Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Siria-Opac-Siria-e-Russia-ritardano-la-missione-a-Duma-5ead948e-bab8-49f4-8a79-2b7d536bfd68.html | rainews/live/ | (none)
MONDO

Siria, L'Opac: Siria e Russia ritardano la missione a Duma, "non ci sono le condizioni di sicurezza"

In tarda mattinata, la Gran Bretagna aveva accusato Damasco e Mosca di aver "bloccato gli ispettori" dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Posizione ribadita da Theresa May nella sua relazione al Parlamento sui raid condotti sabato scorso: "Azione giusta legalmente e moralmente", mentre a Londra Gli Usa intanto smentiscono Macron: "Truppe via al più presto". E annunciano nuove sanzioni contro Mosca

Immagini satellitari: dopo l'attacco (DigitalGlobe)
Condividi

Russia e Siria ritengono che a Duma non ci siano le "condizioni di sicurezza" per l'ingresso degli ispettori dell'Opac. Lo rivela il capo dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, confermando che gli ispettori non hanno ancora potuto iniziare il lavoro. Mosca precisa che agli operatori manca l'autorizzazione dell'Onu, affermazione smentita dalle Nazioni Unite.

L'Onu replica a Mosca: gli ispettori hanno tutte le autorizzazioni
"Le Nazioni Unite hanno dato agli ispettori dell'Opac tutte le necessarie autorizzioni" ha detto il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric, replicando alla versione della Russia, secondo cui gli ispettori non sono ancora entrati a Duma perché manca il via libera alla loro missione da parte del dipartimento della sicurezza del segretariato dell'Onu. "Stiamo supportando il team di ispettori il massimo possibile", ha aggiunto il portavoce.

In tarda mattinata, la rappresentanza britannica dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche aveva accusato Damasco e Mosca di aver "bloccato" gli ispettori che dovranno stabilire se nella città della Ghouta orientale il 7 aprile ci sia stato un attacco chimico da parte delle forze di Assad. Denuncia ribadita dalla premier Theresa May nella sua relazione al Parlamento britannico sui raid condotti sabato scorso.

May insiste: "Siria e Russia bloccano il lavoro degli ispettori Opac"
"Il regime siriano e la Russia impediscono agli ispettori dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) di arrivare a Duma" ha detto la premier britannica, Theresa May, nella sua relazione al Parlamento sui raid condotti sabato scorso. "Abbiamo ritenuto d'intervenire in anticipo perché avevamo già le prove sull'uso delle armi chimiche da parte del regime siriano", ha sottolineato la premier.



"Attacco giusto, non agito per Trump"
La Gran Bretagna ha partecipato all'attacco contro la Siria "non perché ce l'ha chiesto Donald Trump ma perché era la cosa giusta da fare" ha aggiunto Theresa May, sottolineando che "non si trattava di intervenire in una guerra civile né di un cambio di regime". L'obiettivo era colpire la scorta di armi chimiche del regime siriano con un attacco "limitato, mirato ed efficace", ha puntualizzato.

Sospetto Usa: tecnici russi potrebbero aver già ispezionato Duma e alterato le prove
I tecnici russi potrebbero aver già ispezionato Duma e "alterato" le prove: lo ha affermato l'ambasciatore statunitense presso l'Opac, Ken Ward. "Abbiamo notizie secondo cui i russi potrebbero aver già ispezionato il sito dell'attacco, e siamo preoccupati per una eventuale interferenza mirata a ostacolare la missione dell'Opac, impedendole di portare a termine delle indagini efficaci", ha concluso.

Lavrov: non abbiamo manomesso prove su armi chimiche
Ma la Russia nega di aver manomesso le prove del sospetto attacco chimico in Siria, che ha portato all'intervento militare di Usa, Regno Unito e Francia contro Bashar Al Assad. "Posso garantire che la Russia non ha interferito con il sito" dell'attacco, ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, intervistato nel programma Hardtalk della Bbc. Lavrov ha anche negato che lo scorso 7 aprile a Douma sia stato fatto uso di armi chimiche. "Tutte le prove" alle quali hanno fatto riferimento Washington, Londra e Parigi per motivare i loro bombardamenti, ha detto, "si basavano su notizie riportate dai media e dai social media". In realtà per il capo della diplomazia russa, "ciò che è avvenuto è una messa in scena".

Trump smentisce Macron: "Truppe Usa via dalla Siria al più presto"
Il presidente americano Donald Trump in Siria si aspetta che i partner regionali e gli alleati degli Stati Uniti "si assumano una maggiore responsabilità sia militare che finanziaria, per mettere in sicurezza la regione". Lo ha detto in una dichiarazione la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders.       

La portavoce della Casa Bianca non cita mai Macron, ma appare chiaro che la dichiarazione diffusa alla stampa in serata nasconde una certa irritazione di Trump verso le parole del presidente francese.  "La missione Usa in Siria non è cambiata - afferma Sarah Sanders - e il presidente è stato chiaro che vuole un ritorno a casa delle truppe Usa il più presto possibile". La portavoce Sanders aggiunge che gli Stati Uniti "sono determinati ad annientare l'Isis e a creare le condizioni per impedire un suo ritorno".   

Macron in una intervista in diretta al canale francese BFM TV aveva detto: "Dieci giorni fa il presidente Trump ha detto che gli Stati Uniti intendevano disimpegnarsi dalla Siria. Noi l'abbiamo convinto che era necessario rimanere a lungo. E l'abbiamo anche convinto che bisognava limitare gli attacchi con armi chimiche, mentre c'era un'escalation tramite una serie di tweet che non vi saranno sfuggiti...".   

Trump alla fine di marzo in un comizio in Ohio a proposito della Siria aveva detto: "Usciremo molto presto da lì. Lasciamo che siano altri ad occuparsene ora. In Siria ci sono circa duemila soldati americani.    

Allo studio nuove sanzioni
Washington intanto prepara nuove sanzioni contro Mosca, questa volta legate al sostegno del governo russo al dittatore siriano Bashar Assad. Intanto il giorno dopo le bombe, gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna rilanciano la diplomazia, presentando ai 12 partner in Consiglio di Sicurezza dell'Onu un nuovo progetto di risoluzione che dovrebbe essere discusso a partire da domani.   Ma oggi saranno varate anche le nuove sanzioni di Washington contro Mosca, ha annunciato Haley, spiegando che le misure colpiranno direttamente società russe che hanno aiutato Damasco a realizzare e a dispiegare armi chimiche.

Ue: possibili nuove sanzioni   
"Nel 2017 e nel 2018, l'Ue ha imposto ulteriori misure restrittive ai funzionari e scienziati siriani per il loro ruolo nello sviluppo e nell'uso di armi chimiche ed è pronta a prendere in considerazione l'ipotesi di ulteriori misure in futuro". Si legge nelle conclusioni della discussione sulla Siria del consiglio dei ministri degli Esteri dell'Ue.

Condividi