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ITALIA

Stasera fiaccolata per ricordare le vittime

Sette anni fa la scossa che devastò L'Aquila e fece 309 morti

Sono 424 i cantieri attivi nel comune dell'Aquila, 263 all'interno delle mura cittadine. Il sindaco del Capoluogo abruzzese assicura: "Per la fine del 2017 l'asse centrale, il cuore della città, sarà terminato". Intanto l'ex Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso avverte che rinuncerà alla prescrizione nell'ambito del processo dove è imputato per omicidio colposo plurimo e lesioni.

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"Questa commemorazione è diventata parte integrante della città, così come, dopo il terremoto del 1703 il nero e il verde divennero i nostri colori cambiando il vessillo cittadino, e come anche il calendario delle feste laiche, il Carnevale, cambiò in ragione del sisma". Con queste parole il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, parla della fiaccolata che si terrà questa notte in ricordo delle 309 vittime del violento sisma che nel 2009 distrusse gran parte del Capoluogo abruzzese e molti comuni limitrofi. Il luogo di ritrovo per migliaia sarà stasera alle 22 via XX Settembre, a ridosso del tribunale (la fiaccolata potrà, inoltre, essere seguita anche sul sito Internet del Comune, all'indirizzo www.comune.laquila.it). Con gli aquilani dovrebbero esserci anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti, il commissario di Roma Capitale, Francesco Tronca e alcuni sindaci italiani. 

Da via XX Settembre il lungo serpentone umano illuminato dalle torce si fermerà in silenzio davanti ai luoghi della tragedia, dove tante persone hanno perso la vita. All’arrivo in piazza Duomo, a mezzanotte, avverrà la lettura dei nomi di tutte le 309 vittime, poi la messa dell’arcivescovo, in suffragio degli scomparsi, nella basilica di San Giuseppe Artigiano e, all’1,45 la veglia di preghiera nella Cappella della memoria. Una notte carica di emozioni, che lascerà spazio agli eventi di domani al suono dei 309 rintocchi della campana della chiesa di Santa Maria del Suffragio, alle 3,32 in punto.

Bertolaso: rinuncerò alla prescrizione
"Si rinuncia alla prescrizione nel momento in cui il tribunale annuncia che è scattata. A quel punto io ho il diritto di poter dire che rinuncio e quindi il processo va avanti. Purtroppo succederà il 7 ottobre, fino a quel giorno posso solo affermare, garantire e impegnarmi". Lo afferma l'ex capo dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso in relazione al processo cosiddetto "Grandi rischi bis" nei suoi confronti in corso al tribunale dell'Aquila, dove è imputato per omicidio colposo plurimo e lesioni.

Gli eventuali reati verranno prescritti il 6 ottobre 2016, a 7 anni e 6 mesi esatti dal sisma, assieme a molte altre inchieste. In questi giorni è in corso all'Aquila una raccolta di firme, che ha sfondato quota 2.500, per invitare Bertolaso a rinunciare alla prescrizione, mobilitazione scattata dopo la manifestazione pubblica con 500 persone al Parco del Castello.

Il filone che coinvolge Bertolaso è parallelo a quello che a novembre in Cassazione ha visto assolti dalle stesse imputazioni i 6 esperti della commissione Grandi rischi, organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio, e condannato l'ex vice capo della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis.

"Ho già detto che rinuncio quindi non c'è problema, il problema è una questione semplicemente tecnica", spiega Bertolaso. "Sono abituato a rispettare gli impegni, sia con i romani sia con i familiari delle vittime aquilane e non c'è ragione di dubitare di quello che dico".

La Grandi Rischi era stata indagata nel 2010 su esposto di alcuni familiari delle 309 vittime del terremoto, con l'accusa di aver rassicurato i cittadini e sottovalutato il rischio sismico nella riunione del 31 marzo. L'inchiesta "satellite" intende chiarire se i componenti della Commissione agirono perchè indotti proprio da Bertolaso, sulla scorta dell'espressione "operazione mediatica perchè vogliamo rassicurare la gente" che compare in una telefonata intercettata con l'ex assessore regionale Daniela Stati (quest'ultima pure indagata e archiviata anni fa).

