ITALIA

Settimana decisiva per l'amministrazione pubblica italiana

Statali. Smartworking, asili nido, 'furbetti' e piano precari: le novità della riforma Madia

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Arriva in consiglio dei Ministri la grande riforma del pubblico impiego, cuore della delega per la riorganizzazione della p.a.. Si tratta del decreto che disciplina i rapporti di lavoro, ovvero il Testo Unico del pubblico impiego: le misure principali vanno dalle norme sui licenziamenti ai controlli contro l'assenteismo, dai piani di assunzioni basati sui fabbisogni all'assorbimento dei precari.

Per quanto riguarda i licenziamenti, saranno introdotte alcune fattispecie, come le gravi e reiterate violazioni del codice di comportamento, la falsa attestazione della presenza, lo scarso rendimento. Resta l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, con il reintegro nel posto di lavoro.

Contro l'assenteismo, verranno intensificati i controlli per chi resta a casa in continuità di un fine settimana o di giornate festive, in determinati periodi di lavoro intenso nei quali e' necessario assicurare continuita' all'erogazione dei servizi all'utenza (ad esempio per scadenze fiscali); i contratti stabiliranno le sanzioni disciplinari. Le verifiche fiscali relative alle assenze per malattia saranno accentrate presso l'Inps: nascera' quindi un polo unico della medicina fiscale che si occupera' tanto dei lavoratori del pubblico quanto di quelli del privato. Le fasce orarie di reperibilita' saranno armonizzate e i controlli avranno cadenza sistematica e ripetitiva.

I dipendenti pubblici più meritevoli saranno premiati: la contrattazione indicherà i premi di produttività, che non saranno più distribuiti a pioggia. Rivisto il sistema di valutazione, che si avvarrà di organismi indipendenti, in cui saranno coinvolti anche i cittadini. Il Testo Unico conterrà poi un piano di assorbimento per i precari e un nuovo sistema per le assunzioni, basato su piani triennali dei fabbisogni; sarà fissato un tetto del 20% alle graduatorie degli idonei dei concorsi.

In merito ai due decreti bis attuativi della riforma Madia (L. 124/15), dovrebbero ricalcare i decreti legislativi 171 e 175 del 2016 in vigore e poi bloccati dalla sentenza della Corte costituzionale che aveva dichiarato la parziale illegittimità della legge delega di riforma della P.a. laddove prevedeva il parere, e non l'intesa, delle Regioni. Il governo ha quindi rivisto più che altro gli aspetti formali dei decreti per adeguarli alla decisione della Consulta.

Tra le novità attese, l'abbassamento del tetto del fatturato (prima era 1 milione) per mantenere in vita le partecipate e le scadenze del piano di razionalizzazione (fissato al 23 marzo). Per quanto concerne i dirigenti delle Asl, non vi sarebbe più l'obbligo di effettuare la nomina scegliendo al massimo tra 5 candidati.

Lo smartworking
Cambiare il pubblico impiego non solo contrastando gli assenteisti, ma anche attraverso nuove formule che abbattano le barriere casa-ufficio. L'obiettivo da centrare non è quello di totalizzare quante più ore possibili davanti alla scrivania, ma raggiungere dei target per servizi pubblici funzionanti e di qualità. La riforma Madia punta sullo smartworking, ovvero su soluzioni innovative e 'family friendly', per aiutare chi è dipendente e anche genitore.

Spinta al telelavoro, part-time più semplice e un sistema che porti a stringere accordi tra amministrazioni e asili nido  e scuole dell'inbfanzia, e tra enti per campi estivi (servizi aperti durante i periodi di chiusura delle scuole) dedicati ai figli dei dipendenti è la ricetta del ministero della P.a. insieme al dipartimento per le Pari opportunità per un supporto alla genitorialità.

Il governo sta lavorando a una direttiva ad hoc per dare attuazione a quanto previsto dalla riforma, nella quale si prevede che almeno il 10% dei dipendenti pubblici, dove lo richiedano, entro il 2018, possa avvalersi di nuove modalità spazio-temporali di lavoro.

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