ECONOMIA

La protesta

Taxi: presidio davanti sede Antitrust. I sindacati: "Sta con Uber"

A poche ore dalla udienza d'appello del Tribunale del riesame di Roma, chiamato a decidere sul reclamo presentato da Uber, l'Antirust ha deciso di costituirsi in giudizio schierandosi al fianco della nota multinazionale americana   

Condividi
di Tiziana Di Giovannandrea Protesta dei tassisti davanti alla sede dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a poche ore dall'udienza di appello del Tribunale del riesame di Roma, chiamato a pronunciarsi sul reclamo della multinazionale statunitense Uber in merito alla sentenza che aveva portato lo stesso tribunale a dichiarare l'applicazione Uber Black illegale per concorrenza sleale. La Uiltrasporti taxi, Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Usb taxi, Fast tpnl Confsal, Faisa Confail taxi e Fit Cisl taxi Lazio, sono intervenuti a sostegno dei tassisti e contro la decisione dell'Antitrust di costituirsi nella causa al fianco di Uber.

"Tutti vorremmo pagare di meno le sigarette, magari acquistandole tramite qualche intermediario presente su internet e che potrebbe evitarci di sostenere il costo della tassazione imposta dai Monopoli di Stato. Crediamo però che sarebbero poche le authority indipendenti, disposte a presentarsi in Tribunale al fianco di coloro che le commerciano illegalmente, violando palesemente le norme in vigore, a prescindere dal fatto che possano piacere o non piacere".  Così si sono espressi i sindacati di categoria in merito alla costituzione volontaria dell'Antitrust al fianco della multinazionale americana Uber.

" Che l'Antitrust possa operare una funzione di stimolo nei confronti delle istituzioni - proseguono - attraverso l'emanazione di appositi pareri, affinchè determinati dispositivi normativi vengano modificati è nell'ordine logico delle cose. Ma è inaccettabile che si schieri al fianco di una società che per ammissione di sui diversi dirigenti, viola le norme vigenti in molti dei paesi in cui opera, con uno sfacciato atteggiamento di cyberbullismo. Senza considerare che per difendere una grande multinazionale che ha installato nella propria applicazione un apposito programma per eludere i controlli della Polizia, l'Antitrust utilizzerà soldi pubblici per pagare un professionista privato, non avvalendosi della consulenza dell'Avvocatura dello Stato. Crediamo che questo comportamento evidenzi ulteriormente, se mai ve ne fosse stato bisogno, l'atteggiamento pregiudizialmente contrario che questa indipendente Authorithy - concludono - nutre nei confronti del nostro settore, verso il quale in questi anni non ha mai speso una parola favorevole, omettendo puntualmente di ricordare il ruolo pubblico che svolge e tutti gli obblighi e le rigidità che ne derivano".

Per Loreno Bittarelli, storico presidente dei radiotaxi, l'Antitrust 'amico di Uber'  è una cosa al di là ogni decenza. 
Condividi