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ITALIA

"Valutati, non schedati!"

Studenti boicottano test Invalsi, manifestazioni nelle principali città italiane

Oggi in tantissime scuole italiane scioperi bianchi, presidi, flash mob e assemblee

Studente protesta contro i test Invalsi
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Studenti con la bocca coperta da un panno bianco e con sopra stampata una X, manifesti con la scritta "Valutati, non schedati!", e ancora flash mob, proteste pacifiche, anche davanti al ministero dell'Istruzione, test Invalsi lasciati in bianco o banchi di scuola abbandonati. Oggi, durante la giornata delle prove Invalsi nelle seconde classi delle scuole superiori è andata in scena, in molte part d'Italia, sparse a macchia di leopardo, il boicottaggio e la protesta dei tanti che non condividono i test. Con i quiz preparati dall'Istituto di valutazione, si sono infatti cimentati i ragazzi di seconda superiore, la protesta era prevista da giorni.
 
Proteste a Roma, Milano, Siena, Pisa, L'Aquila, Genova, Napoli, Salerno, Bari, Torino, Catania, Cagliari e in tanti altri centri. A Milano ieri, per protestare contro i test, è stato occupato anche il Teatro Lirico. Gli studenti si rifiutano di compilare a testa bassa dei test di cui non condividono né la natura né lo scopo.

Cosa sono gli Invalsi
La prova scritta ha lo scopo di valutare i livelli di apprendimento degli studenti. I contenuti dei test sono realizzati dall'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell'Istruzione. Il 6 e 7 maggio sono stati presentati i test alle seconde classi delle elementari.

Unione degli studenti: "Test inutili, che costano 16 milioni di euro" 
"Abbiamo deciso di disobbedire, di rifiutarci di sottoporci ad un meccanismo di valutazione escludente e ingiusto che mira a rendere la scuola pubblica sempre più a servizio delle logiche manageriali. Valutare non può significare schedare, mettere in classifica, favorire la competizione tra scuole e studenti, indirizzare e svilire la didattica rendendola un semplice bagaglio di nozioni da digerire per affrontare i test - ha affermato Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti - siamo l'unico Paese in Europa che somministra agli studenti in maniera censuaria e non campionaria dei test assolutamente inutili, che non tengono conto delle condizioni sociali ed economiche degli studenti e che aprono pericolosamente le porte a dei criteri premiali per le scuole che eccellono. A fronte di tutto ciò riteniamo veramente inaccettabile che si spendano 16 milioni di euro per finanziare questo strumento di valutazione dannoso e inutile".

Unione studenti: "Invalsi saranno usati per i contratti di insegnanti e dirigenti scolastici" 
"Da anni - ha proseguito Lampis - si levano delle voci critiche in merito ai test, ma i governi non sembrano propensi ad ascoltare chi vive ogni giorno le scuole. Nel nuovo Def 2014 si inseriscono i test Invalsi alla base della revisione dei nuovi contratti per gli insegnanti e per i sistemi di reclutamento di docenti e dirigenti scolastici. Il 4 maggio inoltre la presidente dell'Invalsi ha sollecitato gli insegnati a somministrare i test, convincendoli della bontà di questo strumento".
 
Unione studenti: "Lo studente non è un soggetto passivo, pieno di nozioni e incapace di pensare criticamente"
“I test - ha aggiunto il coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti - ci riducono a numeri e foraggiano l'idea dello studente come soggetto passivo, pieno di nozioni e incapace di pensare criticamente. Il Governo continua a procedere in maniera antidemocratica sul tema. Crediamo che si debba bloccare il nuovo Sistema nazionale di valutazione, congelare l'ipotesi di estensione dei test Invalsi all'ultimo anno delle superiori e aprire un ampia discussione nelle scuole del Paese. Siamo stanchi dei processi calati dall'alto, soprattutto se imposti nelle scuole che dovrebbero essere palestre di partecipazione e democrazia. Siamo stanchi di veder spesi milioni su uno strumento inutile e dannoso quando non si rifinanziano le scuole e le università".
 
Associazione dei presidi: "Docenti dovrebbero usare gli Invalsi per sanare eventuali lacune"
"La valutazione dell'Invalsi è assolutamente positiva vanno apportate delle correzioni in base al tipo di classe o al corso di studio - ha spiegato Mario Rusconi, vicepresidente dell'Associazione nazionale dei presidi - Nel Regno Unito i test sugli standard di performance esistono dal '62. Ormai le prove oggettive esistono in tutti i settori, anche per i carabinieri. Perché la scuola non dovrebbe sottoporsi? I docenti dovrebbero prendere spunto dai risultati dei test per sanare eventuali lacune sui programmi trattati. Considerando l'Invalsi come una spia di rilevamento".
 
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