MONDO

Chiesti limiti ai 'bump stock'

Strage Las Vegas, la lobby delle armi apre a restrizioni sui fucili modificati

La National Rifle Association ha detto di voler sostenere regole più restrittive sui "bump stock", i dispositivi che permettono di trasformare armi  semiautomatiche in armi automatiche, usati anche dal killer di Las Vegas, Stephen Paddock 

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La potente lobby delle armi Usa, la National Riffle Association (Nra), messa nuovamente sotto accusa dopo la strage di Las Vegas (59 morti ed oltre 500 feriti) causata dall'eccessiva diffusione di fucili e pistole negli Usa, ha proposto che vengano previste "ulteriori regole" per la vendita dei cosiddetti "bump-stocks".

Si tratta dei meccanismi, la cui vendita è legale, che in sintesi trasformano un normale fucile in grado si sparare un singolo colpo ogni volta che viene premuto il grilletto in un mitragliatore in grado di sparare centinaia di colpi al minuto. Un meccanismo usato dal killer di Las Vegas, Stephen Paddock.

"I meccanismi che consentono ai fucili semiautomatici di funzionari come un mitra dovrebbero essere regolati ulteriormente", hanno dichiarato i vertici della Nra, Wayne LaPierre e Chris Cox.

L'apertura della Nra è vista da molti osservatori come un tentativo di spostare abilmente l'attenzione dal problema che negli Usa ci sono più armi che americani (secondo il Washington Post nel 2015 c'erano 357 milioni tra pistole e fucili a fronte di 320 milioni di cittadini). Gli aderenti alla Nra danno così la colpa a un meccanismo non solo autorizzato durante l'amministrazione dell'ex presidente Obama, ma soprattuto non venduto da loro.

Apertura che toglie anche al momento un problema al presidente Donald Trump che, anche dopo la strage di Las Vegas, ha detto che non vuole sentire parlare di limiti alla vendita di armi, in nome della difesa del II emendamento approvato nel 1791 per consentire alle milizie di cittadini di difendere gli Usa dal pericolo di un ritorno delle truppe britanniche, quando non esisteva ancora un esercito federale. 
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