POLITICA

Dopo i fatti di Parigi

Renzi: no a leggi speciali sulla sicurezza. Giusto riportare la Russia al tavolo internazionale

Il presidente del Consiglio dice: "È cruciale non cedere all'isteria né cadere nella sottovalutazione serve equilibrio". Poi chiede che anche per l'Italia le spese per potenziare la sicurezza restino fuori patto stabilità. Bombardare in Siria? "Bisogna conoscere gli obiettivi", spiega, va evitata una Libia bis

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"Escludo nel modo più categorico una modifica costituzionale sui temi" della sicurezza e del contrasto al terrorismo. Lo ha detto il premier Matteo Renzi in un'intervista televisiva. "Non credo che la priorità siano leggi speciali. Non escludo però modifiche normative" per rafforzare l'azione dell'intelligence.

Renzi: bene il ritorno di Mosca nella coalizione internazionale
"Sarebbe molto positivo" riportare la Russia al tavolo della coalizione internazionale, spiega il premier, che condivide la proposta di Vladimir Putin di una grande coalizione contro l'Isis come ai tempi di Hitler. "La presa di posizione di Putin mi pare molto giusta - aggiunge - il nostro Paese è coerentemente improntato all'amicizia e al sostegno degli Usa e non verremo mai meno a questa posizione. In questo ho sempre detto che un atteggiamento anti-russo non ci porta da nessuna parte, non si può rifare la guerra fredda. Il fatto molto positivo è che la posizione italiana, pieno sostegno agli Usa ma riportiamo la Russia al tavolo, è oggi maggioritaria".  

Bombardare in Siria? Bisogna conoscere il target. No a Libia bis
"L'Italia sta già partecipando in molte missioni internazionali. Si dice andiamo e bombardiamo, ma prima accordiamoci su chi bombardiamo perché la frammentazione
in Siria ha portato ad una serie di interventi slegati da una visione unitaria, bisogna capire prima come esci dal pantano in Siria". Così Matteo Renzi, che ribadisce: va evitata una Libia bis. "Non commettiamo l'errore di intervenire militarmente e andarcene, non voglio una Libia-bis, di cui paghiamo ancora le conseguenze". 

"Non cedere all'isteria, non rinunciamo alla nostra identità"
"Il tema è molto complesso trovare un equilibrio è la cosa più difficile da fare: quelli che dicono , 'adesso è il momento della sicurezza, rinunciamo a tutto' esagerano. Noi dobbiamo vivere, con i nostri valori e con il coraggio di non rinchiuderci. I terroristi vogliono ucciderci e se non ci riescono, cercano di farci vivere come vogliono loro. Non dobbiamo rinunciare alla nostra identità. È cruciale non cedere all'isteria né cadere nella sottovalutazione" serve "equilibrio" nella reazione al terrorismo internazionale". Queste le parole del presidente del Consiglio Matteo Renzi. 

Più soldi per la sicurezza
Quanto alla proposta che le spese per combattere il terrorismo restino fuori dal patto Stabilità il premier dice: "È stata la nostra proposta da tempo. Quello che vale per la Francia vale anche per l'Italia. Allora ci fu detto di no, sostenendo che si trattasse di una proposta esagerata. Ora le cose cambiano, ma penso che sia un fatto giusto, sacrosanto. Sarebbe assurdo il contrario". Renzi assicura: "Stiamo intensificando ogni tipo di controllo. Non rinunceremo però alla nostra identità, anche se non sottovaluteremo alcun pericolo". E poi dice contro il terrorismo occorre investire "nella digitalizzazione. La ciber technology certo non basta, serve la determinazione delle nostre forze di polizia. Ma una banca dati condivisa e' un tema che va affrontato".

L'Italia non fa affari con finanziatori terrorismo. Terroristi usano aerei non barconi
"L'Italia intesa come Paese non fa affari". Matteo Renzi esclude che l'Italia faccia affari con Paesi che finanziano il terrorismo.  Sui migranti:  "E' facile dire che la colpa è dell'immigrazione, che il problema sono i barconi, ma non è così. Questo non significa che non dobbiamo avere la massima attenzione e rigore per chi arriva con il barcone, dalla frontiera del Friuli o con l'aereo di linea e poi cerca di farsi saltare. I terroristi usano gli aerei di linea non i barconi".
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