SPETTACOLO

Conclusa la 34a edizione

TorinoFilmFestival, vince il cinese 'The donor'

"Per la grande umanità"

Il regista cinese Qiwu Zang
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Il film cinese 'Juan Zeng Zhe/The donor' di Qiwu Zang ha vinto il 34° Torino Film Festival.

E' la storia di un povero che per trovare il denaro che serve alla sua famiglia decide di vendere un rene ad un uomo facoltoso. Ma il trapianto non va a buon fine e il ricco pretende il rene del figlio del donatore.

Il debutto dell'assistente alla regia di Zhang Yimou ha conquistato la giuria presieduta dallo statunitense Ed Lachman  e composta da  Don McKellar (Canada), Mariette Rissenbeek (Germania), Adrian Sitaru (Romania) e Hadas Yaron (Israele).

"Siamo onorati di assegnare il premio a un film così meravigliosamente penetrante e così poetico nella narrazione, nella performance, nella comprensione del mondo in cui proviamo a vivere. Pensiamo di aver trovato una nuova voce del cinema cinese che ci arricchirà tutti" è stata la motivazione del premio.

"Una commedia di grande umanità che si trasforma in un noir e che spero trovi un distributore, come spesso è accaduto ai vincitori del Tff", dice il direttore del Festival, Emanuela Martini. 'Juan Zeng Zhe/The Donor' vince anche il riconosacimento per la migliore sceneggiatura e il premio 'Avanti' "per aver saputo raccontare con grande rigore stilistico e scelte narrative sorprendenti il dramma della mercificazione del corpo, della reificazione dell'individuo e dei rapporti di potere. Un film universale che partendo dalla Cina parla a tutta la società contemporanea".

Premio Speciale della giuria - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a 'Los decentes' dell'austro-argentino Lukas Valenta Rinner (Austria/Corea Del Sud/Argentina, 2016). Questa la motivazione: "Questo film ci porta in un viaggio con Belén, una collaboratrice domestica di una ricca famiglia in un quartiere sorvegliato e recintato, che trova una via di fuga dal suo mondo claustrofobico quando scopre una comunità di nudisti che vive al di là del recinto. 'Los decentes' esplora con grande sensibilità e penetrante spirito di osservazione l'impatto che questa nuova libertà ha sulla vita della donna. Allo stesso tempo, questa libertà provoca la reazione della borghesia del quartiere, in un film audace e originale".

Premio per la miglior attrice a Rebecca Hall per il film 'Christine' di Antonio Campos (Usa, 2016), miglior attore Nicolas Duran per il film 'Jesus' di Fernando Guzzoni (Cile/Francia, 2016). Premio del pubblico a 'Wir Sind die Flut / We Are the Tide' di Sebastian Hilger (Germania, 2016).

Questi i vincitori degli altri premi collaterali:
il premio 'Scuola Holden', decretato da una giuria di allievi del College di Cinema, è andato al film inglese 'Lady Macbeth' di William Oldroyd per la "trasposizione libera, in apparenza elegante, crudele, di una discesa dentro un potere femminile che vuole guadagnarsi la libertà in nome di un amore ossessivo";

il premio 'Achille Valdata' è andato al tedesco 'Wind Sind die Flut' (We Are the Tide) di Sebastian Hilger "per aver saputo trasmettere attraverso la potenza delle immagini e l'equilibrio di generi un messaggio positivo per le nuove generazioni";

il premio 'Gli Occhiali di Gandhi' all'opera francese 'Les vies de Thérèse' di Sebastien Lifshitz "per aver raccontato con sguardo poetico la vita di una donna che testimonia con la sua esistenza il processo di emancipazione del mondo femminile. Per aver narrato come la vecchiaia e la serena accoglienza della morte siano diventate il suo ultimo e definitivo atto politico";

il premio 'Interfedi', promosso dalla Chiesa Valdese e dalla Comunità Ebraica di Torino con il Comitato Interfedi del Comune di Torino, è andato al film canadese 'Avant les rues' di Chloè Leriche per aver raccontato "una realtà di disagio e di emarginazione, lontana dalla cronaca di tutti giorni, e come una comunità solidale riesca a sostenere uno dei propri giovani che si trova in una situazione difficile";

infine due Menzioni Speciali sono andate proprio al canadese 'Avant les rues' e al film coprodotto da Francia/Germania/Belgio 'Wrong Elements' di Jonathan Littell "per aver illuminato con efficacia narrativa i tragici vissuti dei 60.000 bambini-soldato dell'Uganda".
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