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Tensione altissima tra Turchia e Olanda. Erdogan attacca. Rutte: disgustoso

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Resta altissima la tensione tra Turchia e Olanda: dopo la decisione presa ieri da Ankara di sospendere le relazioni ministeriali tra i due Paesi e di chiudere lo spazio aereo per i diplomatici olandesi, in mattinata il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, ha alzato ancora i toni contro il governo dell'Aia, riaprendo una vecchia ferita che risale alla guerra nell'ex Jugoslavia. "Non si spara sulla Croce rossa neanche in guerra, ma l'Olanda è capace anche di questo - ha detto Erdogan - conosciamo gli olandesi dai tempi di Srebrenica. In quell'occasione abbiamo conosciuto la loro natura e il loro carattere, quando hanno lasciato che 8 mila musulmani bosniaci venissero massacrati senza muovere un dito".

Rutte: 'disgustosi' i commenti di Erdogan su Srebrenica
"Sono una disgustosa distorsione della storia", i commenti del presidente turco Erdogan su Srebrenica. E' la replica del premier olandese Mark Rutte al presidente turco. "Non ci abbasseremo al suo livello, è inaccettabile", ha aggiunto Rutte.

Le polemiche, scoppiate in seguito al divieto di atterraggio che le autorità olandesi hanno emesso venerdì scorso nei confronti di un aereo che avrebbe dovuto portare il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, a Rotterdam per un comizio, hanno portato a una crisi politico-diplomatica senza precedenti. La situazione è poi peggiorata quando, a distanza di 24 ore, la ministra per le politiche sociali e famigliari, Fatma Betul Sayan Kaya, è stata fermata alla frontiera insieme al suo staff e giornalisti al seguito, per poi essere scortata in territorio tedesco nonostante fosse a bordo di auto con targa diplomatica e in possesso di passaporto diplomatico e fosse diretta presso il consolato turco di Rotterdam.

L'Ue ha preso ieri posizione con l'Alto rappresentate per la politica estera, Federica Mogherini, che ha fatto appello chiesto alla Turchia "affinché si trattenga da dichiarazioni eccessive e da azioni che potrebbero esacerbare ulteriormente la situazione". E la Nato ha chiesto ai due Paesi, entrambi stati membri, "un approccio misurato". Duro il capogruppo del Ppe a Strasburgo, Mafred Weber, secondo cui le dichiarazioni del presidente turco Erdogan contro Germania e Olanda rappresentano un "insulto all'Ue", che deve reagire "congelando" i negoziati di adesione con Ankara. "L'Ue non può essere un terreno di scontro su cui viene condotta la campagna per il referendum turco", ha detto Weber solidarizzando con il governo olandese. "La Turchia non riuscirà a dividere l'Ue su questo tema", ha aggiunto. Ma la replica di Ankara non si è fatta attendere e questa mattina il ministero degli Esteri turco ha dichiarato in un comunicato che "la miope dichiarazione dell'Ue non ha valore per il nostro Paese".

Il braccio di ferro tra Turchia e Olanda, che segue a quello tra Ankara e la Germania, mette seriamente a rischio l'accordo tra la Turchia e l'Ue sulla gestione dei migranti: Il ministro turco per i rapporti con l'Unione Europea, Omar Celik, ha detto che "in questo momento la Turchia sta tenendo fede all'accordo solo per motivi umanitari e per salvare l'onore del genere umano, non sentiamo alcun tipo di obbligo nei confronti dell'Ue che non ha mantenuto la parola sull'abolizione dei visti e sui contributi da versare alla Turchia". Celik ha poi criticato l'operato delle autorità olandesi, aggiungendo che la Turchia ha l'obbligo di difendere i propri cittadini all'estero. "Se avessimo fatto noi quello che ha fatto l'Olanda ci avrebbero già retrocessi, ci siamo limitati a vietare il rientro dell'ambasciatore perché ci aspettavamo delle scuse". Secondo Celik l'Europa sarebbe affetta dalla crescita di xenofobia, islamofobia e razzismo, e a farne le spese è stato il presidente turco RecepTayyip Erdogan, per opporsi al quale l'Europa "ha annullato i propri valori".

Intanto dopo Germania e Olanda anche l'Austria annuncia di voler impedire lo svolgimento sul proprio territorio della campagna referendaria che alcuni ministri turchi avevano programmato in Europa per sostenere il passaggio al presidenzialismo, una riforma voluta da Erdogan, su cui la Turchia è chiamata ad esprimersi il prossimo 16 aprile. Il premier austriaco Christian Kern ha questa mattina annunciato che l'Austria "prenderà i provvedimenti necessari" al fine di impedire comizi e incontri con la comunità turca locale, sulla base di "esigenze dettate dall'ordine pubblico".
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