SPETTACOLO

Il regista a Roma per presentare il film

Tarantino: "The hateful eight tra western, Agatha Christie e politica

"Sapevo che volevo realizzare un western, ma mentre scrivevo si sviluppava anche un giallo alla Agatha Christie, e dopo che l'ho montato mi sono reso conto che avevo realizzato anche un horror" 

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Un Tarantino soddisfatto e sorridente, affiancato da due dei suoi attori, Kurt Russel e Michael Madsen, e dal maestro Ennio Morricone, ha presentato a Roma "The Hateful Height", sua ottava regia, che ricorda, se pur con diversa ambientazione, il suo primo film, "Le Iene". Qualche anno dopo la Guerra civile in un rifugio del Wyoming, durante una tempesta di neve, si trovano di fronte, fino all'ultimo duello, un cacciatore di taglie con la sua prigioniera, un ex soldato nero dell'Unione, un rinnegato del Sud, un boia, un mandriano, un generale confederato e un ambiguo messicano. "Siccome non riuscirò a fare tutti i film che vorrei, ogni volta mi rendo conto che alla fine faccio cinque film in uno. - ha esordito Tarantino - In questo caso sapevo che volevo realizzare un western, ma mentre scrivevo si sviluppava anche un giallo alla Agatha Christie, e dopo che l'ho montato mi sono reso conto che avevo realizzato anche un horror".

Gli elementi dei film di Tarantino, tensione, violenza, ironia, ci sono tutti, sottolineati dalla musica di Morricone, che dopo la vittoria del Golden Globe è candidato all'Oscar per la miglior colonna sonora. Tarantino ha spiegato che, quasi senza volerlo, il suo "The Hateful Height" è diventato anche un film politico, dove non mancano razzismo, faziosità, spietatezza, avarizia. "All'inizio non l'ho immaginato come un film politico, ma quando i personaggi hanno iniziato a discutere della vita dopo la Guerra Civile, mi sono reso conto che c'erano riferimenti alla situazione attuale, per esempio nella divisione che c'è in Usa tra stati democratici e repubblicani. E man mano che giravamo ci rendevamo conto che era sempre più collegato alla realtà. Sono stato fortunato" ha affermato il regista.


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