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ITALIA

Droga

Sicilia leader nella produzione di cannabis. Italia al primo posto per sequestri di piantagioni

Secondo gli esperti di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, la Sicilia è la regione più adatta alla coltivazione di cannabis grazie al suo microclima. E intanto il business dell'"oro verde" fa sempre più gola alle mafie.

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Sicilia prima in Italia per produzione di cannabis, Italia prima nel mondo per i sequestri di piantagioni. Secondo l'ultimo rapporto dell'Ufficio per la droga e il crimine dell'Onu (Unodc) sul consumo di droga nel mondo, il nostro Paese si colloca al primo posto con oltre 4 milioni di sequestri nel solo 2012 (4.122.617), superando anche gli Stati Uniti, fermi a quota 3.933.959. In posizione più defilata l'Ucraina, al terzo posto con due miioni di sequestri, e il Brasile, in settima posizione con "appena" 616.133. Attenzione però. Se andiamo ad analizzare i dati, la situazione cambia drasticamente quando si tratta di coltivazioni di cannabis in casa. In questo caso, il Paese con il maggior numero di sequestri sono gli Stati Uniti (302.377), seguiti da Svizzera (83.450) e Nuova Zelanda (21.202). L'Italia scende invece al sesto posto con 7.706 sequestri.

Eppure, basta andare nel profondo Sud per scoprire un altro primato. Secondo gli esperti di Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, la Sicilia è la regione italiana con più alta produzione di cannabis, soprattutto grazie al microclima, che garantisce il giusto mix di sole e umidità. Proprio in Sicilia nel 2011 si è registrato il maggior numero di piante sequestrate (91,8%), mentre nel 2012 è stata la Puglia a fare la parte del leone (97,1).

Intanto le mafie non rimagnono a guardare. Il nuovo "oro verde" è infatti un business molto redditizio: meno rischi legati al trasporto, maggiori entrate disponibili.  Risultato: i grandi cartelli del narcotraffico cercano di stringere accordi a livello internazionale. Non tutta la marijuana che gli italiani consumano è infatti prodotta in Italia. Buona parte arriva dall'Albania attraverso le coste pugliesi. Solo nel 2013 ne sono state sequestrate 23 tonnellate, 7 delle quali provenienti dalla Puglia.
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