Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Sit-in-davanti-Ambasciata-egiziana-a-Roma-Vogliamo-la-verita-su-Giulio-Regeni-egitto-Copasir-inaccettabili-depistaggi-05aaff6b-2d89-49b4-b3c2-5b3bf74635b2.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Copasir: "Inaccettabili depistaggi"

Sit-in davanti all'Ambasciata egiziana a Roma: "Verità su Giulio Regeni"

Condividi
Hanno chiesto la "verità" per Giulio Regeni le centinaia di persone che hanno manifestato davanti alla sede dell'ambasciata egiziana a Roma a un mese esatto dalla scomparsa al Cairo del ricercatore friulano, sul cui cadavere, ritrovato alcuni giorni dopo in un fosso, furono rinvenuti chiari segni di tortura.

Un appello forte alle autorità italiane perché non accettino verità di comodo è stato lanciato durante il sit-in, promosso dalla Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili (Cild) e da Antigone e che ha visto la partecipazione di tante organizzazioni, come Amnesty, Articolo 21 e 'Parte Civile'.

Tutte presenti con un messaggio chiaro: la memoria di Giulio non deve essere infangata e mai ci si accontenterà di verità di comodo sulla sua sorte.

"Sul corpo martoriato di Giulio Regeni c'è una firma, che noi di Amnesty conosciamo bene, quella dei funzionari dello Stato egiziano. Quella firma è stata lasciata su centinaia di altri uomini", ha dichiarato il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, che ha preso la parola durante la manifestazione.Pretendiamo verità per Giulio, per i suoi straordinari genitori e per gli amici", ha sottolineato Noury, secondo cui "per tanti anni, non solo nei confronti dell'Egitto e non solo da parte dell'Italia, si sono fatti accordi commerciali con alcuni Paesi passando sopra la questione dei diritti umani. Ora che il morto è nostro chi avrà il coraggio di continuare a fare tutto ciò?".      

"Accendere i riflettori sulla vicenda di Giulio e arrivare a scoprire la verità su quanto gli è accaduto. È l’unico modo per rendere giustizia a lui e alla sua famiglia", dicono Elisa Marincola e Stefano Corradino, portavoce e direttore di Articolo21.

Sulla necessità che l'omicidio Regeni non venga considerato un caso di "cronaca nera", come vogliono far credere alcune ricostruzioni diffuse dalle autorità egiziane, ha insistito il presidente di Cild, Patrizio Gonnella, evidenziando l'importanza che gli investigatori egiziani collaborino con il team italiano giunto al Cairo. "Uno Stato forte dal punto di vista politico protegge i propri cittadini, uno debole antepone gli interessi commerciali - ha affermato Gonnella - confidiamo che non si accettino verità di comodo".

Noury ha infine sottolineato che la famiglia di Regeni è "vicina all'iniziativa e chiede di "continuare a organizzarne" per tenere i riflettori dei media accesi sul caso del ricercatore.  

Stucchi (Copasir): su Regeni inaccettabili depistaggi
Sulla morte di Giulio Regeni "arrivano dall'Egitto  ricostruzioni fantasiose che fanno arrabbiare, maldestri e inaccettabili tentativi di dare verità di comodo. E' necessario che i nostri poliziotti e carabinieri sul posto ottengano tutte le prove audio e video, nonché notizie sugli ultimi contatti e movimenti di Reggeni". Così il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, al termine dell'audizione del sottosegretario con delega all'Intelligence, Marco Minniti.
Condividi