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MONDO

Storie americane - Il prato di Gene Work

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di Valentina Martelli È sabato pomeriggio, Gene Work sta lavorando nel giardino di casa. È appena arrivata la consegna del prato a zolle, tipicamente usato negli Stati Uniti. Deve finire di sistemarlo entro il lunedì per evitare la multa che il comitato del quartiere, dove risiede, ha minacciato di dargli se mancherà la scadenza. I giardini nella zona devono mantenere certi standard e, per acquistare le zolle, Gene ha portato al banco dei pegni il suo fucile da caccia. Non può quindi rischiare che il caldo le bruci. Siamo a Hudson, nella contea di Pasco a nord di Tampa, in Florida. È luglio le temperature sono elevate, il livello d’umidità è altissimo. Gene Work, 40 anni, comincia a non sentirsi bene. Rientra in casa e collassa sul divano. La moglie Melissa riconosce i segni dell’infarto e chiama il 911.

Arrivano ambulanza e paramedici -negli Stati Uniti è abbastanza di prassi che siano del corpo dei Vigili del Fuoco – che confermano la diagnosi. Gene è in stato di semi incoscienza, ma continua a parlare dell’erba, del giardino, della HOA (Home Owners Association). Melissa cerca di rassicurarlo. Gli dice che in qualche modo la situazione si risolverà. Così mentre i due vengono trasportati al Pronto Soccorso il fratello di lei resta a sistemare le zolle. Il comitato di quartiere rifiuta, infatti, di concedere una proroga e conferma la multa di migliaia di dollari che la famiglia, ovviamente, non si può permettere. Tutti i risparmi infatti dovranno essere destinati al costosissimo trapianto di midollo osseo al quale Melissa, che di anni ne ha 30, deve sottoporsi ad agosto. Ma di questo i sette vigili del fuoco che poco dopo fanno ritorno alla villetta dei Work, non sanno nulla.

Sanno solo che un brav’uomo è in quel momento in sala operatoria, che ha dei figli, che devono poterlo rivederlo, che l’ultima cosa di cui si deve preoccupare, è il giardino. Si infilano i guanti e si mettono al lavoro. In un’ora le zolle sono sistemate, il prato annaffiato e mentre Gene esce dalla sala operatoria, il fratello avvisa Melissa del gesto di altruismo fatto dai vigili del fuoco.

“Sono arrivati, hanno salvato la vita di mio marito. Poi sono tornati ed hanno salvato anche il suo prato. E’ meraviglioso.” – scriverà poi su Facebook, dove pubblica anche le foto del gruppo al lavoro. Ma a salvare la vita di Gene è stata soprattutto lei, il suo tempismo. La diagnosi dei medici conferma infatti un significativo blocco dell’afflusso del sangue al cuore dell’uomo che, qualche minuto più tardi, avrebbe potuto essergli fatale.





Ora la famiglia si prepara al prossimo doloroso intervento chirurgico, quello di Melissa che così scrive ancora sul social media: “Per favore, per favore condividete questa storia, il gesto di questi uomini ha un valore incalcolabile. Ci hanno aiutato non per farsi pubblicità’ o per ricevere il plauso di qualcuno, non perché ci conoscevano. Lo hanno fatto per gentilezza. Una gentilezza che noi possiamo ricambiare solo raccontando questa nostra storia. Speriamo di poterli rincontrare e ringraziare di persona.” Un incontro avvenuto all’uscita di Gene dall’ospedale. E una storia che non poteva restare non detta.
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