Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Strage-Charleston-online-il-proclama-per-la-supremazia-bianca-e-le-foto-del-killer-54db07af-60c7-4e2b-9634-f4a460419d6c.html | rainews/live/ | true
MONDO

South Carolina

Strage Charleston, online il "proclama" per la supremazia bianca con le foto del killer armato

Decine di foto con Dylann Roof con le armi in mano o nei luoghi storici delle sconfitte confederate nella guerra civile americana. "Non ho scelta" si leggerebbe nella pagina poi rimossa. Obama ha ribadito il suo no alle armi: mi rifiuto di pensare che tali stragi "siano la normalità"

(Ansa)
Condividi
Persone da tutti gli Stati Uniti stanno arrivando a Charleston per ricordare le vittime della strage avvenuta mercoledì in una chiesa metodista afroamericana e costata la vita a nove persone.

La folla si sta radunando davanti all'edificio, la più vecchia congregazione afroamericana del sud degli Stati Uniti e sono stati deposti moltissimi fiori.

Intanto on line sbuca un vero e proprio "proclama" per la supremazia bianca con decine di foto con le armi in mano o nei luoghi storici delle sconfitte confederate nella guerra civile americana. Il sito, registrato nel febbraio scorso - secondo gli esperti - è riconducibile direttamente a Dylann Roof, l'autore della strage.

Le foto shock
Non ci sono ancora conferme ufficiali dell'autenticità della pagina che è stata rimossa. Nel testo si leggerebbe: "Non ho scelta. Non sono in posizione, da solo, di andare nel ghetto e combattere. Ho scelto Charleston perché è la città con più storia nel mio stato, e nello stesso tempo ha il più alto tasso di neri sui bianchi nel paese. Non abbiamo skinhead, né veri KKK (Ku Klux Klan, ndr.) , nessuno che faccia nulla salvo che parlare su internet. Bene, qualcuno deve avere il coraggio di andare nel mondo reale, e io penso di dover essere io". Le foto lo ritraggono con in pugno un'arma da fuoco, mentre brucia una bandiera americana e sventola invece vessilli sudisti o mentre scrive sulla sabbia ''1488'', un numero che unisce due simboli da incubo: "8"sta infatti per "Heil Hitler" e "14" per lo slogan delle "14 parole", ovvero "Dobbiamo assicurare l'esistenza della nostra gente e dei nostri bambini bianchi".



La confessione: "Volevo una guerra razziale"
Voleva una guerra razziale, è questo il motivo per cui Dylann Roof avrebbe assassinato nove afroamericani nella Chiesa episcopale metodista African Emanuel. Nel racconto il 21enne ha detto di essere stato sul punto di rinunciare al suo piano, perché "tutti erano così carini con lui". Poi, però, ha deciso comunque "di portare a termine la sua missione". Parole confermate anche dal racconto di un amico: "Voleva la segregazione razziale, temeva che i neri stessero conquistando il mondo, diceva di aver un piano, che lo stava elaborando da sei mesi". Nella prima udienza in tribunale, Roof è rimasto impassibile, anche quando alcuni familiari delle vittime hanno manifestato il loro dolore e gli hanno detto che nonostante tutto lo perdonavano. 

Obama: "Non mi rassegno"
Il presidente Obama ha ribadito il no al libero accesso alle armi,"Dobbiamo muovere l'opinione pubblica sul controllo delle armi. C'è bisogno di un cambiamento nell'atteggiamento, per tutti". Poi ha commentato: rifiuto di accettare l'idea che tali episodi siano 'la nuova normalità''.

Nove capi di imputazione: Roof rischia la pena capitale
La 'missione' di Roof è iniziata nell'aprile scorso quando ha comprato in un negozio la pistola calibro 45 usata per la strage. In precedenza altre fonti avevano riferito che la pistola Glock gli fosse stata regalata dal padre per il suo compleanno. Dopo la confessione è stato trasferito in aereo nel carcere di Charleston con nove i capi di accusa imputati, da omicidio aggravato a possesso di armi da fuoco. Il killer rischia di essere condannato alla pena capitale. 
Condividi