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MONDO

Storie americane

Il parco giochi voluto dalle gang

North Pullman, Chicago: un quartiere dove le prospettive di lavoro sono poche e rare, molte meno di quelle di entrare a far parte di una delle due acerrime bande rivali, Risky Road e Maniac Fours

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di Valentina Martelli E’ stato un lungo fine settimana all’insegna della violenza, a Chicago, dove nei tre giorni del Labor weekend sono state sei le persone uccise e ventitré quelle ferite. Durante un altro fine settimana, ad agosto, sessantasei persone erano state coinvolte in sparatorie. Dodici di loro erano morte.
Numeri impressionanti. Basti pensare che sono state 1026 quelle coinvolte in scontri a fuoco da fine maggio a oggi. Tra di loro ci sono bambini, passanti, persone ferite da pallottole destinate ad altri o uccise durante scontri tra membri di bande rivali. 

Una situazione insostenibile per gli abitanti di Chicago, per chi vive in questa città dove bastano due isolati per definire l’area di controllo di una gang.
 
Lo sanno bene a North Pullman, quartiere dove le prospettive di lavoro sono poche e rare, molte meno di quelle di entrare a far parte di una delle due acerrime bande rivali, Risky Road e Maniac Fours.
 
Ma una mattina di otto mesi fa, Sherman Scullark 32 anni, stanco di non poter uscire nel portico di casa senza rischiare di essere ucciso, si incammina, disarmato e allo scoperto, verso la zona controllata dalla banda rivale, con un’unica intenzione: chiarire una volta per tutte le cose.
 
Una mossa che coglie tutti di sorpresa - immaginate l’uomo che attraversa le strade sotto lo sguardo di gang member armati che non sanno bene come interpretare il suo comportamento - ma che viene accolta sorprendentemente bene dai rivali stanchi, a loro volta, di doversi sempre guardare le spalle.
 
Dopo una prima conversazione ne seguono altre, aperte ai componenti delle bande, durante le quali emerge, tra le altre cose, che nessuno sa dire cosa abbia dato il via alle rivalità, ma che tutti sono favorevoli ad una tregua che possa permettere ai bambini di non restare più chiusi in casa per paura di diventare l’obiettivo di una pallottola vagante. Soprattutto c’è il desiderio di dare ai figli un messaggio diverso, un segnale di speranza: guardate, le cose possono cambiare.
 
Otto mesi dopo a North Pullman risuonano le grida felici dei bambini che giocano nel parco pubblico attrezzato, nato nel mezzo di quella che era la linea di confine tra Risky Road e Maniac Fours. Un Playground costruito da mani che, dopo aver imbracciato armi, hanno deciso di “armarsi” di vanga e piccone. Membri di bande rivali, uno accanto all’altro, assieme hanno costruito, invece di distruggere, mettendo assieme spazi e giochi donati dalla squadra di baseball dei Chicago White Sox, mentre due non-profit, Chicago CRED e Kaboom! coordinavano i lavori.
 
Racconta la detective Vivian Williams che, in realtà, Scullark già da qualche tempo cercava una soluzione al problema, tanto che l’aveva avvicinata chiedendole di agire come intermediaria nella trattativa. Aveva poi però deciso di farlo lui stesso, senza coinvolgere la polizia. Una mossa coraggiosa, dettata dal desiderio di creare qualcosa di diverso, di migliore.
 
Così oggi in questo quartiere non è più raro incontrare persone che passeggiano con i cani, bambini in bicicletta. “I nostri figli non dovranno più seguire le nostre orme, potranno essere liberi di vivere come dovrebbero” – dice un membro della banda ex rivale di quella di Scullark. 

Otto mesi sono forse pochi per prevedere il futuro di North Pullman, ma questo sicuramente è un buon inizio.
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