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MONDO

Il referendum

Svizzera, il cantone San Gallo approva con il 67% il divieto per il burqa

La legge è analoga a quella già introdotta nel Canton Ticino nel 2016. Respinta invece al livello federale la cosiddetta 'sovranità alimentare'

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Con una maggioranza schiacciante del 67% il cantone svizzero di San Gallo ha votato a favore della norma che vieta di "dissimulare o nascondere il proprio viso" negli spazi pubblici, il cosiddetto 'divieto del burqa'. I trasgressori verranno multati.

Nel 2016 era stato il Ticino il primo cantone della Svizzera a proibire il velo integrale nei luoghi pubblici, sul modello francese. 

La legge approvata dai deputati del cantone San Gallo lo scorso anno con il sostegno dei partiti della destra populista e di centro prevede che "qualsiasi persona che si renda irriconoscibile coprendosi il volto in uno spazio pubblico, e quindi metta in pericolo la sicurezza pubblica, la pace sociale e religiosa, sarà multata".

L'anno scorso il governo svizzero si era opposto a un'iniziativa per creare un divieto nazionale per il burqa rimandando la valutazione alle singole regioni. Il Partito del popolo, destra populista, ha però raccolto le 100mila firme necessarie a indire un referendum, quindi nel 2019 gli svizzeri saranno chiamati ad esprimersi sul tema.

Respinte proposte su 'sovranità alimentare', passano vie ciclabili 
Gli elettori chiamati oggi alle urne hanno inoltre ampiamente respinto due proposte volte a tutelare gli agricoltori svizzeri e ad assicurare che il cibo dei produttori nazionali e stranieri sia più sano, più ecologico e amico degli animali. Al contrario, gli elettori si sono espressi con un'evidente maggioranza a favore di una terza misura che chiede al governo svizzero di fare di più per migliorare le piste ciclabili ed altre infrastrutture in tutto il paese alpino.

Le proiezioni per l'emittente pubblica SRF hanno mostrato che il 62% dei votanti ha respinto la proposta "Per alimenti equi", che chiedeva al governo di promuovere alimenti sostenibili dal punto di vista ecologico e sociale, indipendentemente dalla loro provenienza. Respinta dal 70% dei votanti anche la proposta separata, sebbene in qualche modo simile, "Per la sovranità alimentare" che mirava a sostenere gli stipendi degli agricoltori e garantire che il cibo fosse importato nel rispetto degli standard svizzeri. Il 72% dei votanti elvetici ha invece dato il suo supporto al miglioramento delle piste ciclabili del Paese. 
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