MONDO

Sisma avvertito anche in Israele, Kuwait e a Dubai

Trema la terra tra Iraq e Iran, scossa di magnitudo 7.3 provoca centinaia di vittime

La Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ha mobilitato tutti i corpi di sicurezza per accelerare le operazioni di soccorso ed estrarre le vittime dalle macerie

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Sale ancora il bilancio delle vittime in Iran e Iraq dopo il sisma di magnitudo 7.3 (secondo l'ultima stima dell'Usgs) in una zona nei pressi del confine. L'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim ha reso noto che il bilancio è di 445 morti, mentre i feriti sono 7.370.  Gli ultimi bilanci ufficiali parlano invece di 407 morti, per la maggior parte in Iran. Oltre la metà delle vittime si registrano nella città di Sarpol-e Zahab, a maggioranza curda, nella provincia di Kermanshah. L'unico ospedale presente in città è stato danneggiato dal terremoto. 

Edifici sbriciolati
Le prime immagini dalle zone devastate mostrano interi edifici sbriciolati dalla potente scossa. Le vittime in Iraq sono stimate a 11. Particolarmente difficile la situazione a Darbandikhan, dove l'ospedale è stato severamente danneggiato ed è ancora senza corrente elettrica. 

Epicentro a Halabaja
L'epicentro del sisma è stato individuato, secondo gli ultimi rilevamenti del centro geologico statunitense, a 31 chilometri dalla città di Halabja.

Avvertito dal Mediterraneo, al Caucaso, all'Oceano Indiano
Da Israele al Pakistan, passando per Turchia, Libano, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Turkmenistan, Afghanistan, fino alla Georgia. L'onda espansiva della forte scossa di terremoto di 7,3 gradi, con epicentro vicino alla città irachena di Halabya - alla frontiera tra Iran e Iraq -  è stata avvertita milioni di persone in tutta l'Asia Centrale.

Alle 21.18 ora locale la terra ha tremato per la prima volta. Decine le repliche. Scene di panico tra le popolazioni di queste terre scosse da forti attività sismiche, con la gente che si è riversata nelle strade in preda al terrore. Le autorità irachene hanno ordinato l'evacuazione urgente nell'area circostante la centrale idroelettrica di Darbandiyan.

14 province colpite in Iran
Sul versante iraniano tra le più colpite è la città di Ghasr Shirin, nella regione occidentale di Kermanshah. Qui le case sono in mattoni di fango e si teme che molte persone siano sepolte sotto le macerie. Difficili le operazioni di soccorso per l'interruzione delle vie di comunicazioni nelle aree rurali. Interrotte anche le linee telefoniche e la corrente elettrica. In tutto sono 14 le province iraniane colpite dal sisma. L'organizzazione nazionale iraniana per la gestione dei disastri ha dichiarato l'allerta degli organi di sicurezza e sanitari e ha chiesto alla popolazione di mantenere la calma. Il presidente iraniano Hasan Rohani ha chiesto il massimo sforzo per assistere le vittime.

   

Khamenei: "Salvare le persone sotto le macerie"
La Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ha mobilitato tutti i corpi di sicurezza per accelerare le operazioni di soccorso ed estrarre le vittime dalle macerie, dopo il forte sisma. Khamenei ha ordinato il coinvolgimento nei soccorsi dell'esercito, dei Guardiani della Rivoluzione e della forza di Volontari Islamici Basij. La Guida suprema ha esortato "tutte le capacita'" del Paese a mettersi rapidamente in moto per estrarre chi e' sotto le macerie ed evitare un numero maggiore di vittime.

Sarpol-e-Zahab, il cuore della tragedia
Il vero e proprio cuore della tragedia, in Iran, come detto, è stata la località di Sarpol-e-Zahab, a ridosso del confine iracheno, dove in particolare il crollo di un complesso residenziale nuovo ha intrappolato sotto le macerie 200 persone; di queste 97 sono state già estratte morte e i lavori continuano disperatamente, sperando che ci sia ancora qualcuno rimasto vivo da poter salvare. Nella città, 8 scuole sono state distrutte.

Il premier della regione autonoma del Kurdistan iracheno Nachirvan Barzani ha annunciato che il governo di Baghdad ha inviato aiuti esigui alle zone terremotate del Kurdistan ma che l'Iran ha aperto le sue frontiere e che ha iniziato ad inviare cibo e medicine. Secondo l'agenzia Mehr News, il premier curdo iracheno ha ringraziato l'Iran per la sua collaborazione e poi si èrivolto a Baghdad: "Mi auguro che la stabilita' del Kurdistan stia a cuore del governo di Baghdad", ha ricordato Barzani.

In Iraq, si contano migliaia di feriti a Darbandikhan, nella provincia di Sulaymaniyya, riferisce la tv curdo-irachena Rudaw, precisando che poco prima la stessa zona era stata colpita da una prima scossa di magnitudo 4.5.

 


Gente nelle strade e vetrine in pezzi ad Halabja, la cittadina nei pressi dell'epicentro.

In Iran i centri più danneggiati, oltre Ghasr-e Shirin, sono le cittadine di Ozgole, Taze' Abad e Bayengan, tutte e tre nella regione di Kermanshah, a maggioranza curda. Il sisma è stato avvertito a Tabriz, Hamedan, Elam, Khorram Abad, Sanandaj e perfino nel porto di Bushehr, sul Golfo Persico.

L'Iran è un paese altamente sismico. Il terremoto più grave, nel giugno 1990, provocò la morte di quasi 40mila persone nel nord del Paese. Un altro sisma, registrato nel dicembre 2003 nella provincia meridionale di Kerman, uccise oltre 31mila persone.

Gentiloni; Italia pronta offrire aiuto
"Terremoto Centinaia di vittime in #Iran e #Iraq Italia vicina a chi soffre e pronta a offrire aiuti ai paesi colpiti". Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Papa vicino a famiglie vittime
"Profondamente commosso" Papa Francesco ha inviato un telegramma di cordoglio per le vittime del terremoto. Il Pontefice, si legge nei messaggi a firma del Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, "esprime il suo dolore a tutti coloro che piangono la perdita dei loro cari" e "offre le sue preghiere per i defunti". Il Papa inoltre "invoca benedizioni divine di consolazione e forza" per i feriti e per quanti sono impegnati nel soccorso e nei salvataggi.

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