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POLITICA

Il provvedimento spacca

Sicurezza, M5S si divide. Mantero attacca decreto: "Incostituzionale e stupido"

Il provvedimento "creerà illegalità dove non c'era e ridurrà integrazione". Lo segue Paola Nugnes, che già in Senato aveva espresso la propria contrarietà: "Dl è ferita aperta, sto con i sindaci che si oppongono"

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Il Movimento Cinque Stelle si divide sull'applicazione del decreto sicurezza di Salvini dopo le forti polemiche sollevate da alcuni sindaci

A riaprire la ferita tra i grillini è Matteo Mantero, parlamentare vicino al presidente della Camera, Roberto Fico, che lancia un vero e proprio affondo via Facebook nei confronti del provvedimento fortemente voluto dalla Lega: "Ecco quello che si ottiene emanando un decreto incostituzionale e stupido, a solo scopo propagandistico, che auspicabilmente sarà smontato dalla Consulta: creare illegalità dove non c'era, ridurre l'integrazione peggiorando le condizioni di vita di italiani e stranieri, far fare bella figura ai sindaci del Pd che hanno contribuito a creare il falso problema dell'immigrazione e ora passano per i paladini dell'integrazione. Filotto insomma...".

"La prossima volta - avverte Mantero - proviamo ad ascoltare i nostri sindaci, come quelli di Roma e Torino ad esempio, che avevano esposto in maniera chiara e non strumentale come stanno facendo Orlando & C. le problematiche che avrebbe causato questo decreto".

Lo segue Paola Nugnes, che già in Senato aveva mostrato la propria contrarietà, nel blog sull'Huffington Post. Ne pubblichiamo un estratto

Nugnes: "Dl è ferita aperta, sto con i sindaci che si oppongono"
"Il decreto Salvini una ferita che si riapre? Direi piuttosto una ferita che non si è mai chiusa". Lo scrive  la senatrice M5S, Paola Nungnes, su HuffPost. "Sul decreto immigrazione e sicurezza io sono con i sindaci che si oppongono, di qualunque colore politico siano e non mi chiedo se abbiano intenti più o meno propagandistici in questo".

"Le posizioni delle amministrazioni contrarie al decreto sono tra l'altro -sottolinea- alquanto trasversali, sono di colore diverso le città che si ribellano al decreto Salvini, o quelle che aderiscono per obbligo istituzionale, ma che hanno espresso il loro dissenso, ricordo  anche che le amministrazioni di Roma e di Torino sono state le prime ad approvare una mozione che chiedeva la sospensione del decreto quando era ancora in discussione".

 "In ogni modo lo avevamo previsto, che sarebbero partiti ricorsi, opposizioni di diversa natura e che si rischia concretamente il ricorso alla Corte Costituzionale. Era inevitabile e non mi sorprende la sollevazione di molti sindaci". 

"E' comprensibile la contrarietà dei primi cittadini perché sono loro i primi a dover affrontare le conseguenze di questo provvedimento che abbiamo sempre denunciato gravi, non solo per i migranti che sono in attesa di un rinnovo di permesso umanitario o che avendone fatto domanda ora se le vedono negate, ma anche per gli stessi cittadini italiani, per i quali aumentera' la percezione di insicurezza, con l'aumento calcolato e certo di nuovi irregolari sul territorio nazionale. Gente che è già qui tra noi, ma che non potrà essere iscritta all'anagrafe, che non avrà documenti regolari (vedete l'irruzione della Digos all'anagrafe di oggi a Palermo) che non potrà iscriversi al sistema sanitario nazionale, per curarsi, né accedere a un lavoro regolare e quindi a un regolare contratto di fitto, e che sarà costretta in alloggi di fortuna, novelli fantasmi costretti a vagare nel mare scuro dell'illegalità delle nostre città", sottolinea.

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