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ITALIA

L'indagine riguarda il numero di protesi e ricoveri

Truffa nella sanità a Palermo: arrestati un primario e 2 infermieri

Avevano messo in piedi un’organizzazione per truffare il sistema sanitario regionale. Gonfiavano i documenti e i registri di carico e scarico delle protesi utilizzate negli interventi di chirurgia cranica e della colonna vertebrale  

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Sono agli arresti domiciliari un primario, 2 infermieri e un informatore sanitario dell’ospedale di Palermo. L’accusa è di truffa al sistema sanitario regionale. Le indagini sono state coordinate dalla procura ed eseguite dai Carabinieri del Nas.
 
Complessivamente nell'inchiesta sono coinvolti 15 indagati tra medici e infermieri.
 
Le indagini, svolte condotte dai militari attraverso pedinamenti e intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno permesso di scoprire questa organizzazione nata per truffare il sistema sanitario regionale. Le persone coinvolte falsificavano e  gonfiavano i documenti e i registri di carico e scarico delle protesi che servivano negli interventi di chirurgia cranica e della colonna vertebrale. In particolare dichiaravano un numero di protesi superiore a quello realmente usato negli interventi chirurgici.
 
Inoltre il primario, con la collaborazione di altri medici ed infermieri, dalla sua Unità Operativa, avrebbe fatto bypassare ai propri pazienti privati, paganti, le liste d'attesa per gli interventi chirurgici, facendoli figurare come se avessero seguito le normali procedure istituzionali di ricovero. Il gip ha anche disposto il sequestro preventivo di 43 mila euro frutto delle truffe.
 
Ora dovranno rispondere a vario titolo, di concorso in reato continuato di truffa aggravata ai danni di ente pubblico, falsità ideologica aggravata commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, abuso d'ufficio.
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