Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Sicurezza-Palazzo-Chigi-ok-incontro-con-Anci-inaccettabili-posizioni-sindaci-dissidenti-74d729fe-92f5-4051-8fb6-48965563ef03.html | rainews/live/ | true
POLITICA

Sala: "Salvini riveda il decreto, così non va"

Sicurezza, Palazzo Chigi: ok incontro con Anci, inaccettabili posizioni sindaci dissidenti

Decaro: bene disponibilità governo a incontrarci

Condividi
Se l'Anci desidera un incontro per segnalare eventuali difficoltà applicative collegate alla legge sull'immigrazione e sulla sicurezza, ben venga la richiesta di un incontro con il Governo, al quale anche il presidente del Consiglio è disposto a partecipare insieme al ministro dell'Interno.

Lo affermano fonti di Palazzo Chigi sottolineando che inaccettabili, invece, sono le posizioni degli Amministratori locali che hanno pubblicamente dichiarato che non intendono applicare una legge dello Stato. Il nostro ordinamento giuridico non attribuisce ai Sindaci il potere di operare un sindacato di costituzionalità delle leggi: disapplicare una legge che non piace equivale a violarla, con tutte le conseguenti responsabilità, si afferma.

Decaro: bene disponibilità governo a incontrarci
"Un incontro con il governo per discutere delle ricadute della legge Salvini sui territori che noi sindaci amministriamo è quello che chiedevamo dal principio. Siamo contenti che da Palazzo Chigi ci si pronunci a favore di questa soluzione". Lo afferma il presidente di Anci Antonio Decaro sul dl sicurezza.

In precedenza, dopo le proteste di diversi sindaci, il ministro Salvini aveva commentato: "È finita la pacchia. Io non mollo, non retrocedo". E ribadisce la linea: "Ognuno risponderà di quello che fa e non fa, se c'è una legge del governo approvata dal Parlamento, firmata dal Presidente della Repubblica si rispetta, è troppo facile applaudire Mattarella quando fa il discorso di fine anno e dopo sbattersene". Poi aggiunge: "Se c'è qualche sindaco che non è d'accordo si dimetta: dimettiti Orlando! Vai a fare il sindaco in uno dei Paesi da cui arrivano i finti profughi e anche tu De Magistris con tutti i problemi e i casini che ci sono a Napoli vuoi attaccare il decreto sicurezza? Dimettetevi", esorta Salvini.

Al fianco del ministro dell'Interno, che incassa il sostegno dell'alleato Luigi Di Maio, si schierano in massa gli amministratori leghisti: "Si mette ordine dove prima regnava il caos".

Sala: "Salvini riveda il decreto, così non va"
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, interviene con un post su Facebook sul decreto sicurezza e le polemiche delle ultime ore. "Ministro Salvini, ci ascolti e riveda il decreto sicurezza, così non va! Da settimane noi sindaci avevamo richiesto, anche attraverso l'Anci, di ascoltar la nostra opinione su alcuni punti critici, per esempio ampliando i casi speciali e garantendo la stessa tutela della protezione internazionale ai nuclei familiari vulnerabili, anche attraverso lo Sprar, oggi escluso dal decreto sicurezza per i richiedenti asilo. Occorre inoltre valutare l'impatto sociale ed economico del decreto per le nostre città, già in difficoltà a causa di una legge di bilancio che ci ha tolto risorse nella parte corrente: più persone saranno per strada senza vitto e alloggio, piu' saranno i casi di cui noi Sindaci dovremo prenderci cura. Ministro, ci ripensi".

Dura anche la reazione dell'Anci alle parole del titolare del Viminale: "I sindaci sono quotidianamente nella trincea dei bisogni e sono tenuti a dare risposte che non possono essere inefficaci, a maggior ragione se si tratta di diritti civili e protezione sociale", afferma Antonio Decaro. "Per questo auspico che il ministro dell'Interno, contribuendo ad abbassare i toni della polemica, voglia convocarci per discutere delle modalità operative e dei necessari correttivi alla norma", aggiunge il presidente dell'Anci. "Se poi il ministro ritiene che il mestiere di sindaco sia una pacchia, come ha dichiarato anche in queste ore, siamo pronti a restituirgli, insieme alla fascia tricolore, tutti i problemi che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare".     

Dopo aver sospeso l'applicazione delle misure contenute nel decreto Sicurezza, convertito in legge a fine 2018, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando garantisce di voler proseguire la 'battaglia', spiegando di puntare sull'intervento dei giudici della Consulta. "Non arretro, non c'è motivo di arretrare, io ho assunto una posizione che non è né di protesta, né di disubbidienza, né di obiezione di coscienza". quindi, "il provvedimento potrà essere sottoposto all'esame di una autorità giudiziaria e, attraverso questa, della Corte Costituzionale. Cosa che io farò", annuncia.   

Ma Salvini tiene il punto, anche sull'ipotesi lanciata dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris di aprire il porto di Napoli alla nave Sea Watch: "I porti italiani sono chiusi, abbiamo accolto già troppi finti profughi, abbiamo arricchito già troppi scafisti! I sindaci di sinistra pensino ai loro cittadini in difficolta', non ai clandestini". Insomma, per Salvini "stanno alla canna del gas". Quindi, mette bene in chiaro: "Ci tenevo a dire che non mollo, non retrocedo. In Italia si arriva chiedendo permesso, non arrivano coloro che ci portano la guerra: lo dico a quei sindaci fenomeni che, per cercare un po' di pubblicita', dicono 'disobbediro' a Salvini'. Non si molla di un millimetro".

Dello stesso avviso il leader pentastellato, che bolla la presa di posizione dei sindaci come "campagna elettorale, campagna elettorale di sindaci che si devono sentire un po' di sinistra facendo questa cosa; ma se vuoi sentirti di sinistra metti mano ai diritti sociali di questo paese, quelli che la sinistra ha distrutto in questi anni: pensate come stanno messi male", afferma Luigi Di Maio.
Condividi