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MONDO

Nel Nord del Paese

Siria, non si fermano le bombe. Colpiti 5 ospedali, tra cui quello di Msf, e 2 scuole

Secondo il portavoce del segretario Onu Ban Ki-moon, le vittime sarebbero circa 50, tra cui alcuni bambini
 

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Nonostante il fragile accordo per il cessate il fuoco raggiunto a Monaco, non si fermano i bombardamenti in Siria. E' salito ad almeno 50 morti il bilancio provvisorio di raid aerei su 2 scuole ed 5 ospedali (tra cui quello sostento da Medici senza Frontiere) nel nord della Siria. Lo ha annunciato il portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon che "è profondamente preoccupato dalle notizie di attacchi missilitici su almeno 5 strutture mediche e due scuole tra Aleppo e Idlib, che hanno ucciso quasi 50 civili, inclusi bambini", ha riferito Farhan Haq.


Secondo Massimiliano Rebaudengo, capo della missione di Msf per la Siria, il bombardamento dell'ospedale dell'Organizzazione umanitaria è stato "un attacco deliberato contro una struttura sanitaria". "La distruzione di questo ospedale privato  - ha aggiunto - nega l'accesso alle cure a circa 40.000 persone che vivono in questa zona di conflitto aperto".



Raid su ospedale e scuola ad Azaz
Colpiti anche un altro ospedale e una scuola, nella città siriana di Azaz. Almeno 14 civili sarebbero rimasti uccisi da sette missili. La notizia arriva da fonti mediche. Secondo un residente, sarebbe stato colpito anche un campo profughi della città. L'Osservatorio siriano per i diritti umani parla di due donne (una incinta) e tre minorenni tra le vittime. La città di Azaz è martellata da giorni da bombardamenti. Il premier turco Davutoglu ha detto che un missile balistico russo ha colpito la località. Ma la zona da quarantotto'ore è sotto il fuoco delle forze armate turche, per impedire ai curdi di conquistarla. 



Mosca: su raid ospedali in Siria "solo propaganda"
"Si tratta di un nuovo capitolo dell'esercizio di propaganda in corso". Così la portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova ha commentato all'Ansa le accuse rivolte dal premier turco a proposito dei bombardamenti in Siria. Più in generale, la portavoce ha sottolineato che nelle notizie diffuse dai media "non ci sono informazioni specifiche che possono essere presentate come prove" ma solo "accuse". 

Mosca non fermerà i bombardamenti. E attacca la Turchia
La Russia continuerà a bombardare la zona circostante Aleppo anche se si dovesse arrivare ad un
accordo sul cessate il fuoco in Siria. Lo dice il ministero degli esteri russo, citato da interfax. E Lavrov torna ad attaccare la Turchia: il bombardamento del territorio siriano da parte di Ankara equivale a "un manifesto sostegno al terrorismo internazionale e alla violazione delle risoluzioni del consiglio di sicurezza dell'Onu". "La turchia - aggiunge - continua a favorire la penetrazione illegale di forze fresche jihadiste e mercenari armati in siria". Lo riporta Interfax. Secondo l’Osservatorio siriano dei diritti umani, la Turchia avrebbe consentito a 350 combattenti di un gruppo di ribelli di attraversare il proprio territorio per posizionarsi a Nord di Aleppo, e difendere la città dall’offensiva in atto da parte del regime di Damasco con il sostegno della Russia. Il portavoce di Putin sottolinea che i complicati rapporti di Mosca con la Turchia potrebbero rappresentare "un considerevole ostacolo" alla creazione di un fronte unico per la lotta al terrorismo in Siria.



Ankara nega invio truppe turche vicino Aleppo
"Non vi è alcun pensiero di inviare truppe turche in Siria". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa turco Ismet Yilmaz negando le notizie diffuse ieri secondo cui alcuni soldati turchi erano entrati in Siria durante il fine settimana. Intanto Ankara continua a bombardare le posizioni curde in Siria e, malgrado gli appelli internazionali a cessare gli attacchi, ha fatto sapere che non rinuncerà all’offensiva contro le milizie curde oltre il confine. Il co-presidente del Pyd, Salih Muslim, replica che se la Turchia interverrà in Siria con truppe di terra "troverà l’intero popolo siriano ad affrontarla". Un appello alla Turchia perché rispetti gli impegni arriva dall’alto rappresentante per la politica estera Ue Mogherini:  "Solo pochi giorni fa tutti noi, compresa la Turchia, abbiamo concordato impegni per la cessazione delle ostilità in Siria". 

"Domani partiranno gli aiuti umanitari"
I convogli degli aiuti umanitari partiranno "al massimo domani per raggiungere città e villaggi siriani sotto assedio". Lo ha detto l’inviato Onu per la Siria, Staffan De Mistura, in un’intervista a Repubblica, precisando che "per ora Aleppo non è prevista, ma stiamo discutendo anche di questo, in quella città la situazione è complessa".
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