Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Siria-Trump-risponde-a-Macron-le-nostre-truppe-presto-a-casa-0e6c1fee-c65b-4e69-b281-523aa7c3301c.html | rainews/live/ | (none)
MONDO

Assad: "I raid dell'occidente uniranno la Siria"

Siria, Trump risponde a Macron: le nostre truppe presto a casa

Gli Usa annunciano: "Pronti a varare nuove sanzioni contro Mosca". E si aspettano maggiore collaborazione da parte delgi alleati

Immagini satellitari: dopo l'attacco (DigitalGlobe)
Condividi

Il presidente americano Donald Trump in Siria si aspetta che i partner regionali e gli alleati degli Stati Uniti "si assumano una maggiore responsabilità sia militare che finanziaria, per mettere in sicurezza la regione". Lo ha detto in una dichiarazione la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders.       

La portavoce della Casa Bianca non cita mai Macron, ma appare chiaro che la dichiarazione diffusa alla stampa in serata nasconde una certa irritazione di Trump verso le parole del presidente francese.    "La missione Usa in Siria non è cambiata - afferma Sarah Sanders - e il presidente è stato chiaro che vuole un ritorno a casa delle truppe Usa il più presto possibile". La portavoce Sanders aggiunge che gli Stati Uniti "sono determinati ad annientare l'Isis e a creare le condizioni per impedire un suo ritorno".   

Macron in una intervista in diretta al canale francese BFM TV aveva detto: "Dieci giorni fa il presidente Trump ha detto che gli Stati Uniti intendevano disimpegnarsi dalla Siria. Noi l'abbiamo convinto che era necessario rimanere a lungo. E l'abbiamo anche convinto che bisognava limitare gli attacchi con armi chimiche, mentre c'era un'escalation tramite una serie di tweet che non vi saranno sfuggiti...".   

Trump alla fine di marzo in un comizio in Ohio a proposito della Siria aveva detto: "Usciremo molto presto da lì. Lasciamo che siano altri ad occuparsene ora. In Siria ci sono circa duemila soldati americani.    

Allo studio nuove sanzioni
Washington intanto prepara nuove sanzioni contro Mosca, questa volta legate al sostegno del governo russo al dittatore siriano Bashar Assad. Intanto il giorno dopo le bombe, gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna rilanciano la diplomazia, presentando ai 12 partner in Consiglio di Sicurezza dell'Onu un nuovo progetto di risoluzione che dovrebbe essere discusso a partire da domani.   Ma oggi saranno varate anche le nuove sanzioni di Washington contro Mosca, ha annunciato Haley, spiegando che le misure colpiranno direttamente società russe che hanno aiutato Damasco a realizzare e a dispiegare armi chimiche.

Ue: possibili nuove sanzioni   
"Nel 2017 e nel 2018, l'Ue ha imposto ulteriori misure restrittive ai funzionari e scienziati siriani per il loro ruolo nello sviluppo e nell'uso di armi chimiche ed è pronta a prendere in considerazione l'ipotesi di ulteriori misure in futuro". Si legge nelle conclusioni della discussione sulla Siria del consiglio dei ministri degli Esteri dell'Ue. 

Mosca respinge le accuse
Mosca continua però a respingere ogni accusa: l'arsenale chimico siriano " è stato distrutto a tempo debito sotto il controllo delle organizzazioni e delle nazioni impegnate sul terreno in Siria", ha assicurato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, ribattendo che le sanzioni "sono scollegate dalla realta'".

Assad: campagna di bugie
Da parte sua il presidente siriano Bashar Al-Assad, che ha ricevuto la visita di un gruppo di parlamentari russi, ha denunciato la "campagna di bugie" degli Usa contro il suo Paese davanti al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Il presidente russo Vladimir Putin, dopo un colloquio telefonico con il collega iraniano Hassan Rohani, ha avvertito che interventi militari come quelli fatte da Stati Uniti, Francia e Siria, condurranno al "caos" nelle relazioni internazionali.    

Opac avvia investigazione su attacco a Duma
Intanto gli esperti dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) hanno avviato il lavoro di investigazione sul presunto attacco del 7 aprile a Duma, nella Ghouta orientale. La missione, arrivata in Siria poco dopo il bombardamento di Washington, Parigi e Londra con in programma la visita della citta' dove sarebbero stati usati gas clorino e gas sarin. La Russia "non interferirà" nel lavoro degli esperti dell'Opac in Siria. Lo dice su Twitter la delegazione russa presso l'organizzazione stessa. Mosca è inoltre pronta ad offrire agli esperti dell'Opac, "mezzi di trasporto speciali e sicurezza garantita dalla polizia militare". 

Mogherini: necessario rilanciare processo a guida Onu
Sulla Siria "è necessaria una spinta per rilanciare il processo politico a guida Onu". Lo ha detto l'Alto rappresentante Federica Mogherini al suo arrivo al Consiglio affari esteri in Lussemburgo. Con i ministri dei 28 Stati dell'Ue, ha sottolineato, "reitereremo la nostra posizione comune dei giorni scorsi", in cui è stata espressa una forte condanna per l'uso di armi chimiche. Tra i principali punti in agenda nella discussione, anche Russia e Iran. Riguardo Teheran,ha sottolineato Mogherini "ribadiremo un forte e inequivocabile sostegno a una piena implementazione dell'accordo sul nucleare da parte di tutti".

Londra: accesso a Douma ancora non consentito a missione Opac 
Russia e Siria non hanno ancora consentito alla missione dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) di entrare a Douma per verificare la notizia di un presunto attacco con armi chimiche. Lo ha dichiarato l'ambasciatore britannico in Olanda, Peter Wilson, alla riunione straordinaria all'Aia. Il capo dell'Opac, Ahmet Uzumcu, ha infatti fornito aggiornamenti durante la riunione sull'invio degli
esperti, ha riferito il diplomatico. Wilson ha anche chiesto che la riunione "agisca perché i responsabili siano portati davanti alla giustizia", perché fallire questo obiettivo farà  "rischiare soltanto ulteriore barbaro uso di armi chimiche, in Siria e non solo".

Mosca: a esperti Opac manca autorizzazione Onu
Il problema dell'accesso a Duma degli esperti dell'Opac "è legato alla mancanza dell'approvazione della missione da parte del Dipartimento della sicurezza del Segretariato dell'Onu". Lo ha detto oggi il vice ministro degli esteri russo Serghei Ryabkov citato da Interfax. Secondo Ryabkov "la rapida risoluzione di questo problema" è impedita dalle conseguenze dell'azione militare illegale" di sabato di Usa, Gran Bretagna e Francia.

Condividi