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MONDO

Ieri l'incontro con Obama

Trump, monito staff a Obama: non persegua la sua agenda. Ancora proteste, 200 arresti

Il portavoce della Casa Bianca: "Profonde differenze tra i due". 'Not my president', continuano le manifestazioni in varie città. Trump: "Contestatori di professione, incitati dai media. Molto ingiusto''. Il sindaco di New York, De Blasio: non consegneremo gli elenchi dei migranti. Pence alla guida del team di transizione

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Il team di Donald Trump ha ammonito Obama, alla vigilia del suo viaggio in Europa, a non fare passi rilevanti in politica estera durante la transizione perché potrebbe "mandare segnali contrastanti". "Sulle questioni grandi, trasformative in cui il presidente Obama e il presidente eletto Trump non sono allineati, non penso che sia nello spirito della transizione tentare di far passare punti dell'agenda contrari alle posizioni" di Trump, ha confidato a 'Politico' un suo consigliere per la sicurezza nazionale.

"Sarebbe non solo controproduttivo ma manderebbe anche segnali contrastanti", ha aggiunto. Un monito lanciato alla vigilia del suo viaggio in Germania (dove Obama parteciperà ad un vertice con Merkel, Hollande, Renzi, Rajoy e May per riconfermare l'impegno verso l'Europa e la Nato), Grecia e Perù. Prima che Trump vincesse le elezioni, nei circoli democratici di politica estera si ipotizzava che Obama avrebbe potuto fare un ultimo tentativo per rilanciare i colloqui di pace israelo-palestinesi e spingere forte sul Congresso per l'approvazione dell'accordo commerciale trans-pacifico (Tpp). Ma secondo l'entourage di Trump, Obama non dovrebbe neppure pensare di fare passi del genere.

De Blasio: New York non darà dati migranti illegali
New York resisterà ai piani più controversi di Trump sull'immigrazione se il presidente eletto deciderà di metterli in pratica: parola del sindaco, Bill de Blasio. Il primo cittadino ha promesso che farà di tutto per non aprire al tycoon il database di New York con le identità di oltre 850 mila immigrati illegali che vivono in città. Il database non verrà aperto a Trump senza "una vera e propria lotta", ha assicurato, precisando che qualsiasi proposta che sarà vista come "una minaccia per i newyorkesi verrà affrontata".

Nel 2015 nella Grande Mela è stata istituita una sorta di carta di identità per gli immigrati senza un regolare visto che prova la residenza, e si può ottenere fornendo pochissima documentazione. E per questo è accessibile a quasi mezzo milione di illegali.

Pence passa alla guida del team di transizione di Trump
Sarà Mike Pence, il vicepresidente eletto, a guidare il team di transizione di Donald Trump: prenderà il posto del governatore del New Jersey, Chris Christie, che comunque insieme all'ex sindaco di New York, Rudy Giuliani, e a Michael T. Flynn, generale dell'esercito in congedo, continueranno a lavorare al passaggio di consegne. Trump ha detto ai suoi consiglieri che vuole sfruttare l'esperienza e i contatti di Pence a Washington per guidare il processo, scrive il New York Times.

Nella squadra di transizione anche tre dei figli del tycoon
Anche i figli di Donald Trump entrano nel 'transition team' che dovrà lavorare al futuro governo e al suo programma. In squadra ci sono ora Donald Jr., Eric e Ivanka Trump, al fianco del fondatore di PayPal Peter Thiel e al numero uno del Partito repubblicano Reince Priebus.

Ieri l'incontro alla Casa Bianca
"Una giornata fantastica a Washington D.C.. Ho incontrato il presidente Obama per la prima volta. Davvero un buon incontro, grande intesa. A Melania è piaciuta molto Michelle Obama". Così il presidente neo eletto degli Stati Uniti d'America Donald Trump ha scritto su Twitter dopo la prima volta alla Casa Bianca. Trump è stato ricevuto insieme alla moglie Melania alla Casa Bianca da Barack Obama e dalla First Lady Michelle. Al termine del meeting si è svolto un incontro con la stampa. Obama ha invitato il suo successore dopo l'elezione, congratulandosi con lui, per iniziare il processo di transizione e per dare un segnale di collaborazione e unità davanti al paese. Melania e Michelle hanno avuto un incontro separato nella residenza della Casa Bianca, a porte chiuse.



'Not my president', migliaia in piazza. In Oregon momenti di tensione. 200 arresti
Proseguono in tutti gli Stati Uniti le proteste contro l'elezione di Trump, anche se l'intensità delle contestazioni sta calando. Sulla East Coast, manifestazioni si sono tenute a Washington, Baltimora, Philadelphia e New York, mentre sulla West Coast i dimostranti sono scesi in piazza a Los Angeles, San Francisco e Oakland in California, quindi a Portland, in Oregon, uno dei centri più accesi della contestazione.Si è trattato di proteste per lo più pacifiche, non sono mancati episodi di disobbedienza civile. Circa 200 gli arresti.

A Portland, ad esempio, i manifestanti hanno lanciato oggetti contro la polizia e danneggiato alcune auto, come fa sapere il dipartimento di polizia della città. Alcuni dimostranti hanno imbrattato auto ed edifici, mandando in frantumi delle finestre. La polizia di Portland, in Oregon, ha cominciato a sparare pallottole di gomma e a usare spray al peperoncino per disperdere una manifestazione anti-Trump degenerata in rivolta. Lo scrive la polizia della città sul suo account Twitter. 

Decine di persone hanno affollato la strada Interstate 94, a Minneapolis , bloccando il traffico in entrambe le direzioni per almeno un'ora. Anche a Los Angeles un piccolo gruppo ha brevemente bloccato il traffico, prima che la polizia lo disperdesse. La polizia di Baltimora riferisce che circa 600 persone hanno marciato nella zona di Inner Harbor bloccando alcune strade e due persone sono state arrestate. A Denver, circa tremila persone si sono radunate vicino alla sede del governo del Colorado e marciato nel centro della città. Centinaia di cittadini hanno dimostrato anche a Dallas e a Austin, in Texas.

Trump: "Contestatori di professione, incitati dai media. Molto ingiusto''
Da parte sua il tycoon ha definito le proteste ''molto ingiuste''. ''Ho appena vinto un'elezione presidenziale aperta e di successo. Adesso contestatori di professione, incitate dai media, stanno protestando. Molto ingiusto'', ha scritto su Twitter.

Trump ha vinto le presidenziali, Hillary prima nel voto popolare
Il voto si è chiuso con Trump a 290 grandi elettori, 20 più del necessario, mentre Clinton ne ha ottenuti 232. Tuttavia, l'ex segretario di Stato ha vinto il voto popolare con il 48 per cento contro il 47 per cento di Trump: poco più di di 200.000 voti di scarto.
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