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MONDO

Stati Uniti

Trump si vendica contro i suoi "nemici" nel caso impeachment. Ritirata nomina a Jessie Liu

Secondo fonti della Cnn, il capo della procura nel caso di Roger Stone non avrebbe agito in modo gradito al presidente. Che ora ha ritirato la nomina al ministero del tesoro, costringendola a dimettersi

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Non si placa l'ira funesta di Trump contro gli uomini (e le donne) che hanno giocato un ruolo nell'istruttoria del processo di impeachment, finito poi in un nulla di fatto per il sostegno compatto al capo della Casa Bianca da partedei Repubblicani in Senato. 

La notizia di oggi è che Jessie Liu si è dimessa dal ministero del tesoro dopo che il presidente ha ritirato la sua nomina.

Secondo la Cnn, la decisione del tycoon è legata al precedente ruolo di Liu, che come capo della procura di Washington ha gestito vari casi generati dal Russiagate. Ultimo quello su Roger Stone, alleato di Trump, con i 4 procuratori dimessisi dal caso dopo essere stati sconfessati dal ministero di giustizia per aver chiesto una pena troppo alta.  

Liu aveva gestito anche il caso fortemente politicizzato dell'ex vice dell'Fbi Andrew McCabe, attaccato frequentemente da Trump per la sua condotta nelle indagini del Russiagate. Secondo fonti della Cnn, Liu non avrebbe fatto necessariamente nulla di male, ma più semplicemente non si sarebbe fatta coinvolgere in questi casi.

Pelosi: "Da Trump ancora un abuso di potere"
"È un abuso di potere, il presidente sta di nuovo cercando di manipolare le forze dell'ordine federali per servire i suoi interessi politici". Lo ha dichiarato la presidente della Camera del Congresso americano, Nancy Pelosi, sul caso Roger Stone, ex consigliare del presidente, Donald Trump, coinvolto nelll'inchiesta Russiagate. E riguardo le presunte interferenze di Trump sulla giustizia ha aggiunto: "Il presidente è quello che è, ma dove sono i repubblicani per parlare di questa palese violazione?".

Il caso Vindman
E poi c'è anche il caso del colonnello Vindman, testimone silurato da Trump a cose fatte. "Vindman ha fatto esattamente cio' che insegniamo loro di fare. E' andato dal suo capo e e ha riportato cosa aveva appena sentito", ha detto John Kelly, ex capo dello staff della Casa Bianca con Donald Trump, difendendo la posizione del tenente colonnello Alexander Vindman, testimone al Congresso per l'impeachment al presidente, e silurato da Trump al termine del processo.

"Ha fatto solo il suo dovere"
Kelly ha spiegato che quando Vindman ha sentito il presidente chiedere al suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, di avviare un'indagine su Joe Biden e il figlio, e' stato come se avesse ricevuto un "ordine illegale"."Noi insegniamo a non eseguire ordini illegali - ha aggiunto Kelly - e se qualcuno te li da', chiunque sia, ti alzi e vai a riportare la cosa al tuo capo".

Lo Stato Maggiore: "Non sarà sanzionato"
Trump ha auspicato che i vertici militari puniscano Vindman per aver deciso di testimoniare, nonostante la Casa Bianca gli avesse ordinato di non farlo, ma ieri l'ufficio dello Stato maggiore ha fatto trapelare l'indicazione che l'alto ufficiale e eroe di guerra non verrà sanzionato. 

Intanto, il Senato limita i poteri di guerra di Trump sull'Iran
Il Senato americano ha approvato una risoluzione volta a limitare l'azione militare del presidente, Donald Trump, contro l'Iran. Il testo, che deve essere inviato alla Camera dei Rappresentanti dove e' probabile che venga confermato, obbliga il presidente a chiedere "un dibattito e un voto al Congresso", l'unico autorizzato a dichiarare guerra secondo la Costituzione, prima che "un attacco offensivo" contro la Repubblica islamica. Si tratta di un nuovo ostacolo per il capo della Casa Bianca che probabilmente lo portera' a adottare il suo veto per superarlo.

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