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ITALIA

Firenze

“Speravo tu fossi sterile”: direttrice dovrà risarcire 10mila euro a commessa diventata madre

La Corte d'Appello dà ragione a una dipendente di un negozio di telefonia, che dopo il rientro dalla maternità ha denunciato la direttrice per insulti e minacce. Il sindaco Nardella: "Cosa c'è di più vergognoso?"

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Firenze Dopo molte difficoltà, alla soglia dei 40 anni, è riuscita a concepire due gemelline. Quando è tornata al suo lavoro di commessa in un negozio di telefonia di Firenze dopo il congedo per maternità, prima la direttrice dell'esercizio le ha "suggerito" di non rientrare proprio, avendo assunto un'altra persona per sostituirla. Poi le ha negato il part-time e infine una mattina, non appena la madre lavoratrice l'ha chiamata temendo di non arrivare in tempo in negozio a causa di un problema di salute della figlia, l'ha offesa e minacciata. Ora sarà risarcita per “discriminazione di genere”.

"Speravo tu fossi sterile" 
"Speravo tu fossi sterile - avrebbe detto la direttrice del negozio alla neomamma - Mi hai ingannato, non m'importa nulla di te e di tua figlia". Dopo queste parole la commessa si è rivolta al giudice del Lavoro del tribunale di Firenze tramite l'ex consigliera di Parità della Toscana, Marina Capponi.

La sentenza della Corte d'Appello
In primo grado ha perso ed è stata costretta a pagare le spese legali alla direttrice del negozio e suo marito, il titolare. È stata la Corte d'Appello pochi giorni fa a ribaltare il giudizio: la mamma, che nel frattempo si è licenziata va risarcita con 10mila euro.
 
La solidarietà del sindaco Nardella
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che su Twitter ha commentato: "Insultata e minacciata sul posto di lavoro perché mamma. Cosa c'è di più vergognoso? Firenze è con lei, la aspetto a Palazzo Vecchio". 
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