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MONDO

Le armi chimiche sono passate anche per l'Italia

Siria, dalla Primavera araba a tre anni di sangue

Nel Paese si combatte dal 2011 e il peso degli estremisti islamici è sempre più forte. Si parla di oltre 170mila vittime 

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La carneficina in Siria comincia con la gente che scende per le strade pacificamente e chiede democrazia, riforme economiche e le dimissioni di Assad. Marzo 2011: il giorno della dignità viene seguito dal giorno della rabbia: una manifestazione a Daraa viene repressa nel sangue e niente sarà più come prima in Siria. Finisce subito l'illusione di portare a Damasco quella che ancora viene definita la primavera araba. 

All'inizio: solo proteste
Iniziato nel 2011 con una serie di proteste nei confronti del presidente Bashar al-Assad e del partito Ba’ath, il conflitto ha via via assunto i connotati della guerra civile nella quale si sono radicalizzate le componenti estremiste islamiche.

Tre anni di guerra 
Con il passare dei mesi, e in particolare dall’autunno 2011, si è verificata una escalation che ha trasformato le iniziali proteste di piazza in un conflitto armato che ha interessato tutte le principali città del Paese. I combattimenti sono particolarmente cruenti e sono state utilizzate anche le armi chimiche.

Armi chimiche
In seguito alle fortissime pressioni internazionali, il regime ha accettato di consegnare il proprio arsenale chimico pur negando di averlo mai utilizzato. Le sostanze letali verranno neutralizzate nei prossimi mesi. Un carico di 800 tonnellate è transitato a inizio luglio anche nel porto di Gioia Tauro.

Oltre 170mila vittime, tre schieramenti in campo 
I numeri dei tre anni di guerra sono drammatici: si parla di oltre 125mila vittime, oltre 5mila delle quali solo nel mese scorso. In questo momento i principali schieramenti in campo sono tre. Le forze fedeli al governo affrontano diversi avversari: tra i ribelli è preponderante il peso degli estremisti islamici. I gruppi più importanti sono i qaedisti del Fronte al-Nusra e gli uomini dell’Isil, lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante. Questi ultimi nel giugno scorso hanno proclamato la nascita di un califfato il cui territorio comprende anche vaste zone dell’Iraq.
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