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MONDO

La sfida delle urne

Elezioni Slovacchia, vittoria di Pirro per i Socialdemocratici

Il partito del premier Robert Fico ha vinto le elezioni parlamentari con il 28% ma sarà difficile formare un nuovo governo

Robert Fico (Ansa)
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All`indomani del voto di rinnovo del Parlamento della Slovacchia, gli spettri della ingovernabilità e della probabile necessità di tornare presto alle urne aleggiano su questo paese. Un esito non certo positivo anche in chiave europea, visto che la Slovacchia l'1 luglio assumerà il semestre di presidenza del Consiglio Ue, proprio in una fase in cui proprio a Est si notano alcuni dei focolai più gravi della crisi europea.

Queste le prime valutazioni dopo le elezioni di ieri, caratterizzate da una vittoria a metà - in pratica una sconfitta - per il premier socialdemocratico Robert Fico, da una forte avanzata delle forze della destra più estrema e da una grande frammentazione della nuova assemblea legislativa, con ben otto schieramenti che hanno superato la soglia del 5%. Notevole l`affluenza alle urne, pari al 60%, a dimostrazione, di quanto i cittadini abbiano sentito l`importanza di questa tornata elettorale.

Il partito socialdemocratico Smer Sd, del premier Robert Fico, in linea con le previsioni della vigilia, si è confermato primo partito, ma con appena il 28,3% dei consensi e 49 dei complessivi 150 seggi del Parlamento. Un vero e proprio crollo rispetto alle precedenti elezioni del 2012, quando aveva conquistato il 44% dei voti e la maggioranza assoluta dei seggi, ben 83.  A Fico e al suo partito - la cui immagine negli ultimi tempi è stata deteriorata da alcuni casi di sospetta corruzione - evidentemente non è bastata una campagna elettorale tutta imperniata sul populismo, su slogan anti migranti e sull`ostentato no a Bruxelles di qualsiasi ipotesi di accogliere profughi, soprattutto di religione islamica.

Spetterà comunque a Fico il primo tentativo di formare il nuovo esecutivo. "Creare un governo che abbia un senso e che goda di sufficiente stabilità non sarà facile, lo dico con chiarezza. Ma abbiamo l`obbligo di provarci" ha ammesso lo stesso Fico, il quale ha detto di voler prendere in considerazione una serie di possibili partner di coalizione, pur non indicandone nessuno in particolare. Visto però il nuovo assetto dell`assemblea legislativa, saranno almeno due gli schieramenti coi quali Fico dovrà provare ad allearsi. 

Al secondo posto, a sorpresa, il partito liberale del centro destra Sloboda a Solidarita (Sas), Libertà e solidarietà, con il 12,1% dei voti e 21 seggi probabili. Il leader di questo schieramento, l`economista Richar Sulik, ha già detto di essere pronto ad assumere la responsabilità di formare un governo, nel caso Fico dovesse fallire nel suo tentativo. Nonostante i dissidi e le divisioni che caratterizzano i rapporti fra le forze del centrodestra, non è comunque da escludere neppure una alleanza fra più partiti, con la conseguente esclusione dei socialdemocratici.

Terzi, anch`essi a sorpresa, i populisti di Olano, acronimo di Gente comune e personalità indipendenti, capeggiati dall`imprenditore e deputato Igor Matovic, che hanno raggiunto l`11% dei voti e 19 seggi. Alle loro spalle, con l`8,6% e 15 seggi, i nazionalisti della Slovenska narodni strana, capeggiati dall`avvocato Andrej Danko, che tornano in Parlamento dopo la fallimentare esperienza del 2012, quando non superarono la soglia di sbarramento. L`elettorato evidentemente ha gradito la nuova linea del Partito nazionale slovacco che negli ultimi anni ha messo da parte gli attacchi contro la minoranza ungherese presente in Slovacchia, indicando come principali nemici l`Ue e chiaramente i migranti. 

A risaltare è però soprattutto l`affermazione dello schieramento di estrema destra Ludova strana Nase Slovensko (partito popolare Nostra Slovacchia, veri e propri neonazisti, secondo molti osservatori), che entrano nel nuovo Parlamento slovacco con un plotone di 14 deputati, grazie all`8% dei voti. A guidarli è Marian Kotleba, il quarantenne, da tre anni governatore della Regione di Banska Bystrica, impostosi con una infervorata campagna tutta a base di slogan anti migranti e anti zingari, in un paese di 5,4 milioni di abitanti, dove la comunità Rom conta quasi 400 mila persone. Kotleba in più di una occasione si è dichiarato ammiratore convinto di Jozef Tiso, il sacerdote cattolico che, dopo l'annessione della Boemia e della Moravia da parte del Terzo Reich, divenne presidente della Repubblica slovacca filo nazista e che poi dopo la fine della guerra venne impiccato con l'accusa di alto tradimento.
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