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ECONOMIA

"Sullo spread incideranno orientamenti delle Camere su Def"

Tria: confermato l'aumento dell'Iva in attesa di alternative, flat tax nella manovra

Il ministro dell'Economia in audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, dove ha confermato che "lo scenario tendenziale incorpora gli incrementi dell'Iva e delle accise". Deficit a 2,4% e "aggiustamento di bilancio significativo" per raggiungere gli obiettivi programmatici

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"La legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative". Così il ministro dell'Economia Giovanni Tria in audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, dove ha confermato che "lo scenario tendenziale (del Def, ndr) incorpora gli incrementi dell'Iva e delle accise.

Per l'andamento dello spread "saranno importanti i piani del governo e l'incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio", ha poi sottolineato il ministro dopo aver spiegato che il documento non tiene conto dei potenziali benefici di uno spread più basso, e che "i rendimenti italiani sono ancora troppo alti alla luce dei fondamentali della nostra economia, nonostante il miglioramento dopo l'intesa con l'Unione europea sulla legge di bilancio".

Debito Italia pienamente sostenibile
Quello che noi delineiamo nel Def è un percorso di previsioni e obiettivi che comporta la piena sostenibilità del debito e del rapporto debito-Pil, non c'è una sua crescita esplosiva ma la sua riduzione", ha detto Tria.

Flat tax  nella manovra, giù tasse a ceto medio
"La legge di bilancio del prossimo anno continuerà, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti nel Def, il processo di riforma della flat tax e di generare semplificazione nel sistema per alleviare il carico fiscale nei confronti del ceto medio", ha poi assicurato il ministro dell'Economia.

Governo non ha peccato di ottimismo su numeri 2018
La revisione al ribasso delle stime di crescita risulta pienamente coerente con l'evoluzione della situazione economica generale" e "a dicembre era all'1% al disotto dell'1,2% della Ue". Così Tria ha poi commentato i numeri sulla crescita, precisando che questo "consente di sottolineare che il governo non ha affatto peccato di ottimismo" e che "le revisioni si sono rese progressivamente necessarie scontando l'andamento della seconda metà del 2018, inferiore ad attese che avevamo chiaramente indicato come rischi di previsione".

Reddito e quota 100, spinta Pil già nel 2019
A proposito delle misure adottate dal governo il ministro difende le scelte fatte su reddito di cittadinanza e quota 100. "Le principali misure di politica fiscale sociale e previdenziale introdotte dal governo, flat tax per i professionisti, reddito di cittadinanza e quota 100 fanno parte della legislazione vigente i loro effetti sono stimati in modo rigoroso nel Def e contribuiscono a sostenere i consumi delle famiglie e il Pil già nel 2019, sebbene vengano introdotte in corso d'anno", ha detto Tria.  "I canali attraverso cui agiscono - spiega Tria - sono l'aumento del reddito disponibile sulle famiglie meno abbienti, che stimolerà i consumi, e, in secondo luogo, l'alleggerimento della pressione fiscale su imprenditori e professionisti, che stimolerà investimenti e occupazione".

Deficit a 2,4%, grazie anche 2 miliardi di blocco spesa
Sulla stima del deficit Tria ha precisato che quest'anno si attesta al 2,4% del Pil, "un livello superiore" rispetto a "quello stabilito nell'accordo di fine anno con la Commissione europea, questo principalmente a causa della minor crescita nominale dell'economia". Questo livello "comprende anche l'attivazione della clausola della legge di Bilancio che prevedeva il blocco della spesa pubblica di 2 miliardi in caso di deviazione dall'obiettivo di indebitamento netto". Il ministro ha poi precisato che "in termini strutturali al netto dell'andamento ciclico" ci sarebbe una "variazione dell'indebitamento di solo -0,1 punti.Tenendo conto della flessibilità concordata, pari allo 0,18% nonché del livello negativo dell'output gap" il risultato sarebbe anche migliore di quanto concordato a dicembre" con Bruxelles.

"L'aggiustamento di bilancio necessario a consentire gli obiettivi dichiarati nel Def nel triennio è significativo" ha detto Tria sottolineando che "gli obiettivi programmatici risultano sostanzialmente in linea con quanto previsto dalle regole europee e nazionali, sebbene puntino a miglioramenti del saldo strutturale più contenuti datele condizioni ancora difficili della nostra economia e il recente peggioramento congiunturale".

La sostanziale coerenza del Def con il braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita - ha ribadito Tria - costituirà un fattore rilevante per la valutazione dell'osservanza da parte dell'Italia della regola del debito che la Commissione dovrà effettuare sulla base del consuntivo 2018".    "In termini strutturali il deficit è stimato in costante miglioramento nel triennio in linea con una graduale convergenza verso il pareggio strutturale. Il debito/Pil è salito al 132,2%nel 2018 e salirà di 0,4 punti quest'anno, tuttavia nel successivo triennio si prevede una riduzione di quasi 4 punti percentuali in funzione del miglioramento dell'avanzo primario e della ripresa del tasso di crescita nominale".

Fuori da recessione, previsioni ottimistiche
"A livello europeo non siamo in recessione, probabilmente non lo siamo in Italia dopo la recessione tecnica dell'ultimo trimestre dello scorso anno, ma c'è un forte rallentamento significativo, con previsioni ottimistiche" per la seconda metà dell'anno, dice Tria.

Maggioni (Lega): Aumento dell'Iva è solo uno scenario
"L'aumento dell'Iva annunciata dal ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato "è solo uno scenario", ha detto il leghista Marco Maggioni parlando in Commissione Affari Europei della Camera.




 
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