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SCIENZA

Colonia

​Spazio, Parmitano: "La Terra è fragile, ma la vita sopravviverà. A rischio è l'uomo"

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La fragilità del nostro pianeta vista dallo spazio "è vera". Non ha mezzi termini l'astronuta italiano dell'Esa,  Luca Parmitano, parlando nel corso della prima conferenza stampa internazionale al centro astronauti dell'Esa, a Colonia.

Dalla vista dall'alto del nostro pianeta, "nella overwiev" che hai dallo spazio, dalla Stazione Spaziale Internazionale, spiega Luca, "ti accorgi che quello che hai visto fino a questo momento della Terra è solo una piccolissima parte di un sistema vivente" che è a rischio, ma "la vita continua ben oltre i danni che stiamo facendo" perché "l'universo è  predisposto per la vita", a rischio invece "è l'uomo e bisogna agire". Dallo spazio "si vede la fragilità, la bellezza della natura che si ribella nella sua  capacità devastante di farci sentire piccoli".

Parmitano, appena rientrato dopo 201 giorni trascorsi sulla Iss, rivela che "nei 7 mesi in orbita abbiamo assistito a uragani mai visti prima: sulle Bahamas, su Portico". Con l'equipaggio della Iss, racconta, "abbiamo visto fuochi bruciare nelle foreste Amazzoniche, in Africa, in Australia". "Ho  fotografato l'Australia per 4 mesi, un intero continente in rosso"  commenta. "Questa fragilità così evidente -prosegue- ha  l'effetto di farci pensare: qual è l'elemento più fragile? Me lo hanno chiesto anche al summit sul clima all'Onu". "Era una domanda che non  mi aspettavo: la cosa più fragile siamo noi uomini" scandisce.

"La vita -osserva l'astronauta- continuerà ben oltre i danni che  stiamo facendo, l'Universo è predisposto per la vita, la vita è  perfettamente allineata con i principi della fisica, quindi continuerà ad esserci ma non è detto che in futuro ci sia l'uomo in questo  sistema". "Se vogliamo preservare l'umo è il momento di agire. E' un  problema che ci riguarda molto, molto da vicino" avverte.

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