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ECONOMIA

Ecco il programma di razionalizzazione

Spending Review, Cottarelli: "Io continuo a lavorare" e presenta il piano sui tagli alle partecipate

Ridurre le società partecipate da 8.000 a 1.000 nell'arco di tre anni con un risparmio a regime di almeno 2-3 miliardi di euro, questo l'obiettivo. Necessario intervenire non solo sul numero delle società, dice il Commissario, ma anche sui numeri dei Cda e sugli stipendi dei manager

Carlo Cottarelli
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Ridurre le società partecipate da 8.000 a 1.000 nell'arco di tre anni con un risparmio a regime di almeno 2-3 miliardi di euro. È questo l'obiettivo del programma di razionalizzazione dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli. "Dimissioni? Io penso a lavorare, ci sono cose importanti da fare" taglia corto sulle indiscrezioni sulle sue dimissioni e presenta il suo piano sulle partecipate. 
Un piano che invita a intervenire non solo sul numero delle società, ma anche sui numeri dei Cda e sugli stipendi dei manager. "Per intervenire sulle partecipate bisognerà prevedere una ulteriore riduzione del numero e della remunerazione degli amministratori se non proprio la dismissione delle partecipate stesse".
Il "dossier" sulle partecipate, inviato oggi al comitato interministeriale si basa su 4 cardini: circoscrivere il campo di azione; introdurre vincoli diretti su varie forme di partecipazioni; trasparenza; promuovere l'efficienza sfruttando al meglio le economie di scala.

Ecco i numeri: le società partecipate hanno registrato nel 2012 perdite di esercizio palesi per 1,2 miliardi. Cottarelli aggiunge che ci sono anche le perdite 'non palesi' finanziate da contratti di servizio e trasferimenti. Questi ammontavano nel 2012 a circa 16,5 miliardi per l'intero settore.

Una razionalizzazione che passa anche attraverso un piano di esuberi dei dipendenti, "occorre un percorso non traumatico", ricorrendo per esempio, come prevede il commissario, all'estensione della Cig in deroga o ai contratti di ricollocazione. Gli esuberi non sono ancora stimati, mentre sono circa 500mila i dipendenti delle 7.726 partecipate censite.

Il piano include suggerimenti  per intervenire anche sulle "scatole vuote" (almeno 3mila), cioè quelle società che hanno meno dipendenti che cariche nei consigli di amministrazione (ce ne sono 1213 che non hanno nemmeno un dipendente e altre 1407 che ne hanno massimo 5). 
Ma l'attenzione si concentra anche su tutte quelle società che non servono al "core business" dell'amministrazione pubblica, (identificata una lista in 12 capitoli che comprende servizi come acqua, elettricità, trasporti locali, rifiuti o manutenzione delle strade). Va messa la parola fine quindi a partecipate locali che producono beni non essenziali: ci sono per esempio oltre 50 società nel commercio al dettaglio, che includono anche enoteche, vendita di cibi e bevande e persino prosciuttifici e la gestione di terme. E poi bisognerà riflettere sottolinea Cottarelli sulla necessità (o meno) di mantenere "micro-partecipazioni" che non superano il 5-10%. Ma anche spingere all'aggregazione delle partecipate, "allentando il Patto di stabilità interno e con incentivi alle ristrutturazioni".
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