MONDO

E' accaduto nella roccaforte di Raqqa

Siria, attivisti: Isis ha giustiziato otto jihadisti olandesi. Erano accusati di diserzione

Gli otto foreign fighters giustiziati facevano parte di un gruppo di 75 jihadisti di cittadinanza olandese, molti di origine marocchina. Negli ultimi tempi erano emerse tensioni con gli uomini dell'intelligence dell'Isis. Intanto in Siria la tregua, imperfetta, tiene, e Kerry esorta Assad a non ostacolare l'arrivo degli aiuti umanitari

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I miliziani del sedicente Stato Islamico avrebbero giustiziato otto jihadisti olandesi con l'accusa di aver tentato di disertare. Lo denuncia via Twitter un giornalista del gruppo 'Raqqa is Being Slaughtered Silently' (Rbss), Abu Mohammad: "Daesh ha giustiziato otto combattenti olandesi venerdì a Maadan, nella provincia di Raqqa, dopo averli accusati di aver tentato la diserzione e l'ammuninamento". 

Secondo gli attivisti del gruppo Rbss, che monitora gli abusi commessi dall'Isis nella roccaforte di Raqqa, nel mese scorso erano emerse tensioni tra 75 jihadisti olandesi, tra cui anche miliziani di origini marocchine, e uomini dell'intelligence dell'Is in Iraq. Altri tre jihadisti olandesi erano stati arrestati da iracheni del Califfato con l'accusa di tentare la fuga e uno di loro sarebbe stato picchiato a morte durante l'interrogatorio. L'intermediario jihadista inviato per  risolvere la disputa è stato ucciso dagli olandesi, riferisce ancora Rbss. Di qui l'arresto di tutti gli olandesi poi incarcerati a Tabaqa e Maadan, e la decisione di giustiziarne otto. Secondo i servizi segreti di Amsterdam, sono duecento gli olandesi, tra cui anche cinquanta donne, entrati nell'Is in Siria e in Iraq. 

Attivisti: dal 2014 sono 4mila le persone giustiziate in Siria dall'Isis
Drammatico il bilancio delle esecuzioni degli uomini neri: gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani denunciano che dal 29 giugno 1914, cioè da quando è stato autoproclamato il Califfato, sono state giustiziate 3967 persone in Siria da quando è stato autoproclamato il Califfato il 29 giugno del 2014. Più della metà delle condanne a morte, ovvero 2142, sono state commesse ai danni di civili. Tra questi si contano anche 78 bambini e 121 donne.

La tregua imperfetta, quarto giorno
Un segnale di speranza. Questo arriva dal terreno in Siria, hanno sottolineato a Washington il segretario di stato americano John Kerry ed il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier. Kerry ha detto che l'America e la Russia stanno verificando se ci siano effettivamente state violazioni della tregua o se gli obiettivi dei raid siano stati i terroristi dell'Isis e di al-Nusra, esclusi dal cessate il fuoco. Intanto sono arrivati in un sobborgo di Damasco i primi convogli di aiuti delle Nazioni Unite alle città sotto assedio, che hanno portato viveri e medicine a oltre 100mila persone. "Molti di questi aiuti  - ha detto Kerry - potrebbero arrivare più velocemente", e ha esortato il presidente siriano Assad a non impedire la distribuzione dei soccorsi e a mostrare "una certa misura di decenza, se possibile". 



Assad: amnistia ai ribelli se depongono le armi
Il presidente siriano Bashar Assad - in un'intervista esclusiva con il canale tedesco Ard - ha detto di essere pronto a concedere l'amnistia alle forze di opposizione che combattono in Siria contro le truppe governative. Assad ha spiegato che i ribelli potranno riprendere la loro vita normale, una volta deposte le armi. Il leader siriano ha sottolineato che alcuni dei ribelli sono già stati perdonati in precedenza e che è stato permesso loro di unirsi all'esercito siriano e anche di prendere parte alla vita politica della Siria.

Gli Stati Uniti rafforzeranno sostegno a Iraq per la ripresa di Mosul
Gli Usa intendono rafforzare il sostegno militare alle forze irachene contro l'isis, in particolare per riconquistare Mosul, la seconda città più grande del paese, nelle mani dei terroristi islamisti dal 2014. Così il capo del Pentagono, Carter. Il segretario alla Difesa ha spiegato che Washington intende mettere in campo un impegno anche maggiore rispetto a quanto fatto per riprendere Ramadi, "sia in termini di volume che di tipologia di attività militare", ad esempio anche sul fronte logistico. Secondo il Washington Post, potrebbe essere suggerito di autorizzare le truppe usa ad accompagnare le forze irachene più vicino alla linea del fronte e di utilizzare gli elicotteri Apache per sostenere le truppe di terra.

Segui l'evoluzione del conflitto in Siria nel Blog Diario diplomatico
 
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