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MONDO

12 leader alla sbarra

Al via in Spagna il processo ai separatisti catalani

Tra le accuse quelle di ribellione, disobbedienza civile ed appropriazione indebita di fondi pubblici in relazione all'organizzazione del referendum per l'indipendenza della Catalogna nell'ottobre 2017. Grande assente l'ex presidente catalano, Carles Puigdemont, fuggito in Belgio

Oriol Junqueras con l'avvocato Andreu Van Den Eynde (Emilio Naranjo/Pool via AP)
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Al via presso la Corte Suprema spagnola il processo a 12 leader separatisti chiamati a rispondere della convocazione ed organizzazione, nell'ottobre 2017, del referendum sull'indipendenza della Catalogna, ritenuto illegale da Madrid.

Tra le accuse quelle di ribellione, disobbedienza civile ed appropriazione indebita di fondi pubblici in relazione all'organizzazione del referendum.

La procura chiede 25 anni di reclusione per l'ex vicepresidente della regione Oriol Junqueras, tra i 16 ed i 17 anni per gli altri imputati, tra cui figurano ex ministri del governo regionale. Grande assente l'ex presidente catalano, Carles Puigdemont, fuggito in Belgio.

In Spagna l'evento catalizza l'attenzione. Oltre a Junqueras, gli accusati sono gli ex consiglieri Jordi Turull, Josep Rull, Joaquim Forn, Raul Romeva, Dolores Bassa, Santi Vila, Carles Mundò e Meritxell Borràs; l'ex presidente del Parlamento Carme Forcadell e i rappresentanti delle associazioni sovraniste Anc e Omnium Cultural, Jordi Sànchez e Jordi Cuixart.

Tra i circa 600 testimoni che dovranno essere ascoltati, anche l'ex premier Mariano Rajoy, al governo al momento del referendum. Il processo dovrebbe durare circa tre mesi. I separatisti hanno definito il procedimento una 'farsa' e hanno organizzato una manifestazione a Barcellona in serata.

Difesa leader catalani, 'processo politico'
Si è aperto con l'accusa, scontata, di 'processo politico', da parte degli avvocati della difesa, il procedimento alla Corte suprema di Madrid a 12 leader politici dell'indipendentismo catalano. L'accusa, formulata dopo 14 mesi di indagini a partire dal referendum del primo ottobre, è di ribellione, sedizione e malversazione di fondi pubblici.   

Nonostante la prima udienza, accompagnata in Spagna da un'attenzione politica e mediatica senza precedenti, fosse dedicata agli adempimenti preliminari, l'avvocato Andreu van den Eynde, legale dell'ex vicepresidente e dell'ex consigliere della Generalitat, ha subito parlato di "giudizio politico", una causa - ha detto - in cui "si è approfittato del rinvio a giudizio di buona parte dei membri del governo di allora e della loro incarcerazione per impedir loro di esercitare i diritti politici con la proibizione di partecipare all'ultima campagna elettorale in Catalogna".  

Puidgemont, causa catalana non si risolve con codice penale
La causa indipendentista della Catalogna "non si risolve con il codice penale ma con la politica e il dialogo", ha detto l'ex presidente della Generalitat in esilio Carles Puigdemont in una conferenza stampa a Berlino, denunciando come "inaccettabile" l'esistenza in Europa di un "doppio standard" a livello giudiziario.   

"Il fatto che io sia un uomo libero che può andare in tutto il mondo tranne che in Spagna dimostra che c'è un doppio standard in Europa - ha affermato -. Quello che è lecito nel resto d'Europa in Spagna è un reato e questo prova una mancanza di adesione da parte di Madrid alle regole d'oro dello stato di diritto. Come è possibile che io sono stato arrestato e che un tribunale tedesco mi ha prosciolto da ogni accusa e che tutti i miei colleghi che hanno agito ai miei ordini debbano far fronte a un processo a partire dalle stesse evidenze?".   

Puigdemont spiega poi di voler separare l'aspetto politico daquello giudiziario e rilancia l'apertura di un tavolo di confronto. "Lo abbiamo chiesto dall'inizio e insistiamo ancora oggi - ha detto -. C'è una chiara maggioranza in Catalogna che vuole votare per decidere il proprio futuro e  come politico ho il dovere di indire un referendum per dare seguito a quella richiesta. Ora uno dei miei obiettivi come politico in esilio è quello di spiegare perché noi vogliamo essere indipendenti e che vogliamo farlo - ha concluso - in modo pacifico e non violento".
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