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MONDO

Siria

Save the Children: i bimbi di Aleppo rischiano di morire di freddo

Tra gli sfollati ci sono migliaia di bambini spesso malnutriti e particolarmente deboli, dopo aver vissuto mesi sotto assedio, senza cibo adeguato per nutrirsi

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Una forte tempesta di neve si è abbattuta in queste ore sulla Siria nordoccidentale aggravando le già precarie condizioni di vita delle migliaia di famiglie fuggite da Aleppo est negli ultimi giorni, così come dei civili che sono ancora intrappolati in città. Si stima che circa 26.000 persone sono arrivate nelle aree rurali di Aleppo e Idlib negli ultimi giorni, spesso con i soli vestiti che avevano indosso, e, con le temperature che scendono sotto lo zero. Lo denuncia da Save the Children, nel girono dell'Aleppo Day.    

La tempesta di neve - spiega - sta compromettendo gravemente anche la possibilità di prestare soccorso alle popolazioni di Idlib. I partner di Save the Children sul campo riferiscono che le ambulanze sono bloccate sulle strade a causa della neve, ritardando il trasferimento dei pazienti che da giorni aspettavano di ricevere cure mediche.

L'organizzazione chiede agli osservatori internazionali dell'Onu di entrare ad Aleppo est entro le prossime 24 ore e di monitorare l'evacuazione dei civili ancora intrappolati, assicurando che i più vulnerabili e più difficili da raggiungere - tra cui malati, anziani e bambini - siano in grado di abbandonare l'area in maniera dignitosa. Con circa 750.000 persone che vivono ancora sotto assedio, senza cibo sufficiente, carburante e cure mediche, e con le temperature sotto le zero, l'Organizzazione chiede inoltre la fine immediata dell'assedio in tutta la Siria.    

Secondo le testimonianze riportate dagli operatori umanitari, sono moltissimi i bambini rimasti soli, separati dai loro genitori nella confusione che spesso si crea dopo la discesa dai bus con i quali le popolazioni sono state evacuate da Aleppo est, con le persone che vanno immediatamente a cercare il cibo.

"Al punto di incontro dove gli autobus arrivano da Aleppo, i bambini sono in stato di shock totale quando vedono la frutta o i pasti caldi che vengono distribuiti. Molti bambini, quando scendono di corsa dagli autobus pur di accaparrarsi una mela o una banana, finiscono con il perdere i propri genitori e restano separati dalle loro famiglie. Alcuni di loro non hanno visto un pezzo di frutta da almeno sei mesi e sui loro volti, così come su quelli di tanti adulti, i segni della malnutrizione sono evidenti", spiega Muslem Essa, un operatore umanitario impegnato con l'organizzazione locale Violet a Idlib
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