comportamenti del ministro stanno bloccando le grandi opere e riducendo la nostra credibilità".

De Falco, ministro senza onore e dignità. Si' a sfiducia
"Toninelli si deve dimettere, non per la Tav ma perche' sono mancati dignità e onore". Lo ha detto il senatore ex-M5s Gregorio De Falco, annunciando in aula al Senato il suo voto favorevole alle mozioni di sfiducia per il ministro delle Infrastrutture.     

"Il ministro - ha proseguito - ha latitato e dovrebbe dimettersi perchè è stato assente dai suoi specifici compiti e ha lasciato la gestione della portualità e le vicende connesse coi naufragi all'incompetenza del ministro Salvini".

Conte in Aula 
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è arrivato poco prima delle 11 in aula al Senato per ascoltare l'intervento del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, sulla mozione di sfiducia presentata nei suoi confronti da Pd e Fi. Con lui tra i banchi del governo i ministri M5s Luigi Di Maio, Barbara Lezzi, Riccardo Fraccaro e i sottosegretari Stefano Buffagni e Vincenzo Santangelo. Assenti i ministri della lega.

Toninelli: ho agito in coerenza e trasparenza
"La ridiscussione" della Tav "è un dovere assunto dal Governo in Parlamento fin dalla sua nascita eribadito testualmente attraverso due distinte mozioni: la prima,appena un mese fa, alla Camera dei Deputati e la seconda, solo due settimane fa, proprio qui al Senato della Repubblica. Ho agito in totale coerenza e trasparenza". Lo dice il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, intervenendo in Aula alSenato in replica agli interventi sulle mozioni di sfiducia nei suoi confronti.

E' in arrivo  la "portabilità della targa quando si cambia auto". Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture prima del voto  sulle mozioni di sfiducia. Si tratta di una misura, ha detto, "che porterà a  breve un risparmio in termini di tempo e denaro per tutti i  cittadini". 
 
Tensione in aula. Pd contro Casellati
Tensione in aula al Senato nel corso dell'intervento del capogruppo del Partito democratico, Andrea Marcucci, sulla mozione di sfiducia al ministro delle infrastrutture, Danilo Toninelli. Quando la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha invitato Marcucci a concludere lui è sbottato: "Presidente, lei ci tortura".Casellati ha subito replicato: "Lei protesta sempre quando gli altri sforano, ma tace quando a sforare è il suo gruppo. Ha già sforato più di un minuto, sta parlando da 11 minuti. Aggiorni il suo orologio, io non la interrompo mai". Tra le proteste di tutti i senatori Pd, Marcucci ha definito "inaccettabile" il comportamento della presidenza, quindi ha concluso il suo intervento.Un nuovo battibecco tuttavia si è verificato nel corso dell'intervento del capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, che ha provocato i dem dicendo che "tutto ciò che aiuta a compattare il governo è benvenuto". Marcucci e altri senatori Pd hanno protestato e Casellati ha ribadito rivolta sempre al capogruppo Pd: "Richiamo sempre tutti in maniera equanime, lei è sempre attento a quello che fanno gli altri ma poi non vuole farsi dire nulla".

Da FI gesto manette a M5s
Poco prima dell'avvio delle votazioni sulle mozioni di sfiducia al ministro per le Infrastrutture, Danilo Toninelli, richiamo da parte del presidente, Elisabetta Casellati, ai senatori Alberto Airola (M5s) e Francesco Giro (FI). Il primo aveva urlato espressioni offensive nei confronti del senatore FI Sandro Biasotti, nel pieno di una polemica sulle parole 'bunga bunga' associate a Silvio Berlusconi, in risposta al parlamentare 'azzurro' che aveva invece ricordato come Google associ la parola 'gaffe' alle ricerche con il nome del ministro Toninelli. A quel punto era intervenuto Giro, facendo il gesto delle manette rivolto ai grillini. 
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