MONDO

Intervista alla Fox News

Trump attacca Obama: c'è lui dietro i disordini. E su spese militari Mosca minaccia: "Reagiremo"

Il presidente degli Stati Uniti si dice convinto che ci sia Obama dietro le fughe di notizie e le proteste, ma non fornisce prove. Intanto, mentre non si allenta la tensione con Mosca, Trump cancella il piano di Obama sulle armi: anche chi ha problemi mentali potrà acquistarle

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Il presidente americano Donald Trump ritiene che probabilmente il suo predecessore, Barack Obama, sia dietro le fughe di notizie che hanno caratterizzato il primo mese della sua amministrazione: lo ha affermato lo stesso Trump durante un'intervista al programma 'Fox and Friends' della Fox News. Il presidente ha inoltre accusato Obama di essere responsabile dell'organizzazione delle proteste contro i repubblicani questo mese in varie città americane. "No, penso che ci sia lui dietro. Penso anche che sia politica, è così che vanno le cose": ha risposto Trump all'intervistatore che gli chiedeva se l'organizzazione dell'ex presidente Obama stia organizzando le proteste contro di lui. Quanto alle fughe di notizie nella sua amministrazione, Trump ha risposto: "Non si sa mai cosa succede esattamente dietro le quinte. Sa, è probabile che Lei abbia ragione o è possibile, ma non si sa mai". E poi ha aggiunto: "No, penso che dietro ci sia il presidente Obama perché la sua gente è certamente dietro" alle fughe di notizie: "Ed e' possibile che alcune delle fughe di notizie provengano da quel gruppo, che sono veramente serie perche' sono molto dannose in termini di sicurezza nazionale. Ma io capisco anche che è politica....e probabilmente continuerà". Trump, sottolinea la Cnn sul suo sito, non ha prodotto alcuna prova delle sue affermazioni.

Le tensioni con Mosca
Mosca reagirà se la scelta di aumentare il bilancio Usa per la Difesa verrà portata avanti. Così a Interfax Leonid Slutsky, capo commissione Esteri della Duma. "Per ora si tratta di retorica pura. Ma se il budget (militare americano) verrà aumentato allora reagiremo, il ministero degli Esteri, e noi alla Duma", ha detto. "Consideriamo queste dichiarazioni come un dato di fatto. Non sono state una sorpresa per noi, si inseriscono nel quadro politico che i rappresentanti dell'amministrazione e la guida della nuova amministrazione degli Stati Uniti ha richiamato in questo settore", ha poi aggiunto il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov commentando le relative dichiarazioni di Trump sulla volontà di aumentare l'arsenale nucleare Usa. "In sostanza, non vi è nulla qui che possa cambiare le nostre idee e gli strumenti utilizzabili in questo campo", ha detto Ryabkov, concludendo che non c'è "alcuna intesa" sulla data e il luogo d'incontro fra il presidente Usa Donald Trump e Vladimir Putin ma i "preparativi pratici" a tal fine sono stati avviati in uno spirito di "comprensione reciproca".

Più soldi alla Difesa e meno controlli per le armi 
Le risorse per aumentare il budget della Difesa saranno trovate grazie all'aumento delle entrate fiscali legato a un miglioramento dell'economia. Lo ha spiegato Donald Trump nell'intervista a Fox. "I soldi arriveranno da un'accelerazione dell'economia che potrà crescere fino al 3%, forse di più", ha assicurato il presidente americano. Parole però in contrasto con quelle del responsabile del bilancio alla Casa Bianca, Mick Mulvaney, secondo cui l'incremento delle spese militari sarà possibile grazie ai tagli ad altre agenzie federali, come quella dell'ambiente. E proprio in tema di armi Donald Trump, firmerà oggi una proposta di legge votata dal Congresso per abrogare un piano che estendeva i controlli sull'acquisto di armi voluto dal predecessore Barack Obama. Il piano dell'ex presidente prevedeva di usare i dati della Social Security Administration per identificare le persone a cui dovesse essere impedito l'acquisto di armi da fuoco per disturbi mentali. La legge è sostenuta dalla National Rifle Association, la lobby delle armi, e prevede che la Social Security Administration non debba più inviare al sistema di controllo dell'Fbi, usato per determinare chi possa comprare un'arma, i dati su chi non possa lavorare e nemmeno gestire i propri averi a causa di disturbi mentali. Dopo la strage della Virginia Tech, quando uno studente con problemi mentali uccise 32 persone, il presidente George W. Bush firmò una legge nel 2007 per migliorare il sistema di identificazione delle persone che, a causa di disturbi psichici, non fossero idonee all'acquisto di armi. Nonostante la legge, i dati sottoposti al sistema di controllo dell'Fbi erano incompleti. Dopo la strage nel 2012 alla scuola elementare Sandy Hook, quando un uomo con problemi mentali uccise 20 bambini e sei adulti, l'amministrazione Obama rinnovò gli sforzi per migliorare la legge del 2007, ma il risultato ottenuto  poco prima di lasciare la Casa Bianca sarà cancellato da Trump.

Il presidente si promuove
Donald Trump si da' i voti. ''A+ per lo sforzo, C o C+'' per la comunicazione con il pubblico. Lo dice sempre nell'intervista alla Fox e a poche ore dall'intervento in Congresso si concede anche una 'A' per i risultati raggiunti finora.

Invita a discorso famiglie vittime di clandestini
Intanto, cresce l'attesa per il primo discorso al Congresso. Trump ha deciso un'iniziativa ad effetto: ha invitato alcuni familiari di cittadini americani uccisi da clandestini quali ospiti d'onore stasera alle 21 locali (le 3 del mattino in Italia) al suo intervento al Congresso in riunione congiunta.

Tra gli ospiti del presidente e della first lady Melania c'è Jamiel Shaw, padre di un giovane ucciso nel 2008 da un clandestino. Shaw è un sostenitore del presidente e oratore abituale durante la campagna elettorale del presidente per difendere la sua dura politica migratoria che ora punta ad espellere la metà degli 11 milioni di migranti privi di documenti presenti negli Usa.

Il figlio di Shaw, Jamiel Jr, "era una stella del football al liceo e venne ucciso da un colpo di pistola sparato da un clandestino che era membro di un banda criminale" ha spiegato la Casa Bianca.

Ospiti sempre della coppia presidenziale nel palco d'onore della Camera, dove si riunisce stasera il Congresso, anche Jessica Davis e Susan Oliver, vedove rispettivamente dell'agente Michael Davis e del vicesceriffo Danny Oliver, entrambi assassinati da un clandestino in California.

Trump 'pronto a compromesso su riforma immigrazione'
Trump è pronto a lavorare ad un compromesso col Congresso per dare vita a quella riforma complessiva dell'immigrazione che è sempre stata negata a Barack Obama. Lo affermano alla Cnn fonti della Casa Bianca, secondo cui l'idea del presidente americano e' di permettere di restare legalmente negli Stati Uniti a tutti coloro che non hanno commesso alcun serio reato penale.

Trump potrebbe lanciare il suo appello tra poche ore parlando davanti al Congresso e - secondo il suo entourage - non crede che la proposta possa urtare la base del suo elettorato. Una proposta che comunque non contemplerebbe la cittadinanza per gli illegali, con l'eccezione forse dei cosiddetti 'dreamer' (coloro che sono entrati illegalmente negli Usa da bambini).
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