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SALUTE

Chiusura delle indagini a inizio 2014?

Stamina: quattro anni di indagine

Il procuratore Guariniello ha aperto il fascicolo su Stamina Foundation nel 2009. Settanta le potenziali vittime e 13 gli indagati, tra cui il fondatore del metodo Davide Vannoni. Ipotizzati i reati di truffa e associazione a delinquere. Gli avvisi di conclusione delle indagini potrebbero essere inviati nei primi giorni del 2014 

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Torino La Procura di Torino non sarebbe orientata a chiedere ulteriori proroghe per l'inchiesta sulla Stamina Foundation, i cui termini stanno per scadere. E' quanto si apprende da fonti giudiziarie che sottolineano come, già nei prossimi giorni, il pm che conduce l'inchiesta, Raffaele Guariniello, ricevuti gli esiti della consulenza commissionata a un gruppo di medici farmacologi potrebbe inviare gli avvisi di chiusura indagine alle persone coinvolte.

Le mail sospette
Nei giorni scorsi carabinieri del Nas e polizia giudiziaria, su mandato del pm Raffaele Guariniello, hanno acquisito nuovi documenti in vista della definitiva chiusura dell'indagine sul guru della metodica, Davide Vannoni, e sui personaggi del suo entourage. Gli inquirenti dovrebbero fare verifiche anche sul giro di mail emerso tra medici della Stamina e altri professionisti. Si tratterebbe di quelle scambiate tra Erica Molino, biologa del pool di Vannoni, e il professor Camillo Ricordi, (esperto di Staminali dell'Universita di Miami con cui Stamina Foundation dovrebbe iniziare a gennaio una sperimentazione). Mail cui è venuto in possesso il quotidiano La Stampa risalenti al 16 dicembre scorso.

13 indagati e 70 potenziali vittime
Fino ad oggi sono oltre settanta le potenziali vittime individuate dagli investigatori o che hanno sporto denuncia. Nell'inchiesta sono indagate 13 persone, tra cui il presidente Davide Vannoni, accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, somministrazione di farmaci imperfetti e somministrazione di farmaci pericolosi per la salute. Secondo le indagini l'intento della Fondazione era trarre un guadagno da pazienti con malattie senza speranza, con trattamenti che i parenti dei malati arrivavano a pagare anche 50mila euro.

Indagini iniziate nel 2009
L'avviso di chiusura indagini, iniziate nel 2009, risale al 2012, ma molte cose nel frattempo sono successe: le decisioni dei giudici del lavoro (spesso contrastanti) sul diritto dei pazienti ad accedere alla terapia, il braccio di ferro con i tribunali amministrativi, con l'Aifa, con il ministero della Salute, con il mondo accademico. Guariniello ha atteso che il polverone si posasse dando poi il via a questa ulteriore coda degli accertamenti.

Vannoni accusato di truffa e associazione a delinquere
A Torino gli indagati, nell'ambito dell'inchiesta del 2012, sono una dozzina. Vannoni, 44 anni, professore associato di scienze cognitive, è in prima fila nella veste di presidente della Stamina Foundation. Quella che si presentava come una onlus, secondo gli inquirenti subalpini, aveva un vertice "animato dall'intento - si legge nel capo d'accusa - di trarre guadagni da pazienti affetti da patologie senza speranza. Gente che invitava i clienti a "non dire nulla in giro" perché "queste procedure sono vietate" e che, conversando, si lasciava scappare frasi come "per fortuna i malati sono in aumento".  

I pazienti pagavano dai 30mila ai 50mila euro
La sedicente onlus chiedeva ai pazienti dai trentamila ai cinquantamila euro e raccomandava che la causale del bonifico riportasse la dicitura "donazione", dal momento che i trattamenti non erano consentiti. Le accuse spaziano dall'associazione per delinquere alla truffa e alla somministrazione di farmaci pericolosi.

L'altro filone: tentata truffa alla Regione Piemonte
Sul fondatore del metodo Stamina si è allungata, nel frattempo, una nuova indagine: questa è del pm Giancarlo Avenati Bassi e ipotizza la tentata truffa alla Regione Piemonte. L'episodio risale al 2007. Vannoni, grazie ai suoi contatti con l'ambiente politico piemontese, avrebbe convinto la Regione a stendere una delibera per finanziare con 500 mila euro la sperimentazione delle cure compassionevoli con il metodo stamina. La delibera, però, venne ritirata e non se ne fece nulla.
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