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SPORT

Serie A, 37° e penultimo turno

Crotone-Lazio, un 2-2 che non piace. Champions e salvezza: brividi

I biancocelesti tengono ancora 'viva' l'Inter, per i calabresi e la Spal (rimontata a Torino) ultima giornata col cuore in gola. Successi esterni di fondamentale importanza per Udinese, Chievo e Cagliari, ma per l'ultima squadra che retrocederà in B la bagarre non è certamente finita

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Penultimo turno di campionato 'caldissimo'. Tra Crotone e Lazio esce un pari che non è il risultato cercato dalle due squadre, vittorie esterne di straordinaria importanza in chiave salvezza per Udinese, Chievo e Cagliari. La Spal si 'butta' via a Torino e ora trema. In arrivo ultimi 90 minuti di campionato da brividi per la lotta Champions e per non sprofondare in Serie B.  

Crotone-Lazio 2-2
La Lazio spreca il primo match point Champions non andando oltre il 2-2 in casa del Crotone, che sogna la grande impresa in chiave salvezza ma viene ‘riscaraventato’ sulla terra a sei minuti dal termine. Il pareggio in fondo cambia poco per i biancocelesti, che all’ultima giornata ricevono l’Inter in un frontale alla ‘mors tua vita mea’ ma con due risultati a disposizione: per andare in Champions, i nerazzurri di Spalletti (a -3) dovranno per forza vincere. In quel caso, con arrivo a pari punti e con lo 0-0 di San Siro nello scontro diretto all’andata, a qualificarsi sarebbero Icardi e compagni. Anche per i rossoblù di Zenga, terz’ultimi a quota 35 insieme alla Spal, è in arrivo un’ultima giornata da brividi: calabresi di scena a al San Paolo di Napoli, estensi in casa contro la Sampdoria. Ma le variabili - che riguardano anche Cagliari (36), Udinese (37) e Chievo (37) - sono molteplici.       

Primo tempo intenso, fisico, divertente. Al 17’ biancocelesti avanti su rigore contestato a lungo dai calabresi: Lulic subisce il fallo di Ceccherini ma i padroni di casa protestano per un precedente fallo del bosniaco su Sampirisi. Dopo un lungo silent check, Mazzoleni conferma la decisione e dal dischetto, non senza qualche brivido (Cordaz aveva intuito), fa centro lo stesso capitan Lulic. Ma la reazione dei rossoblù non tarda ad arrivare: diagonale di Nalini fuori di pochissimo (26’), a ruota (29’) pareggia Simy di testa (anticipato netto Radu) su cross di Martella. Anche qui serve il silent check, con gol alla fine convalidato. Ultimo quarto d’ora di sofferenza per la squadra di Zenga, con il portiere Cordaz che si esibisce in due super parate: al 39’ nega la rete ad un solissimo Caicedo (l’ecuadoriano però doveva e poteva far meglio), al 41’ compie un balzo prodigioso sul destro a giro incrociato di Milinkovic-Savic. Ci prova anche Lucas Leiva (44’): sinistro non lontano dal bersaglio.

Fuochi d’artificio al rientro dagli spogliatoi. Su punizione di Felipe Anderson, stacco di Caicedo e sfera sulla traversa (47’), poco dopo Milinkovic spedisce a lato dalla grande distanza (54’), poi lo ‘Scida’ esplode di nuovo: Barberis dalla trequarti, a centro area spunta Ceccherini che insacca con un sinistro al volo ‘sporco’ ma vincente (palo interno e gol). Clamorosa, al 68’, l’occasione per il Crotone vicinissimo al 3-1 con Rohden, il cui rasoterra angolato supera Strakosha ma non De Vrij, che respinge sulla linea. Ma non è finita perché con le ultime energie rimasta, all’84’ la Lazio torna a galla: sponda di De Vrij  per Milinkovic che raccoglie, controlla e impallina Cordaz. I calabresi accusano il colpo e due minuti dopo, su traversone di Caceres, l’onnipresente Milinkovic impatta male di testa da pochi passi mandando clamorosamente a lato. L’ultima chance, in pieno recupero, è per Caicedo il cui tentativo aereo (da buona posizione) si perde sul fondo (94’). Game over.

Fiorentina-Cagliari 0-1
Grande impresa del Cagliari che passa a Firenze (0-1) grazie all’undicesimo gol di Pavoletti. La Fiorentina getta al vento in pratica le residue speranze di  ottenere un posto in Europa League, mentre i sardi diventano padroni del loro destino. Una vittoria domenica prossima in Sardegna con l’Atalanta significherebbe permanenza in Serie A, un sogno se si pensa alla classifica dopo il ko interno con la Roma solo una settimana fa.

Prima del match del ‘Franchi’ le due squadre hanno ufficialmente ritirato la maglia numero 13, come omaggio al grande ex Davide Astori. Pronti-via, Fiorentina subito pericolosa con Veretout, ma la palla è di poco alta sulla traversa (2’). Brivido viola al 20’ con lo stesso Veretout e Sportiello che rischiano la frittata e il clamoroso autogol, ma la sfera finisce in angolo. Crescono i sardi che al 37’ passano in vantaggio. Punizione dalla destra di Lykogiannis, sul secondo palo si avventa Pavoletti che quasi sulla linea di porta mette dentro di testa, con Sportiello che non trova il tempo per intervenire. Per l’attaccante cagliaritano si tratta dell’11° centro in campionato quest’anno.