Il processo all'ex sottosegretario e commissario di governo per l'emergenza sisma è cominciato con 6 anni di ritardo sull'altro perchè ha avuto una tormentata fase preliminare: ha visto due richieste di archiviazione della procura rigettate dal gip, l'avocazione da parte della procura generale della Repubblica su istanza delle parti civili, una terza richiesta di archiviazione, concessa, ma solo per alcuni casi di decessi, e la richiesta di rinvio a giudizio, pure concessa, per altri. La prossima udienza dibattimentale è prevista per il 21 giugno.

La ricostruzione
Sono 424 i cantieri attivi nel comune dell'Aquila, 263 all'interno delle mura cittadine. "Il 1 gennaio 2010 c`erano a l`Aquila 54.000 sfollati, ben 22.000 nuclei familiari - ha dichiarato Massimo Cialente sindaco de L`Aquila - oggi gli sfollati sono 8.000 ed i nuclei familiari  3251. Nelle periferie la ricostruzione è stata completata per il 96-97 per cento e stiamo procedendo bene nel centro storico per il quale procediamo con una media di 100 mln di euro ogni due mesi. Purtroppo abbiamo il problema dei tempi italiani ma oramai l`Italia è questa e mi rassegno con ricorsi e controricorsi e burocrazia. Ritengo che per la fine del 2017 l'asse centrale, il cuore della città, sarà terminato". E prosegue: " L`Italia è il Paese del paradosso perché se da una parte in assenza di revisione alla macchina scatta il sequestro dell`auto, dall`altra parte viviamo invece in case di cui non sappiamo lo stato di sicurezza. Inoltre a crollare sono stati proprio quegli edifici costruiti in cemento armato negli anni 60-70 e dunque nuovi. Non dobbiamo pensare al consenso elettorale ma a costruire un Paese sicuro. Oggi siamo costretti a spendere 15-20 MLD di euro per ricostruire L`Aquila magari. Per la prevenzione ne sarebbero occorsi meno, magari con gli altri avremmo creato condizioni di sviluppo nel Paese ed avremmo salvato vite umane", conclude il sindaco de L'Aquila.

Cgil: boom di disoccupati tra i giovani dopo il terremoto
dati sull'occupazione nel territorio nel post-terremoto sono implacabili per Umberto Trasatti, segretario generale della Camera del Lavoro della Cgil de L'Aquila . "Nel periodo compreso tra il 2012 e il 2014 - sottolinea - siamo passati da 124 mila occupati a 107 mila. E l'export delle nostre imprese che nel 2008, prima del terremoto, rappresentava il 20% di tutta la regione, nel 2015 arrivava al 5,6%".

Una situazione drammatica, attacca Trasatti, nonostante ci sia la possibilità per invertire la rotta e far ripartire l'intera economia del territorio.

"Sono disponibili -spiega- 300 milioni di euro di risorse pubbliche per far riprendere le attività economiche sul territorio, ma sono bloccate dalla burocrazia. Noi diciamo che è giusto che ci siano i controlli ma un progetto di investimento - continua - non può restare bloccato per un anno e mezzo. Anche perchè questi 300 milioni, che sono parte dei fondi destinati alla ricostruzione, 'muoverebbero' dai nostri calcoli circa un miliardo di euro complessivo di interventi, che farebbero del nostro territorio un esempio anche a livello nazionale".

Crolla un altro balcone nelle palazzine costruite dopo il terremoto
Due giorni fa è crollato un altro balcone a Case di Cese di Preturo, in una delle palazzine già a suo tempo sgomberate. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la forestale e la polizia municipale. Si tratta di un balcone della piastra 20, che era stata già sgomberata in seguito al  primo crollo  avvenuto a settembre del 2014. E il Comune  sulla scorta di una serie di esami eseguiti ripetutamente negli ultimi mesi sta disponendo lo sgombero di oltre  120 famiglie.

A seguito del primo crollo sono stati 840 i balconi di 260 appartamenti del progetti Case di Sassa, Arischia, Cese di Preturo, Collebrincioni e Coppito, complessivamente sequestrati. L'inchiesta ha portato all'iscrizione di  37 persone nel registro degli indagati, con le accuse di truffa aggravata ai danni dello Stato da 18 milioni di euro, frode nelle pubbliche forniture, falso in atto pubblico.
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