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MONDO

Incontro Gentiloni-Casutoglu

Siria, Turchia: "Sì a operazione di terra ma ci vuole coinvolgimento coalizione"

"Se vogliamo entrare in Siria via terra bisogna farlo insieme, come coalizione". Parole del ministro degli Esteri turco, Cavusoglu, nel corso della conferenza stampa congiunta con Gentiloni. Per il titolare della Farnesina la strada maestra per la pace è "la soluzione diplomatica e l'apertura di un processo di transizione in Siria". Ieri una serie di attentati a Damasco e ad Homs hanno ucciso oltre 150 persone

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"Non esiste assolutamente la prospettiva di un'operazione di terra insieme all'Arabia Saudita, ma se vogliamo entrare in Siria via terra bisogna farlo insieme, come coalizione". Parole del ministro degli Esteri turco, Cavusoglu, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il capo della diplomazia italiana, Gentiloni. Cavusoglu ha parlato anche dell'Ypg, braccio armato del partito curdo siriano, che Ankara considera "terrorista" al pari dell'Isis: "abbiamo fornito ai nostro amici americani le prove di ciò. Ypg come il Daesh è terrorista: più laici, più secolari, ma non possiamo fidarci dei terroristi". Secondo Gentiloni, "la soluzione diplomatica e l'apertura di un processo di transizione in Siria" è la strada da seguire per la pace. La crisi siriana, la lotta al terrorismo e la questione dei migranti i temi al centro dell'incontro.

Gentiloni: "Italia sostiene soluzione politica"
Secondo il titolare della Farnesina l'intesa sul cessate-il-fuoco in Siria raggiunta da Stati Uniti e Russia è "incoraggiante". Dettagli e "verifiche dell'intesa - ha aggiunto - saranno definite entro mezzogiorno del 26 febbraio". Gentiloni ha ricordato che Roma sostiene una soluzione politica, ed ha aggiunto che l'Italia appoggia il processo per l'ingresso di Ankara nella Ue ma auspica una "evoluzione" sul versante della libertà di stampa. E sul tema dei migranti la collaborazione tra Italia e Turchia è "efficace".



Domani Gentiloni si sposterà a Istanbul per l'High Level Partnership Forum sulla Somalia, che costituisce la più importante piattaforma di dialogo fra le autorità di Mogadiscio e i principali partner internazionali. A livello ministeriale, la riunione di Alto Livello sulla Somalia si è svolta due volte: a Copengahen nel novembre 2014 e
a Mogadiscio nel luglio 2015.

Erdogan e il consiglio dei ministri sulla Siria
Per la prima volta dalla formazione del nuovo governo turco,  il presidente Erdogan presiederà un consiglio dei ministri per fare il punto sulle indagini sull'attentato che il 17 febbraio ha colpito un convoglio militare ad Ankara uccidendo 28 persone, sugli ultimi sviluppi della crisi in Siria e sulle operazioni in corso da parte di polizia ed esercito contro il Pkk nel sud-est del paese. Pur ammessa dalla costituzione turca, la presenza del capo dello stato in un consiglio dei ministri era una pratica poco diffusa in passato. Da quando è stato eletto nell'agosto 2014, Erdogan lo ha già presieduto in 4 occasioni.

Gli attentati a Damasco e ad Homs
Il sedicente Stato Islamico ha rivendicato su Internet gli attentati sferrati ieri a Damasco e a Homs, che secondo l'ultimo bilancio hanno causato la morte di almeno 155 persone. Gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani precisano che 99 sono i civili che hanno perso la vita negli attentati, tra cui donne e bambini. L'agenzia di stampa Sana aggiunge, citando una fonte di polizia, che almeno 178 persone, tra cui bambini, risultano ferite.
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