Nella ripresa tutti si aspettano la reazione dei viola (Pioli inserisce Falcinelli al posto di Eysseric), invece il Cagliari colpisce la traversa: ottimo cross di Padoin per la testa di Farias che da pochi passi colpisce il legno (49’).  La Fiorentina si scuote e almeno ci prova ad impensierire il Cagliari. Nel finale forcing dei viola, soprattutto con i nervi. L’arbitro Valeri tira fuori cartellini in serie, gialli e rossi. Espulso il tecnico Pioli (91’), così come Veretout, prima ammonito e poi espulso per aver rifilato un calcione a Joao Pedro (95’). Finisce così, risultato tutto sommato giusto.    

Bologna-Chievo 1-2
Colpo pesantissimo in rimonta del Chievo al Dall’Ara (1-2): tre punti d’oro massiccio che spingono i gialloblù a quota 37, +2 su Spal e Crotone (terz’ultime). La lotta salvezza non è ancora finita, ma l’ultima sfida di campionato, al ‘Bentegodi’ contro il retrocesso Benevento, mette la squadra di Maran in una posizione più che favorevole. Sconfitta indolore invece per il Bologna, salvo da tempo e senza più grandi motivazioni.

Felsinei subito avanti con il perfetto penalty di Verdi (12’), concesso dopo un intervento di braccio di Hetemaj su conclusione ravvicinata di Masina e dopo un lungo silent check col Var dell’arbitro Pairetto, che inizialmente aveva lasciato proseguire. Al 22’ Sorrentino nega il raddoppio a Destro. Poi escono i gialloblù e al 27’ arriva una doppia occasionissima: Mirante salva sulla capocciata di Castro, sulla respinta l’argentino ci riprova di destro ma la traversa gli dice no. Passato lo spavento, Bologna ancora minaccioso con Palacio (33’), fermato al momento del tiro da una provvidenziale scivolata di Danielli.

Ribaltone totale in avvio ripresa. Giaccherini, servito da Castro, rimette in pista il Chievo con un’imparabile conclusione sotto l’incrocio (48’), al 60’ Inglese raccoglie in area un lancio di Gobbi, aggira i difensori di casa e fulmina Mirante con un rasoterra. Gli uomini di Donadoni provano a reagire ma i gialloblù tengono bene e rischiano solo all’85’, con un super Sorrentino che devia sul palo, con la punta dei guanti, il tentativo di Verdi. Sipario.

Hellas Verona-Udinese 0-1
Si interrompe la serie di partite senza vittorie dell’Udinese che passa a Verona in casa dell’Hellas con una rete di Barak (0-1). Friulani quasi salvi: sono due le lunghezze di vantaggio sul terz’ultimo posto e domenica per l’ultima giornata al Friuli arriva il Bologna.

Il Verona per l’onore al Bentegodi, mentre i friulani giocano per ottenere i punti salvezza dopo la serie nera degli ultimi tempi. Buon partenza dell’Udinese che crea tanto, ma gli scaligeri si salvano. I bianconeri sbloccano il risultato al 20’: traversone dalla destra di Jankto, Inglese non ci arriva, mentre Barak è bravissimo in spaccata a metterci il piede e battere Nicolas.

Nella ripresa partita senza lampi, anche se gli scaligeri con orgoglio provano a raggiungere il pari, grazie alle giocate soprattutto di Romulo e Cerci. Impegno che non basta ad evitare i sonori fischi con cui i tifosi hanno accompagnato la chiusura del match. Fa festa invece l’Udinese che trova la prima vittoria della gestione Tudor e riassapora il gusto del successo dopo più di tre mesi.

Torino-Spal 2-1
Il Torino tira fuori l’orgoglio e ‘saluta’ i propri tifosi battendo in rimonta la Spal 2-1. Un duro colpo per i ferraresi che hanno assaporato per un momento la salvezza quasi aritmetica e ora devono attendere l’ultimo match in casa con la Samp per ottenere i punti che valgono la permanenza in Serie A. Una vittoria certificherebbe la salvezza (scontri diretti in vantaggio con il Crotone).

All’Olimpico ‘Grande Torino’ i granata, reduci dal pareggio di Napoli, iniziano con il piglio giusto e ci provano con Iago Falque e Rincon. Poi con il passare dei minuti la Spal, che si gioca tantissimo nella lotta per la salvezza, esce fuori. E così al 22’ arriva il vantaggio estense: Antenucci appoggia palla a Grassi che controlla e tira di destro da fuori, una parabola imprendibile per Sirigu. Fischi per i granata che provano una reazione, senza grandi risultati. L’undici di Semplici infatti riesce a difendersi con ordine, senza rischiare.

Nella ripresa arriva la reazione dei granata. Mazzarri al 62’ toglie Ansaldi e inserisce Berenguer.  Il centrocampista spagnolo è subito pericoloso: il suo tiro dal limite impegna Gomis che riesce a deviare sulla traversa (62’). Al 68’ il Toro pareggia: bella azione dello scatenato Berenguer che dal fondo crossa basso, palla perfetta per Belotti che batte Gomis. Per l’attaccante granata è il gol numero 10 in questa serie A. Sulle ali dell’entusiasmo il Torino continua a spingere. Belotti sembra un altro. E al minuto 87 serve un assist al bacio per De Silvestri che anticipa tutti e batte ancora una volta Gomis per il 2-1. Finale nervoso con la Spal che si riversa in avanti a caccia della nuova parità. Al 93’ contatto in area tra Moretti  e Felipe, per l’arbitro Mariani non c’è niente. Furiose le proteste della Spal, con il direttore di gara che è costretto ad ammonire Salamon, poi va ad espellere il tecnico Semplici. Finisce così con la clamorosa rimonta di un Torino tutto cuore.
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