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MONDO

Su Wall Street Journal:"Unire il Paese"

Trump preoccupa l'Europa. Staff a Obama: non prenda iniziative.

Attacco di Juncker. l presidente eletto: "Dobbiamo unire il Paese, per farlo l'unica strada è creare posti di lavoro". In Siria gli Usa devono combattere l'Isis, non rovesciare Assad. E rivela di aver ricevuto una "bellissima" lettera da Putin  Ancora proteste e arresti negli Usa. 

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Mentre l'Europa si interroga sul futuro delle relazioni con gli Stati Uniti dopo l'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca  - anche con bocciature durissime come quella del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker -  il neo eletto smorza i toni rispetto all'agenda elettorale sulla politica interna e profila una svolta nelle relazioni con Mosca. In un'intervista al Wall Street Journal, Trump sottolinea come la priorità debba essere la lotta all'Isis e non la cacciata del presidente siriano Bashar al-Assad, reclamata dall'attuale amministrazione di Washington. Trump indica di aver avuto un "posizione opposta rispetto a molti sulla Siria" perchè, ha argomentato, "noi stiamo combattendo contro la Siria quando la Siria combatte contro l'Isis e dell'Isis bisogna liberarsi". La Russia "è ora totalmente allineata con la Siria e poi c'e' l'Iran, che sta diventando potente a causa nostra, allineato con la Siria. Noi appoggiamo i ribelli contro la Siria ma non abbiamo idea di chi sia questa gente", ha rimarcato il futuro comandante in capo tenendo a precisare di aver ricevuto "una bella lettera" dal presidente russo Vladimir Putin che sentirà telefonicamente a breve.

 Juncker attacca Trump 'non sa nulla, perderemo 2 anni'
Ieri il presidente della Commissione Ue Juncker ha espresso giudizi pesanti sul neopresidente Usa. 'Con Trump perderemo due anni: il tempo che faccia il giro del mondo che non conosce. La sua elezione comporta dei rischi di vedere gli equilibri intercontinentali disturbati sui fondamentali e sulla struttura". Intanto i leader dei più grandi Paesi europei cominciano a prendere i primi contatti con il neoeletto presidente degli Stati Uniti, offrendo disponibilità a collaborare,.  Merkel, Renzi, Hollande e la britannica May hanno tutti già parlato con il nuovo alleato oltreoceano. May è stata la prima ad affrettarsi, per ribadire quel rapporto "storico e speciale" tra i due Paesi e la prima ad essere invitata. Merkel ha offerto collaborazione ricordando i valori comuni, Renzi ha sottolineato l' "importanza strategica" delle relazioni Italia-Usa e Hollande ha elencato i "temi comuni", tra cui lotta al terrorismo, Ucraina, Siria, Iraq e l'accordo di Parigi Cop21. Gli alleati europei per ora si in ordine ma i rischi che corrono i 28 sono tanti quanti i dossier aperti con gli Usa. Dall'aumento del contributo alla Nato promesso da Obama, alle sanzioni contro la Russia finora sostenute anche dagli americani. E il timore che Trump voglia sfilarsi in fretta dalle questioni europee. 

Trump blinda Obama: non prenda iniziative di politica estera 
Gli uomini di Trump ammoniscono il presidente uscente Barack Obama, alla vigilia del suo ultimo viaggio in Europa da comandante in capo. Secondo quanto riferisce il Politico, un consigliere per la sicurezza nazionale del presidente eletto avrebbe definito "controproducente ma anche fonte di caos" qualsiasi dichiarazione di Obama non in linea con le posizione di Trump "perchè invierebbe messaggi che potrebbero indurre in confusione" i suoi interlocutori sulla linea della politica estera Usa.. La prima conseguenza è lo stop agli sforzi volti a far approvare l'accordo di libero commercio trans-pacifico (Tpp) dal Congresso.  Obama sarà in Grecia il 15 novembre e poi il 17 in Germania, dove parteciperà anche ad un vertice nel nuovo formato "Quint", con l'Italia, oltre agli Usa e al Paese ospitante, la  Gran Bretagna e la Francia.

​Trump apre su Obamacare: potrei salvare alcune parti
L'Obamacare potrebbe sopravvivere in parte sotto la presidenza di Donald Trump. E' lo stesso neopresidente ad affermarlo nell'intervista. Il magnate spiega come Barack Obama gli abbia chiesto di rinunciare alla totale abolizione della riforma sanitaria, e racconta di aver assicurato che valuterà i suggerimenti del presidente uscente. Trump spiega che ci sono parti della Obamacare che vanno cambiate perché si sono rivelate "troppo costose" (il prossimo anno in oltre 30 Stati sono previsti aumenti fino al 25% per conservare la copertura assicurativa).

Il cambio di rotta dopo il colloquio con Obama
In particolare, durante il colloquio alla Casa Bianca con il presidente Barack Obama, Trump ha concordato con lui che ci sono almeno due punti che vanno preservati: il divieto per le compagnie assicuratrici di negare l'assistenza ai pazienti per le patologie di cui già soffrono e la possibilità per i genitori di fornire ai figli anni di copertura ulteriore tramite le loro polizze. Trump ha riconosciuto di aver cambiato idea sulla Obamacare, che durante la campagna aveva annunciato avrebbe abrogato interamente, dopo aver parlato con Obama, che, ha spiegato, gli ha suggerito quelle parti della sua riforma che andrebbero preservate: "Gli ho detto che avrei preso in considerazione i suoi suggerimenti e lo farò". 

L'inchiesta su Hillary non è una priorità
"Non è in cima ai miei pensieri": così Donald Trump risponde alla domanda sulla commissione di inchiesta su Hillary Clinton, promessa in campagna elettorale. "Le mie priorità sono la sanità, i posti di lavoro, il controllo delle frontiere e la riforma delle tasse". 

Meno regole per le banche
Una delle urgenze che il presidente eletto intende affrontare è quella di una deregulation (meno regole) delle istituzioni finanziarie per consentire alle "banche di tornare a prestare soldi come una volta". 

 
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