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ITALIA

Firenze

Tensione e cariche al presidio dei senegalesi, dura contestazione al sindaco Nardella

Al sit-in in corso su Ponte Vespucci un gruppo di manifestanti ha cercato di forzare il cordone di Polizia, insulti, sputi e spintoni al primo cittadino 

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Tensione e cariche della Polizia, al presidio organizzato dalla comunità senegalese di Firenze a Ponte Vespucci, dove ieri un venditore ambulante della stessa nazionalità, Idiy Diene, è stato ucciso a colpi di pistola dal 65enne Roberto Pirrone. Dura la contestazione subita dal sindaco Dario Nardella, che si è allontanato dopo aver ricevuto insulti e spinte sia dagli stessi stranieri che da parte di alcuni italiani. Il primo cittadino era stato invitato dalla stessa associazione che ha promosso la manifestazione. Andandosene Nardella ha detto: "la storia di Firenze è la storia del dialogo, la città capisce la rabbia per la morte di un uomo ma non accetta la violenza". Un giovane dei centri sociali fiorentini, in particolare, si sarebbe avvicinato a Nardella, sputandogli addosso. Secondo una prima ricostruzione l'antagonista ha pronunciato all'indirizzo del sindaco anche frasi contro Renzi e Palazzo Vecchio. 

Al presidio di questo pomeriggio avevano aderito anche Arci, Anpi e Cgil, che in un loro comunicato sottolineano come "in queste ore tristi, è bene non cedere a provocazioni: il dolore, la rabbia, la richiesta di giustizia e lo sgomento di fronte a una simile tragedia, devono evolversi in un cammino solidale che ci faccia sentire tutti parte della stessa comunità". Proprio oggi, lo stesso primo cittadino aveva annunciato che il Comune di Firenze si costituirà parte civile nel processo per l'omicidio di Idiy Diene.
 
Alla manifestazione è intervenuta una deputata eletta nel parlamento del Senegal, Mame Diarra Fam, che ha incontrato i 300 immigrati radunati sul Ponte Vespucci, invitandoli "alla serenità , alla calma". Poi, parlando con i giornalisti, la deputata ha detto: "c'è una forte collaborazione fra le autorità  italiane e quelle del Senegal, abbiamo iniziato un percorso molto bello che non si può risolvere con la violenza". Per l'omicidio del suo connazionale, “una cosa indigeribile - ha aggiunto - Io nel 2011 all'aeroporto in Senegal ho accolto i due morti uccisi proprio qui a Firenze", riferendosi ai due venditori ambulanti assassinati nel 2011 in piazza Dalmazia a Firenze, dal simpatizzante di estrema destra Gianluca Casseri. "Ora - ha concluso -  è successo di nuovo qui a Firenze. E' davvero puro, puro caso? Noi diciamo sempre la parola pace, ma vi sembra normale che accada a noi senegalesi? Vogliamo che i senegalesi vengano rispettati".
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