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ITALIA

La strage

Cisterna: saltano i funerali in Chiesa di Capasso, salma benedetta al cimitero

Lo hanno deciso i familiari. Nuovi importanti dettagli confermano, intanto, che il carabiniere aveva premeditato il gesto: ha lasciato lettere in cui ripartisce l'eredità e dà disposizioni per i funerali. Telefonata di Capasso a figlia: non ti farò mai male

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Sono saltati i funerali in chiesa a Secondigliano di Luigi Capasso, il carabiniere che ha ucciso le figlie, sparato alla moglie e poi si è ucciso. Per volontà della famiglia la salma è stata benedetta nel cimitero napoletano di Poggioreale. Nessuna decisione sulle esequie, come da voci circolate, è stata adottata dalla Questura di Napoli che, attraverso i suoi dirigenti, ha riferito all'Ansa che la scelta di non far giungere il feretro, come previsto, nella chiesa di Secondigliano, è stata presa dai familiari di Capasso.

Lettere ai familiari per il funerale: Capasso aveva premeditato il gesto
Nuovi importanti dettagli confermano che Luigi Capasso aveva premeditato tutto. L'uomo ha lasciato alcune lettere indirizzate ai fratelli ai genitori. Nelle missive sarebbero state trovate indicazioni precise per ripartire l'eredità, i risparmi e la casa coniugale. Persino per pagare i funerali. Il contenuto delle lettere, attualmente al vaglio degli inquirenti, spiegherebbe quelle che secondo l'appuntato dell'Arma sarebbero state le ragioni del suo gesto, tutte comunque riconducibili alla moglie che viene accusata dall'uomo.

Telefonata di Capasso a figlia: non ti farò mai male
Voleva portare lei e la sorellina Martina fuori ma la ragazza era spaventata e lui la tranquillizzava dicendo "non ti farò mai male". Pomeriggio Cinque ha trasmesso in esclusiva una telefonata avvenuta il 9 dicembre tra Capasso e la moglie. Durante quella chiamata, Capasso ha parlato anche con la figlia maggiore, Alessia.

Capasso: "Ciao Alessia, ho dei biglietti per andare a vedere le luminarie al Parco di Ariccia, ti farebbe piacere andarle a vedere domani con me?" Alessia: "Non lo so". Capasso: "Non ti preoccupare a papà non ti faccio niente" Alessia: "Lo so che tu non mi faresti mai del male". Capasso: "No, mai mai". Alessia: "Lo so... però non lo so, cioè subito, così". Capasso: "Alessia se mai proviamo a stare insieme (...)". Alessia: "Però da soli io non...".

L'Arma apre un'inchiesta per capire se la tragedia poteva essere evitata
Intanto l’arma dei carabinieri  ha disposto una "rapida" inchiesta, tesa ad accertare i fatti "con puntualità e trasparenza" verificando "se le autorità gerarchiche e sanitarie competenti a valutare il comportamento e la condizione psicofisica dell'appuntato Luigi Capasso avessero elementi sufficienti per prevedere quanto purtroppo è accaduto, nonché se sia stato fatto tutto ciò che la legge consentiva a tutela della consorte e, per estensione, dell'intero nucleo familiare".    

La piccola uccisa nel sonno, la grande si era alzata dal letto
E ieri è  stato eseguito l'esame esterno dei corpi di Martina, 7 anni, e Alessia, 13 anni, uccise ieri all'alba in casa dal padre. Secondo i primi riscontri, Martina è stata uccisa nel sonno: il suo corpo è stato infatti trovato ancora sotto le coperte. Il corpo di Alessia è stato invece trovato poco distante dal letto: è probabile che quindi la ragazzina sia stata svegliata dal rumore del primo sparo in casa - se, come sembra, la prima a morire è stata Martina nella sua cameretta - e si sia istintivamente alzata. E ancora assonnata potrebbe aver mosso alcuni passi. Incrociando quindi il padre. Nella comunità di Cisterna di Latina ci si aggrappa a una speranza: che essendo assonnata e ancora buio, Alessia non si sia resa conto di quanto già avvenuto nell'altra cameretta e di quanto stesse per compiere il padre nei suoi confronti.

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