MONDO
La polemica
Terremoto "punizione divina", Israele si scusa
Le scuse nel giorno dell'arrivo del presidente Mattarella per una visita in Israele e nei territori palestinesi
Israele si è scusato per la contestatissima uscita del proprio vice ministro della Cooperazione Regionale, Ayoob Kara, che mercoledì aveva definito il nuovo terremoto nelle Marche e in Umbria una "punizione divina" per il 'contributo' italiano, attraverso l'astensione, alla recente adozione da parte dell'Unesco di una risoluzione nella quale sostanzialmente si disconoscono gli storici legami tra l'ebraismo e i luoghi sacri di Gerusalemme.
"Condanniamo e ripudiamo tali affermazioni del vice ministro", si legge in un comunicato ufficiale attribuito al portavoce del ministero degli Esteri israeliano. "Sono disdicevoli, e sarebbe stato meglio se non fossero proprio state pronunciate", prosegue la nota. "Dopo aver reso quella dichiarazione, il vice ministro Kara ha espresso le sue scuse, sottoscritte da questo dicastero. Si tratta di parole che non rispecchiano in alcun modo le profonde relazioni tra i due popoli, e tra i governi d'Israele e dell'Italia. Il primo ministro Benjamin Netanyahu", si sottolinea concludendo, "incontrerà quanto prima il vice ministro per una discussione chiarificatrice".
Le scuse arrivano a poche ore dal viaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, giunto questa sera a Tel Aviv per una visita in Israele e nei territori palestinesi. Prima tappa, domenica, del capo dello Stato sarà l'omaggio al sacrario della memoria della Shoah dello Yad Vashem di Gerusalemme. Nel pomeriggio Mattarella terrà una lectio magistralis all'Università ebraica di Gerusalemme. Il giorno dopo incontrerà il presidente israeliano, Reuven Rivlin, e il primo novembre vedrà a Betlemme il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, mentre mercoledì sarà il turno dell'incontro col premier israeliano, Benyamin Netayahu.
"Condanniamo e ripudiamo tali affermazioni del vice ministro", si legge in un comunicato ufficiale attribuito al portavoce del ministero degli Esteri israeliano. "Sono disdicevoli, e sarebbe stato meglio se non fossero proprio state pronunciate", prosegue la nota. "Dopo aver reso quella dichiarazione, il vice ministro Kara ha espresso le sue scuse, sottoscritte da questo dicastero. Si tratta di parole che non rispecchiano in alcun modo le profonde relazioni tra i due popoli, e tra i governi d'Israele e dell'Italia. Il primo ministro Benjamin Netanyahu", si sottolinea concludendo, "incontrerà quanto prima il vice ministro per una discussione chiarificatrice".
Le scuse arrivano a poche ore dal viaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, giunto questa sera a Tel Aviv per una visita in Israele e nei territori palestinesi. Prima tappa, domenica, del capo dello Stato sarà l'omaggio al sacrario della memoria della Shoah dello Yad Vashem di Gerusalemme. Nel pomeriggio Mattarella terrà una lectio magistralis all'Università ebraica di Gerusalemme. Il giorno dopo incontrerà il presidente israeliano, Reuven Rivlin, e il primo novembre vedrà a Betlemme il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, mentre mercoledì sarà il turno dell'incontro col premier israeliano, Benyamin Netayahu.