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ITALIA

Processo "Scripta manent"

Torino, anarchici protestano a processo: sgomberata l'aula bunker del carcere Le Vallette

Appendino: la violenza non può essere confusa con esercizio democratico

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È stata sgomberata dall'intervento delle forze dell'ordine l'aula bunker delle Vallette dove questa mattina era ripreso il processo "Scripta manent". La polizia ha allontanato dal settore destinato al pubblico un gruppo di anarchici che, per impedire al pm Roberto Sparagna di prendere la parola, ha dato vita ad una rumorosa protesta scandendo slogan anche contro lo sgombero dell'asilo, il centro sociale torinese che per gli inquirenti era la base logistica di una cellula sovversiva. I manifestanti sono stati accompagnati fuori dall'aula bunker.

"È penoso dovere vedere estrinsecare la forza in un'aula di giustizia in uno stato di diritto e in un ordinamento democratico. ma, a fronte di comportamenti intolleranti, lo stato non può che rispondere con la forza", ha detto il pm Sparagna, all'inizio della sua requisitoria al processo, riferendosi ai momenti di tensione.

Appendino: la violenza non può essere confusa con esercizio democratico
"Queste forme di violenza non possono essere confuse con l'esercizio democratico". Così la sindaca di Torino, Chiara Appendino, nel corso del consiglio comunale in merito ai disordini dopo lo sgombero dell'ex Asilo occupato di via Alessandria. "Chi ha esercitato violenza durante le manifestazioni di sabato non è portatore di nessuna dimensione valoriale positiva. Ha sporcato l'antifascismo, ha sporcato l'antirazzismo, ha sporcato la causa No Tav, ha sporcato molti altri nobili status di cui codardamente tenta di appropriarsi", ha detto la sindaca.  Che ha aggiunto: "Chi commette questo genere di violenze, è un criminale. Punto". 

"Ho sentito personalmente l'autista del pullman assaltato e gli ho comunicato la vicinanza della città". Così la sindaca di Torino, Chiara Appendino, in merito a un episodio avvenuto nel corso della guerriglia urbana di sabato pomeriggio che ha visto un gruppo di anarchici accanirsi contro un autobus di linea.

"L'Asilo sarò destinato a realtà no profit, con il coinvolgimento della cittadinanza. Abbiamo chiesto che la riqualificazione dello stabile possa diventare un simbolo di rinascita del quartiere Aurora". Così la sindaca di Torino, Chiara Appendino. "L'immobile di via Alessandria - ha aggiunto - tornerà nella disponibilità del pubblico".

Potenziata la scorta alla sindaca Chiara Appendino
"Sabato mattina nel corso della riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza abbiamo valutato l'innalzamento del clima di tensione con alcuni riferimenti specifici proprio alla sindaca e quindi si è deciso di adottare una misura un po' stringente". Lo ha detto il prefetto di Torino, Claudio Palomba a proposito della decisione di potenziare la scorta alla sindaca Chiara Appendino.

Gli scontri del fine settimana "dimostrano che è necessario tenere altissima l'attenzione e mi auguro che da parte di tutti si abbassino i toni perché questi episodi vanno condannati senza se e senza ma", ha aggiunto il prefetto, assicurando che  "sotto il profilo dell'ordine pubblico la situazione è monitorata".

"In queste manifestazioni si parla sempre e solo di una partita a due, forze ordine e manifestanti ma le forse dell'ordine devono tenere conto di un terzo soggetto che sono le persone che vogliono camminare per strada e godersi il sabato quindi gli interventi  o non interventi sono frutto di una valutazione attenta che va soprattutto rivolta a queste persone", ha spiegato il prefetto che ha ringraziato l'autista del bus assaltato sabato per aver "fatto il proprio dovere fino in fondo pur in una situazione di estrema difficoltà".

Il processo
A Torino nell'aula bunker delle Vallette si sta svolgendo il processo Scripta Manent, dove 23 anarchici sono imputati di reati di terrorismo per le azioni dei gruppi della Fai-Federazione anarchica informale. Al vaglio dei giudici della corte di assise sono stati portati gli esiti delle indagini sull'invio di plichi esplosivi e collocazione di bombe avvenuti tra il 2005 e il 2016 in varie località italiane. Per gli inquirenti le Fai appartengono alla frangia lottarmatista del movimento anarchico. Dopo l'ultima modifica dell'imputazione proposta dal pm Roberto Sparagna, i capi d'accusa sono 21, dall'associazione terroristica alla devastazione e all'istigazione a delinquere. Tra le azioni figurano i pacchi bomba nel 2005 all'ora sindaco di Bologna Sergio Cofferati, e del 2006 all'allora sindaco di Torino Sergio Chiamparino.
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