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MONDO

La difficile transizione dopo Bashir

Sudan, ripescati 40 corpi nel Nilo: il bilancio della repressione è di 100 morti

Polizia e paramilitari hanno disperso con la forza il sit-in dei manifestanti davanti al quartier generale delle forze armate. Il Consiglio militare di transizione ha promesso un'indagine

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Almeno 40 cadaveri sono stati ripescati nel Nilo a Khartum in seguito alla violenta repressione dei giorni scorsi da parte delle forze armate. Lo scrive la Bbc, citando attivisti dell'opposizione sudanese. 

A quanto affermano fonti mediche, con le decine di corpi rinvenuti nel Nilo il bilancio degli attacchi contro i manifestanti democratici sale ad oltre 100 morti. 

Due giorni fa il sit-in di protesta davanti al quartier generale dell'esercito è stato "disperso" con la violenza: in un primo momento si era parlato di 35 morti, questa mattina il Comitato centrale dei medici del Sudan ha aggiornato il conteggio delle vittime a 60. Sommandole con i cadaveri ritrovati nel Nilo, il conteggio arriva a 100. 

Alcuni resoconti  parlano di attacchi contro civili da parte di un gruppo paramilitare. A quanto riferisce sempre la Bbc, la popolazione sudanese parla di ronde armate da parte delle Forze di supporto rapido (Rapid Support Forces, RSF), un'unità paramilitare - precedentemente conosciuta come Janjaweed militia - che aveva conquistato le prime pagine durante il conflitto nel Darfur nel 2003. 

Un ex agente delle forze di sicurezza, citato dall'inviato in Sudan di Channel 4, ha affermato che alcuni di coloro ritrovati nel Nilo erano stati picchiati a morte oppure uccisi con armi da fuoco, altri sarebbero stati uccisi a colpi di machete. "E' stato un massacro", ha detto la fonte. 

"Quaranta corpi dei nostri nobili martiri sono stati recuperati ieri dal Nilo", ha scritto il Comitato centrale dei medici sudanesi su Facebook. Un membro del Comitato ha detto alla Bbc di aver verificato di persone la presenza dei cadaveri in vari ospedali. 

Il Consiglio militare di transizione del Sudan ha promesso un'indagine e ha fatto sapere stamane di essere disposto ad riprendere colloqui con i gruppi di opposizione senza condizioni: lo riferisce l'agenzia di stampa Reuters citando il capo del consiglio, il tenente Abdel Fattah al-Burhan. Ieri aveva detto che gli accordi raggiunti con i manifestanti sono stati annullati e che le elezioni si terranno entro la fine dell'anno. 
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