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MONDO

Duello tra Pechino e Washington

Cina: "Riunificazione con Taiwan inevitabile, Pompeo sbaglia"

Nuove polemiche dopo le presidenziali

La presidente Tsai
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di Tiziana Di Giovannandrea La vittoria a Taiwan, due giorni fa, di coloro che sono per la linea indipendentista dalla Cina con la rielezione per la seconda volta consecutiva come presidente di Tsai Ing-Wen, ha riacutizzato lo scontro politico tra Usa e Pechino.

Dopo le parole del segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, che sabato scorso aveva elogiato la presidente di Taiwan per la rielezione, la Cina lancia un duro avvertimento contro i tentativi di separare Taiwan dalla Repubblica Popolare Cinese, che "lasceranno una macchia nella storia" e commenta come "sbagliate" le parole del segretario di Stato Usa.

"La riunificazione nello Stretto di Taiwan", ha detto il ministro degli Esteri Wang Yi, in queste ore in viaggio in Africa, in una nota pubblicata dal suo ministero, "è storicamente inevitabile. Chi tenterà di separare il Paese, è destinato a una lasciare una macchia nella storia". 

Wang ha citato anche il principio dell'unica Cina in base al quale Taiwan è parte della Repubblica Popolare, come un consenso raggiunto all'interno della comunità internazionale. "Questo consenso non cambierà minimamente a causa delle elezioni locali sull'isola di Taiwan, né sarà scosso dalle parole e azioni sbagliate di singoli politici occidentali", si legge nella nota, in quello che appare il primo riferimento diretto alle parole usate da Pompeo. 

Molti osservatori politici hanno commentato che la vittoria di Tsai ha tra le sue cause la relativa ripresa economica di Taiwan, alcuni errori fatti dal partito di opposizione e le proteste di massa di Hong Kong che hanno fatto capire a molti taiwanesi cosa potrebbe accadere sotto l'autorità cinese.
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