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SALUTE

Sicurezza, serve il veterinario d'azienda

Sui batteri resistenti ai farmaci il problema esiste e va monitorato, anche se la situazione in Italia è in netto miglioramento. La soluzione per evitare epidemie, tenere sotto controllo la quantità e qualità dei farmaci c'è: premiare le aziende più attente, e istituire la figura del veterinario aziendale. Colloqui con Gaetano Penocchio presidente della Fnovi, la Federazione dei medici veterinari

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Presidente vi siete detti preoccupati per le risultanze del report del Ministero della Salute sulla antibioticoresistenza negli allevamenti. Quali sono i motivi e si può parlare di allarme?
L'Antimicrobicoresistenza è un problema innegabile per il quale la Federazione condivide le preoccupazioni del Ministero espresse nella sua relazione per il settore avicolo del 2014. I dati sono da intendersi come un allarme per il segnale forte che danno della necessità di provvedere. Comunque la situazione italiana nel settore è in netto miglioramento, rispetto al 2011.

Cosa impone la normativa per evitare che residui di farmaci vengano trattenuti nella carne, e quindi essere trasmessi a chi le mangia?
Questo è un altro problema: i residui corrispondono a tracce di farmaci nelle carni i cui effetti possono essere dannosi per la salute umana non necessariamente in relazione all'antibioticoresistenza, e la normativa in tal senso è severissima. I dati del nostro Piano Nazionale Residui indicano chiaramente come in Italia il rispetto normativo tuteli appieno il consumatore da questo pericolo. L’Antimicrobicoresistenza è una capacità acquisita dai microrganismi che li rende resistenti all’effetto degli antimicrobici indipendentemente dalla presenza di residui o meno.

Il problema sono però batteri che possano restare sulle carni che compriamo da macellaio, se sono resistenti ai farmaci e ci infettano, non risponderanno neppure ai nostri antibiotici. Quali precauzioni adottare?
La cottura delle carni avicole prima del loro consumo previene ed esclude al 100% l'eventuale contagio di germi antibiotico resistenti. Fino al momento della preparazione, tali carni finché crude, devono essere tenute separate da altri alimenti ed a temperature controllate (meno di 10°)

L’attuale normativa che demanda a voi veterinari i controlli sugli allevamenti andrebbe supportata da nuovi strumenti, per rendere ancor più penetrante il vostro lavoro?
L’argomento del ruolo veterinario e degli strumenti per esercitarlo è estremamente complesso. Il Medico veterinario deve essere l’unico a poter prescrivere i medicinali veterinari e particolarmente gli AM. E’ necessario avere strumenti e test diagnostici rapidi, efficaci e precisi. I dati delle realtà territoriali devono essere accessibili in tempo reale. I farmaci veterinari devono essere disponibili all’interno di un mercato unico europeo per consentire di utilizzare sempre il miglior farmaco possibile. Il veterinario e l’allevatore devono essere supportati nelle loro azioni e il sistema deve essere premiante per le aziende virtuose. In Italia è necessario che venga riconosciuta al più presto la figura del veterinario aziendale che consenta la raccolta del dato sulle patologie, sull’uso di Antimicrobici e sullo sviluppo di Antimicrobicoresistenza, in tempo reale
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