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MONDO

Trovato un sopravvissuto

Tanzania: oltre 200 i morti nel naufragio del traghetto nel Lago Vittoria. Arrestato il capitano

Le operazioni continuano, si temono oltre 300 vittime: il traghetto era stracolmo

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È ormai salito a oltre 200 morti il bilancio delle vittime del tragetto MV Nyerere nel lago Victoria, in Tanzania; ma tra la sorpresa generale, i soccorritori hanno trovato un sopravvissuto tra i rottami dell'imbarcazione. Il superstite è un ingegnere, Augustine Charahani, riuscito a respirare grazie a una bolla d'aria all'interno dell'imbarcazione, che continua ad affiorare a mezz'acqua ad appena qualche decina di metri dall'isola di Ukara, il punto d'approdo.

Il traghetto, sovraccarico di passeggeri e merci, è naufragato giovedì pomeriggio. Per il secondo giorno consecutivo, le operazioni di soccorso sono riprese all'alba e sono stati recuperati 60 corpi, il che fa salire il bilancio dell'incidente a 207 vittime. Ma le operazioni continuano e si teme che le vittime possano arrivare a più di 300. Con l'uomo tratto in salvo, le persone recuperate finora sono 41.

Il traghetto è naufragato a soli 50 metri dalla banchina dove doveva attraccare, mentre copriva la rotta tra le isole di Ukerewe e Ukara con circa 400 passeggeri a bordo nonostante la sua capacità massima fosse di un centinaio di persone e 25 tonnellate di carico. Sembra evidente che la causa primaria del disastro sia stata il numero eccessivo di passeggeri, ma la dinamica è ancora confusa.

In attesa delle indagini il presidente della Tanzania, John Magufuli,  ha annunciato l'arresto del comandante e ordinato quello di tutto l'equipaggio dell'imbarcazione.

Secondo vari testimoni, il capitano era distratto dal telefono e, avvicinandosi al porto, resosi conto che stava andando nella direzione sbagliata, ha imposto una brusca virata all'imbarcazione.

L'improvviso cambio di rotta ha fato cadere in mare molti passeggeri assiepati su un lato dell'imbarcazione che si  è squilibrata e a quel punto è andata a picco.

Il lago Vittoria, circondato da Uganda, Tanzania e Kenia, è teatro di numerosi incidenti e ogni anno centinaia di pescatori muoiono in naufragi causati dalle violente tempeste.
 
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