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CULTURA

A rischio "Manon Lescaut" del 27 febbraio

Tetaro dell'opera. I sindacati: Marino ci convochi o salta la prima di Muti

Uno sciopero dei lavoratori del Teatro dell'Opera di Roma mette a rischio la prima di "Manon Lescaut" diretta da Riccardo Muti. I sindacati,contrari alla legge Bray e preoccupati per il futuro del teatro, chiedono un incontro al sindaco Marino

Il maestro Muti all'Opera di Roma
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Roma Potrebbe saltare la prima di "Manon Lescaut" diretta da Riccardo Muti al Teatro dell'Opera di Roma che dovrebbe andare in scena giovedì 27 febbraio con la regia della figlia Chiara. I sindacati dei lavoratori (slc cgil, fials cisal, libersind, comfsal) che da mesi hanno dato il via ad una battaglia contro l'adesione del Costanzi alla legge Bray, al momento, infatti, non hanno disdetto lo sciopero che bloccherebbe la rappresentazione. Le rappresentanze dei lavoratori chiedono un incontro al sindaco di Roma Ignazio Marino che ieri avrebbe anche valutato anche l'ipotesi di liquidazione del teatro, eventualità prevista dalla stessa legge Bray.


Fials-Cisal: Marino ci convochi
"Allo stato attuale lo sciopero è confermato - spiega Lorella Pieralli di Fials-Cisal - perché non abbiamo una leva su cui appoggiarci per revocarlo". L'esponente sindacale assicura che "noi non vogliamo scioperare ma lo sciopero è il fallimento di una trattativa che non c'è, e anche il silenzio del maestro Muti su questo è eloquente: dovrebbe esserci una convocazione da parte del sindaco". Dunque l'agitazione va avanti "a meno che il sindaco Marino, il neo ministro Franceschini e il governatore Zingaretti non decidano di ascoltare la voce disperata di questi lavoratori", ha aggiunto Pieralli, annunciando che i sindacati non sono più disposti a trattare "con il sovrintendente Fuortes che non è piu' il nostro interlocutore, perché è la persona sbagliata nel posto sbagliato e non è capace di gestire questa piccola minoranza di lavoratori, come la chiamano, perché evidentemente non ha argomenti".

Marino: necessario atto responsabilità
"Trovo sia necessario un atto di responsabilità da parte di tutti. In un momento di gravissima crisi economica, con 50mila famiglie a rischio abitativo e con il 40% di disoccupazione giovanile, Roma proprio per il suo impegno nel settore della cultura ha deciso di impegnare nel bilancio 2014 16,5 milioni di euro per il Teatro". Così il sindaco di Roma Ignazio Marino a proposito del Teatro dell'Opera di Roma. "Si tratta di una cifra molto grande - spiega - se paragonata a quelle stanziate per altri teatri lirici italiani proprio perché ci teniamo all'eccellenza. Se di fronte a tutto questo continua un clima di conflittualità io rimango davvero perplesso e non comprendo. La mia volontà è quella di seguire ogni percorso necessario affinché il teatro lirico sia sempre più un luogo di successo culturale". "Chi lavora con altissima qualità all'Opera si deve rendere conto che in questo momento ci sono decine di migliaia di persone che non hanno lavoro e che hanno addirittura il problema della casa. Per il Comune - conclude Marino - investire 16,5 milioni di euro è un impegno avvero notevole". 

Mercoledì Conferenza stampa dei sindacati
 "La Fistel Cisl di Roma e Lazio e la Uilcom di Roma e Lazio, a seguito del precipitare degli eventi riguardanti la difficile situazione del Teatro dell'Opera di Roma, nel quale sono i sindacati più rappresentativi dei lavoratori, hanno indetto una conferenza stampa a Roma per  domani  26 febbraio 2014, alle ore 14, presso la Sala Conferenze della Cisl di Roma e Lazio in Via Giovanni Mario Crescimbeni, 17/A (zona Colosseo)". Lo annunciano in una nota.  "Durante la conferenza stampa - spiegano Paolo Terrinoni, segretario generale della Fistel Cisl di Roma e Lazio e Alessandro Cucchi, segretario generale della Uilcom di Roma e Lazio - verranno spiegate le motivazioni per cui i suddetti sindacati hanno scelto la difficile strada della responsabilità per salvare il futuro del Teatro e il suo ruolo di  centro culturale di eccellenza per la Capitale, insieme alla tutela delle professionalità e dei posti di lavoro" .

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